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giovedì 24 gennaio 2013

ENI POTREBBE TORNARE NELLA PALLACANESTRO LIVORNESE

IL LOGO DELL'ENI
Il "cane a sei zampe" potrebbe tornare a sponsorizzare la pallacanestro livornese. Il gruppo Eni infatti è interessato ad acquisire Asa Trade (società del gruppo Asa Azienda Servizi Ambientali) per 29 milioni euro e potrebbe investire anche nella pallacanestro come maxi sponsor del Basket Livorno.
Il marchio Eni è già stato legato alla pallacanestro livornese. Infatti a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta Eni con le sue controllate Boston-Enichem, Enichem ed Enimont è stato sponsor della Libertas Livorno. Quella Libertas che sotto il marchio Enichem ha giocato la finale scudetto del 1989 contro la Philps Milano (cliccate qui per vedere la cronaca di gara 5) e sotto il marchio Enimont ha sfiorato la semifinale di Coppa Korac perdendo di misura contro la Juventud Badalona di Villacampa & C.
Staremo a vedere come finirà la vicenda.

martedì 25 gennaio 