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martedì 4 novembre 2014

SI RITORNA A PARLARE DELLA FINALE SCUDETTO DEL 1989


L'ARTICOLO DE "IL TIRRENO"

L'ARTICOLO DE "LA NAZIONE"
All'improvviso si torna a parlare dei playoff di pallacanestro del 1989 e della finale scudetto che vide protagonista la formazione della Libertas Livorno, sponsorizzata Enichem, contro l'Olimpia Milano, targata Philips.
Se ne ritorna a parlare dopo che sull'edizione di Pesaro del "Resto del Carlino" sono comparsi un paio di articoli su quello che accadde nelle semifinali del 1989.
In particolare il giornale si concentra su quello che avvenne dopo gara 1 della semifinale tra Scavolini Pesaro e Philips Milano, ovvero la "monetina" lanciata sulla testa di Meneghin dagli spalti del palasport marchigiano che diede a Milano la vittoria al tavolino.
Nell'intervista rilasciata da Guido Carlo Gatti, general manager nel 1989 della Scavolini Pesaro, dichiara che "...la vittoria a tavolino fu ordinata dalla politica" (POTETE CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO). 
Sempre su "Il Resto del Carlino" (POTETE CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO) edizione di Pesaro il magistrato in pensione Pierfrancesco Casula rincara la dose convalidando in qualche modo la tesi dell'ex dirigente pesarese.
Di conseguenza riecco riaffiorare i ricordi di quel maggio 1989 quando il canestro di Forti non venne convalidato dall'arbitro Zeppilli e della rincorsa dei dirigenti dell'Olimpia negli spogliatoi livornesi dedicati agli arbitri proprio sotto la curva nord.


giovedì 19 agosto 2010

A MONTESCUDAIO 50mila DOLLARI PER LA SQUADRA DI CALCIO, A LIVORNO PER LA PALLACANESTRO NEMMENO 1 EURO

E' notizia di questi giorni che un senatore delle Isole Vergini tirerà fuori 50mila dollari per sponsorizzare la squadra di calcio del Montescudaio (un paesino vicino a Cecina). A Livorno di investimenti stranieri per la pallacanestro (che costa molto di meno del calcio) neanche l'ombra. Per questo motivo vi postiamo l'articolo del quotidiano "La Nazione" che parla dell'evento.

"Piove oro sul campo verde Sponsor per Montescudaio
La squadra di calcio avrà cinquantamila dollari per la prossima stagione grazie a un ''mecenate'' (il senatore Wayne James), che arriva dalle Isole Vergini


Montescudaio (Cecina), 18 agosto 2010 - Arriverà dopodomani in Italia e, visti i tantissimi impegni politici che lo attendono nelle Isole Vergini Americane (a settembre si terranno le primarie), ripartirà per i Caraibi solo 48 ore più tardi. Il senatore Wayne James, nonostante l’agenda fitta di appuntamenti, non ha voluto mancare ad un evento del quale si è fatto promotore insieme al sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini.

Dopo la firma del patto di gemellaggio tra il paradisiaco arcipelago caraibico e il borgo vicino Cecina dello scorso 4 luglio, in questo fine settimana sarà ufficializzata anche la sponsorizzazione di 50 mila dollari in favore della squadra di calcio di Montescudaio. Il senatore sarà a Livorno nel pomeriggio di venerdì dove visiterà la città e incontrerà gli organi di stampa per spiegare i motivi che lo hanno spinto a far approvare nel senato delle US Virgin Islands una così consistente sponsorizzazione per l’USD Montescudaio, squadra che milita nel campionato di Promozione toscana.

Sabato 21 agosto, poi, il senatore James entrerà in diretto contatto con la realtà calcistica di Montescudaio. Nel pomeriggio visiterà gli impianti sportivi del comune pisano, in particolare lo stadio ''Florio Niccolai''. A seguire assisterà alla prima uscita stagionale della squadra che, secondo gli addetti ai lavori, ha tutti i mezzi per sorprendere nella stagione che verrà. Il gran finale è atteso per le 20.30 quando si terrà la cerimonia di presentazione delle maglie del Montescudaio calcio con logo e scritta di US Virgin Islands e USD Montescudaio: dopo la presentazione della divisa ufficiale targata Isole Vergini e quella della nuova squadra del Montescudaio, il senatore Wayne James verrà insignito della carica di presidente onorario della società e riceverà una maglia speciale con la scritta ''President''." (tratto da "La Nazione" del 19/8/2010)

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mercoledì 8 luglio 2009

BASKET LIVORNESE: SALTA L'IPOTESE DELLA SERIE B DILETTANTI

Era spuntata in questi giorni anche la possibilità, tecnicamente sbagliata, di iscrivere una squadra livornese al campionato di serie B dilettanti (ex serie B2). E' notizia di ora che anche questa ipotesi è saltata. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "La Nazione" nell'articolo che oggi postiamo firmato da Lorenzo Gremigni: " Con la fine del basket di vertice resta da capire come verranno utilizzati il PalaAlgida e gli altri impianti in città. Il mega impianto dovrà essere sfruttato per attività alternative: dalla musica allo sport. I Palasport sono tre: il PalaLivorno, ribattezzato appunto PalaAlgida; il PalaMacchia di via Allende e il Palazzetto, noto come PalaCosmelli.
Livorno, 8 luglio 2009 - L’ultima chance, quella della B dilettanti che sarebbe stata comunque un palliativo e, probabilmente, solo il seguito di una strategia sbagliata che ha portato alla situazione attuale perché non si è mai pensato di costruire dalle basi, ma si è sempre vissuto alla giornata, è sfumata e Livorno sparisce dalla geografia nazionale del basket d’èlite. Sparisce lo sport d’elite, ma resta il titolo di città con gli impianti più numerosi, belli e capienti. Che diventano cattedrali nel deserto, specialmente il Pala Livorno, ultimo creato, che forte dei suoi oltre 8000 spettatori di capienza sarà frequentato solo da manifestazioni canore, spettacoli d’arte varia e congressi sindacali o di partito.
Perché è vero che il movimento cestistico amaranto è ben vivo e vegeto con le tante società minori che fanno attività giovanile ed hanno magari la prima squadra in categorie lontane dal vertice, ma la punta massima del basket maschile è la vecchia gloriosa Libertas che milita oggi in C dilettanti. Come a dire la quinta serie nazionale e quindi per questo tipo di attività bastano e avanzano le numerose palestre, pubbliche e private, sparse nella città. Certo, c’è il basket femminile che rimane al vertice con la squadra in A1, ma per ora almeno gli spettatori presenti alle partite del’Acp Women sono davvero pochi.
Si spera che aumentino, e la passione di Piero Bottoni e dei suoi collaboratori e le capacità del tecnico Cinzia Piazza e della squadra lo meriterebbero, ma siamo sempre alla voce speranza. E non certo quella di riempire nemmeno per un terzo il Pala Livorno. Il prototipo della cattedrale nel deserto diviene allora proprio quello che fino ad ieri era denominato Pala Algida perché gestito dalla Forum Net ed oggi torna in carico al Comune: 8030 spettatori di capienza, attrezzature all’avanguardia, un vero gioiello considerato forse il più bello d’Italia. Fu progettato nel 1988 all’epoca del boom del basket livornese, quando la città aveva due squadre in serie A e il Pala Macchia non era più sufficiente a contenere tutti gli appassionati della palla a spicchi, restò per lungo tempo allo stato… scheletrico e fu terminato ed inaugurato solo il 14 marzo 2004.
Dopo sedici anni insomma e dopo che vi avevano lavorato due progettisti, prima l’ingegner Legnani e quindi l’ingegner Valenti. Il secondo impianto, che fu poi ritenuto insufficiente ed oggi rischia anche quello di divenire un qualcosa di non riempibile, è il Pala Macchia capace di 4200 posti ed inaugurato l’11 giugno 1976 con un quadrangolare con Italia, Russia e Canada e l’università statunitense di San Francisco. Li aveva preceduti, tempio di tante sfide memorabili con le più forti squadre nazionali come Ignis Varese, Simmethal Milano o Virtus Bologna il PalaCosmelli, conosciuto anche come Palazzetto, costruito nel 1961 con i soldi stanziati dal Coni per le Olimpiadi romane del 1960 e che allora poteva contenere quasi 1000 spettatori tra quelli seduti e quelli in piedi e che oggi ne contiene poco più o poco meno di 300. Qui almeno vi giocherà la Libertas di serie C dilettanti mentre al Pala Macchia si esibirà l’Acp Women. Al Pala Livorno niente di niente. Lorenzo Gremigni"
.

sabato 13 giugno 2009

BASKET LIVORNO: ADESSO LA SOCIETA' POTREBBE SPARIRE DEFINITIVAMENTE

E' ancora un pò caotica la situazione sul futuro della pallacanestro livornese. Fino a due giorni fa sembrava essere scontato lo scambio di titolo sportivi tra Livorno e due piazze interessate a rilevare il titolo di Legadue (Verona e Capo d'Orlando), poi il Sindaco di Livorno ha dichiarato di non voler mollare e cercare di provare di salvare la società andando alla ricerca di importanti interlocutori per reperire le forze economiche essenziali per andare avanti, ora si dice che nessuno può salvare la società e la società del Basket Livorno è destinata a sparire senza che avvenga lo scambio di titolo con un altrà piazza. In merito a questo argomento postiamo l'articolo del quotidiano "La Nazione" con firma di Lorenzo Gremigni: "Livorno. IL FILM del basket amaranto non è ancora finito. Il giallo però è vicino alla soluzione e non è difficile indovinarne l’esito. Titolo venduto, società chiusa a doppia mandata e come rappresentante del movimento al massimo una serie C. Certo, ci potrebbero essere ancora margini di manovra. Si dice che i dirigenti si stanno dando da fare per vedere di salvare il salvabile, ma che la soluzione del giallo possa essere positiva e diversa da quella descritta sopra è abbastanza utopistico. Intanto dopo la riunione a tre tra il presidente Tofani, Tamalio e il rappresentante del sindaco Cosimi, Fabio Del Nista, almeno un dubbio l’ha sciolto. Non ci sarà scambio di titoli con Verona per mandare la società scaligera in Legadue e recuperare Livorno alla serie A dilettanti, la vecchia B di Eccellenza. Ed è una soluzione preventivabile e logica perché il campionato di A dilettanti dove tutti i giocatori devono essere italiani costa più o meno quanto la Legadue perché i cestisti indigeni costano molto di più di quelli stranieri. Che sono tanti in cerca di ingaggio e spesso si accontentano al contrario di quelli nostrani. Insomma, se si dovesse trovare i soldi per fare la vecchia B di Eccellenza tanto vale fare un piccolo sforzo in più e giocare al piano di sopra. ED ALLORA? Allora non ci sono soluzioni, a meno di un miracolo dell’ultima ora che a questo punto, come ha detto a chiare note lo stesso Del Nista, e la società Basket Livorno è destinata a sparire. I debiti sono sempre rilevanti. Non solo ci sono da pagare ancora i dipendenti (tecnici, giocatori e staff dirigenziale), ma ci sono da ripianare anche i debiti con i fornitori. E probabilmente i 600 o 700.000 euro che si potranno acquisire con la vendita del titolo basteranno appena, se basteranno, a riportare in pari il bilancio e chiudere senza strascichi. C’è tempo fino al 22 giugno prossimo per cercare di salvare la società, ma il tempo è talmente scarso che non si capisce come ciò che non si è riusciti a fare in un anno intero possa essere fatto in meno di dieci giorni. A meno di quel miracolo di cui si parlava sopra. Insomma, Pala Algida chiuso per mancanza di protagonisti e dedicato interamente allo spettacolo e magari ai congressi o cose simili. E Livorno da capitale del basket che era negli anni ’80 con due squadre in serie A, tanti play-off disputati, un quasi scudetto e tre partecipazioni (due della Libertas e una della Pallacanestro) alle Coppe Europee relegata al ruolo di comparsa. E’ VERO CHE il basket è in crisi profonda in Italia, che anche il campionato di serie A interessa ormai poche piazze dato anche lo strapotere di Siena che ha un budget doppio se non triplo di ogni altra concorrente, che altre piazze storiche sono sparite dalla geografia della pallacanestro italica, ma la cosa lascia davvero una amarezza infinita e conferma che a Livorno imprenditori ce ne sono pochi e a quei pochi lo sport in generale e il basket in particolare non interessano se anche il calcio si è dovuto affidare ad un presidente di foravia per sopravvivere prima e ottenere grandi risultati poi. Diciamo allora che altre piazze che sono sparite a lungo dal basket d’elite hanno poi trovato la forza di riemergere. E’ accaduto a Caserta e Pesaro, a Venezia e Brindisi, sta accadendo a Verona. La speranza è che possa succedere anche a Livorno di non finire troppo a lungo nell’anonimato. La storia e la tradizione dello sport della palla a spicchi lo pretenderebbero. Intanto attendiamo la conclusione del film di cui l’esito, come detto, appare scontato. A meno del miracolo di cui si diceva. Che sarebbe accolto come una manna dal cielo.".

martedì 9 giugno 2009

BASKET LIVORNO: SITUAZIONE MOLTO CAOTICA

Stamani avevamo postato un articolo de "Il Tirreno" in cui si parlava di una trattativa tra un emissario del Sindaco di Livorno con un gruppo di imprenditori toscani interessati a rilevare la quota di maggioranza del Basket Livorno. Ora, leggendo un articolo del quotidiano "La Nazione" con firma di Lorenzo Gremigni, si capisce tra le righe che è vicina la cessione a Verona o a Capo d'Orlando. Ecco che lo postiamo: "Lorenzo Gremigni - Livorno. I TEMPI per la sopravvivenza del basket si accorciano. Lunedì 22 giugno è la data ultima per la cessione del titolo sportivo. Dopo di quella o si perfeziona l’iscrizione alla Legadue, si trovano le risorse e si partecipa al campionato oppure si sparisce dalla geografia del basket d’èlite. Livorno è al bivio e non si capisce ancor cosa si voglia e soprattutto si possa fare. Le ipotesi però fino al 22 non sono, due ma tre perché rimane quella della cessione, anzi dello scambio del titolo. E potrebbe avvenire con Verona che ha conquistato la promozione alla serie A dilettanti e vorrebbe salire di categoria senza dover spendere una fortuna per mettere insieme una formazione che possa aspirare al salto di categoria. Che oltretutto non è mai sicuro al cento per cento. Si sa che la triade che attualmente si interessa del Basket Livorno e cioè Del Nista, Tamalio e Tofani sta esaminando le varie soluzioni e che dovrà dare una risposta in tempi non molto lunghi e comunque nella prossima settimana. COSA ACCADRÀ? Non è facile prevederlo perché anche disputare la A dilettanti, e cioè la vecchia B1, richiede un budget non indifferente se non si vuole fare la figura della squadra materasso e concludere il campionato con una retrocessione. E a Livorno manca la liquidità e la possibilità di trovare in loco chi si può interessare di basket sborsando le cifre che servono. L’unica soluzione poteva essere quella degli ‘amici del basket’, un gruppo di imprenditori e appassionati disposto a tassarsi per cifre non troppo elevate ma che messe insieme avrebbero permesso un futuro, ma il tentativo di creare l’associazione è fallito sul nascere malgrado gli sforzi del trio Canaccini, Nebbiai, Del Nista per cui non resterebbe che sperare in uno sponsor che venisse da fuori disposto ad investire sul basket. Sul tipo di quanto successe con il Falsini della Mabo che permise un lungo periodo di tranquillità. C’è chi ha detto di averlo a portata di mano, ma i discorsi li porta via il vento, occorrono fatti concreti e questi per ora non si sono visti. IN SINTESI si può ipotizzare che prima del 22 il titolo sarà ceduto. A Verona se si troveranno i soldi per disputare il campionato di serie A dilettanti o a Capo d’Orlando se si punterà solo sul contante. Si ipotizza anche un pool di società livornesi che possa coagularsi per permettere un futuro. Iniziativa meritoria, ma che non può risolvere il problema del basket di vertice. Casomai, questo si, avviare un processo unitario per partire dai settori giovanili e con un programma a lungo termine cercare di risalire la china. I colloqui ed i contatti continuano e intanto la squadra, intesa come ’roster’ si è squagliata. Anche rimanendo in Legadue occorrerebbe ripartire da zero.".

lunedì 1 giugno 2009

LEGADUE: OGGI L'ISCRIZIONE MA IL FUTURO RESTA ANCORA NEL DUBBIO

Postiamo oggi un articolo del quotidiano "La Nazione", con firma di Lorenzo Gremigni, sull'iscrizione della società del Basket Livorno al prossimo campionato di LegaDue e sul futuro della società: "Manca ancora la sicurezza per il proseguimento dell’attività. Possibile la cessione ad un’altra piazza Livorno. L’iscrizione al campionato di Legadue si farà entro oggi. Come avevamo previsto perché c’erano pochi dubbi in proposito dal momento che sarebbe stato da suicidi perdere anche il titolo sportivo e non poterlo eventualmente cedere vantaggiosamente al momento opportuno. Che potrebbe essere attorno alla fine del mese. Passate le elezioni. Si vocifera di un gruppo fiorentino che sarebbe disposto a rilevare la società, ma le notizie che provengono dalla capitale toscana parlano si di un interessamento ma solo per riportare il basket d’èlite a Firenze da dove manca da troppo tempo. Il fatto che si sia riusciti a trovare il modo di ripianare il bilancio al 30 aprile non comporta insomma la sicurezza del proseguimento dell’attività della società di via Pera. Anche perché poi andranno saldati i conti anche per i mesi di maggio e giugno e chi volesse subentrare si troverebbe a dover sostenere questa spesa oltre che stanziare un budget per la prossima stagione. La soluzione più probabile a questo punto è la cessione del titolo a cui è interessata da tempo, e dalla Sicilia si dice che avrebbe un diritto di prelazione nell’acquisto, Capo d’Orlando che vuole ritornare alla ribalta dopo la cancellazione dalla serie A dell’estate 2008, ma sembra che sia entrata decisamente in concorrenza anche Verona, di cui già si era detto, e che avrebbe alzato l’offerta in denaro. Difficile capire cosa possa succedere, ma il destino di Basket Livorno sembra segnato. Ci sarebbe la possibilità di scambiare il proprio titolo con quello di B1, ma la cosa potrebbe essere utile solo se si pensasse a costruire una società vera con tanto di manager, vivaio e prospettive future anche a medio-lungo termine. E non è che la cosa sia facile. L.G.".

giovedì 28 maggio 2009

BASKET LIVORNO: ISCRIZIONE PIU' VICINA MA E' IN FORSE LA PARTECIPAZIONE AL CAMPIONATO

E' sempre più vicino il giorno della scadenza per l'iscrizione al prossimo campionato di LegaDue che, 90 su 100, verrà effettuata. Il forse riguarda il dopo: verrà venduto o no il titolo sportivo? In merito a questa domanda postiamo oggi l'articolo del quotidiano "La Nazione" a firma di Lorenzo Gremigni: "Lorenzo Gremigni Livorno. Il tempo scorre e la data di iscrizione al campionato di Legadue si avvicina. Entro lunedì dovrà essere perfezionata la prima incombenza, ma non dovrebbero esserci dubbi in proposito. Basket Livorno si iscriverà al campionato. Che poi lo disputi davvero e il titolo sportivo rimanga a Livorno è tutt’altro discorso. Le previsioni dicono che le possibilità di continuare l’attività a livello di Legadue sono minime: imprenditori livornesi disposti a finanziare il basket non ce ne sono e la famosa triade formata da Del Nista, Nebbiai e Canaccini ha già provato e riprovato senza successo, trovare chi da fuori abbia interesse a rilevare il basket labronico così come fece anni or sono il signor ‘Mabo’ è impresa non facile perché la città sta attraversando un periodo di involuzione sul piano operativo delle grandi opere che sono in cantiere da anni, ma non decollano mai. Dice, ma allora come si può pensare che l’iscrizione avvenga nei tempi debiti dovendo sottoporsi ad un esborso economico per mettersi in pari con stipendi, Inps, Irpef e ammennicoli vari? Semplice: O si trovano finanziatori locali il che potrebbe anche preludere ad un discorso da iniziare e portare avanti sul futuro oppure sarà la società che è interessata a rilevare il titolo sportivo a cacciare la grana altrimenti, senza iscrizione, il titolo non può essere venduto e il posto rimasto vacante viene assegnato dalla Lega a chi ne ha diritto perché appena retrocessa o non promossa. Quindi, mettiamo come si vocifera ai piani alti della Legadue, che ci sia l’interessamento di Capo d’Orlando a rilevare il titolo sportivo per rilanciarsi nel basket che conta sarebbe la società siciliana ad anticipare la cifra occorrente e ripianare il bilancio e quindi pagherebbe un conguaglio al momento del passaggio del titolo. QUESTO è lo scenario più reale. Iscrizione e quindi dopo il 21 giugno cessione del titolo. E ripartenza? Questo è tutto da vedere. Certo sarebbe opportuno ripartire da una serie B costruendo una società con un manager capace e un settore giovanile efficiente che programmi in un tempo ragionevole la scalata, ma ci sarà la volontà e la capacità di farlo? Oppure si cercherà ancora di vivere alla giornata come fatto finora senza costruire una società forte che è l’anticamera di una squadra forte? Questo è il busillis che assilla gli appassionati, quelli veri, del basket a Livorno. C’è ovviamente chi spera ancora in un miracoloso salvataggio in extremis, ma è difficile pensare che ciò possa accadere. Basta aspettare per sapere.".

sabato 16 maggio 2009

PALLACANESTRO LIVORNESE: NON E' MEGLIO RIPARTIRE DA DOVE COSTA DI MENO?

Altro argomento molto, molto interessante è la situazione finanziare del Basket Livorno. In un articolo del quotidiano "La Nazione" che noi oggi postiamo si ritorna a parlare della possibilità di ripartire da un serie minore dove le spese per mantenere una società sono nettamente inferiori rispetto a quelle che servono per il campionato di LegaDue. Eccolo: "Lorenzo Gremigni Livorno. Il primo giugno si avvicina e niente si muove nel basket livornese di elite. Il primo giungo è la data in cui si deve procedere alla prima iscrizione al prossimo campionato con una documentazione che riguarda i conti economici in perfetta regola e la società di via Pera è sempre alla finestra aspettando notizie dal fantomatico gruppo degli ‘amici del basket’ che qualcuno afferma che ci sia, ma nessuno lo ha mai visto e dalle istituzioni. Che, beninteso, non possono essere quelle che cavano il ragno dal buco sborsando denaro pubblico perché questo deve essere destinato a ben altre voci del capitolo spesa, ma che potrebbero far molto per convincere imprenditori e maggiorenti livornesi a fare qualcosa per lo sport della palla a spicchi che è uno dei vanti sportivi della città. Per il passato glorioso e per il seguito di pubblico. Negli ambiti istituzionali nessuno parla, anzi è difficile anche rintracciare qualcuno perché tutti sono impegnati in una campagna elettorale che sta giungendo nella sua fase calda, ma dai gesti e dalle smorfie di coloro che hanno a lungo sacrificato il loro tempo ad inseguire soluzioni per il basket non trapela niente di buono. L’impressione è che la prima scadenza, quella appunto del primo giugno, sarà onorata in attesa di vedere come si evolve la situazione ed anche perché se non ci si iscrive non si può nemmeno in seguito commercializzare il titolo. E questa sarebbe una beffa oltre al danno. I giocatori e lo staff tecnico per ora sono stati saldati al 60% delle loro spettanze. Occorre trovare denaro cash per provvedere alla estinzione dei debiti perché se non si è in pari con questi l’iscrizione non verrebbe accettata. E la cosa non è semplice. Certo che la situazione generale del basket italiano è di crisi profonda. Se si eccettuano due o tre società di serie A tutte le altre sono alle prese con bilanci all’osso e con i bilanci in rosso, ma ciò non può confortare. Livorno, per storia e tradizione, merita un posto almeno in Legadue che oltretutto si è conquistato sul campo con un campionato decisamente positivo, ma se i soldi non ci sono, come avevamo già detto qualche anno fa, non è più possibile allungare l’agonia. Molto meglio dare un taglio netto e riprendere dal basso, da una posizione cioè che sia consentita con i soldi che possono esserci a disposizione. Il momento è delicato, il tempo stringe, gli acquitenti disposti a rilevare il titolo sportivo di Legadue ci sono. Riuscire a mantenerlo sarebbe il massimo, ma occorre farlo con un progetto a medio-lungo termine. Le improvvisazioni devono terminare.".

lunedì 11 maggio 2009

LA PALLACANESTRO LIVORNESE: INTERVISTA DE "LA NAZIONE" A MASSIMO FARAONI

Postiamo un articolo de "La Nazione" in cui Lorenzo Gremini intervista Massimo Faraoni sulla crisi della pallacanestro livornese: "E’ un momento particolare per la Livorno dei canestri. Le bocce sono ferme perché il play-off non è stato centrato, la situazione economico-societaria grave. Diciamocelo francamente: il futuro del basket livornese di alto livello è quanto mai incerto, probabilmente al capolinea. Dei motivi che l’hanno portato a questo punto e delle possibilità future ne parliamo con Massimo Faraoni, una vita nel basket da dirigente. Intanto, Faraoni, un’analisi del perchè ci si trovi a questo punto si impone. «Diciamo che guardandoci indietro negli ultimi anni si è pensato più a prendere stranieri o giocatori anziani che investire sui giovani con cui si avrebbero avuti benefici economici e un patrimonio tecnico migliore». Si spieghi meglio. «Ecco, i ragazzi fatti in casa sia livornesi che acquisiti in giovanissima età costano meno di stipendio, attirano maggiormente il tifoso che con loro si identifica, garantiscono entusiasmo ed attaccamento alla maglia. poi possono essere ceduti facendo cassa». Si, ma il movimento di base a Livorno è ancora florido? «Certo che lo è. Le società che fanno attività giovanile e minibasket sono tante. Elenco a memoria: Don Bosco, Libertas, Pallacanestro Livorno, Us Livorno, Basket Meloria, Acli Stagno e Jolly Acli se non ne dimentico qualcuna. E lo fanno anche bene perché il Don Bosco per esempio andrà alle finali nazionali juniores». Ed allora? E’ la città imprenditoriale che non risponde? «Guardi che nel passato qualche aiuto è stato dato, e non indifferente. Però si doveva puntare a costruire una società vera dal punto di vista manageriale pensando anche al marketing di cui nell’era moderna non si può fare a meno sviluppando un progetto preciso ed invece si è vissuti alla giornata, cosa che non invoglia certamente un futuro socio o dirigente. E poi…». E poi? «Diciamo che quelli che investivano soldi non avevano voce in capitolo nella gestione e si sono stancati ed allontanati. Magari verso altri liti, qualcuno sempre nel basket». Allora cosa occorre fare? «Vista la tradizione che ha il basket a Livorno e in Toscana ripartire con un progetto preciso riguardante il settore giovanile. Con giocatori locali o reclutandoli nelle vicinanze un po’ come faceva la Libertas dei primi anni ruggenti o il Don Bosco i cui giocatori sono sparsi un po’ per tutta Italia tra A e Legadue tanto che se ne farebbe due quadre competitive». Si, ma se mancano le risorse? «Si deve ripartire da un campionato che la città attualmente si possa permettere e da lì iniziare un progetto tecnico sportivo, ma anche basato sul settore giovanile e sul marketing». Magari anche dalla Lega di serie A, quella che una volta era la serie B? «Dipende dalle risorse a disposizione, Certo se i soldi per fare la Legadue non ci sono si potrebbe anche vendere il titolo e giocare in un campionato che costa meno ed è ugualmente di qualità e da lì ripartire per una scalata». E che cosa ci vorrebbe? «Innanzi tutto dirigenti capaci. Si deve fare un passo indietro e mettere in campo un progetto nuovo che parta dal basso e dia fiducia alla città. Insomma ci vuole un personaggio che faccia da collante ed abbia capacità ed esperienza». Che potrebbe essere Massimo Faraoni. «No, questo non può essere perché io per la prossima stagione ho un contratto praticamente pronto con la Virtus Bologna, ma potrei essere disponibile, come ho sempre fatto, per dare dei consigli. Fermo restando che il progetto deve partire dalla società, passare per un manager e finire con un allenatore che sia in sintonia con la società perché spesso si guarda al proprio interesse ed invece l’interesse non deve essere quello dei giocatori, del manager o dell’allenatore che può sempre passare, ma della società. Che a sua volta deve tutelare tecnico e atleti sempre e comunque». Lorenzo Gremigni".

martedì 5 maggio 2009

BASKET LIVORNO: POTREBBE ESSERE UNA "FINACCIA"

Oggi postiamo un articolo de "La Nazione" con firma di Lorenzo Gremigni: "Livorno. A Campionato concluso, con qualche rimpianto e comunque la soddisfazione di aver salvato il posto in Legadue con largo anticipo malgrado le vicissitudini fisiche che hanno colpito i giocatori ed economiche che hanno perseguitato la società è tempo di pensare al futuro del basket livornese. La voce più ricorrente è che il futuro sia… nero. Insomma l’Amministrazione Comunale ed il sindaco in prima persona ed attraverso la triade da lui designata e composta da Fabio Del Nista, Valter Nebbiai e Fabio Canaccini hanno fatto il possibile per trovare il sistema di far andare avanti e decollare il basket di primo livello a Livorno, ma i successi sono stati scarsi. La panacea di tutti i mali avrebbe dovuto essere l’associazione degli ‘Amici del basket’, ma in verità essa non è mai decollata. Chi ha risposto picche, chi ha promesso e poi è svanito nel nulla, chi qualcosa ha sganciato o si è detto disposto a farlo ma la realtà è che il campionato è stato portato a termine, probabilmente verranno pagate tutte l spettanze ai giocatori, ma per poter pensare al futuro occorre ben altro. E l’Amministrazione non può evidentemente pagare lei per la sopravvivenza del basket perché ha ben altri problemi da risolvere e non può entrare nel campo dello sport con sovvenzioni come avviene in alcune regioni del Sud e delle Isole. Le fonti ufficiali al proposito tacciono, qualche voce dalla triade afferma che è stato fatto il possibile e l’impossibile ma l’imprenditoria livornese è sorda a simili richiami e che non è più possibile spendere tempo e idee per svegliare gente che vuol dormire, qualche altra dice che si farà un ultimo tentativo subito dopo le elezioni, ma i margini di sopravvivenza sono minimi ed entro giugno c’è da effettuare l’iscrizione al campionato. Che andrebbe fatta comunque anche nell’ipotesi dannata che si volesse cedere il titolo sportivo per ripartire da una serie inferiore con una sia pur minima base. Intanto di certo c’è che Sandro Dell’Agnello se ne andrà, «Io vorrei rimanere — ha detto il coach — perché Livorno è la mia città e qui sto bene, ma una nuova stagione tribolata come quella appena passata non poteri sopportarla. Fisicamente e mentalmente». Logico che lui. dopo due stagioni miracolose a Livorno, possa avere richieste da società di maggior solidità sia di serie A che di Legadue e stia vagliando le proposte. Per ciò che riguarda i giocatori ci sarebbero Bagnoli Giuri con contratti ancora in atto. E tutto dipende allora se la società sopravviverà. Gli altri potrebbero partire fin da domani. E gli stranieri lo faranno sicuramente.".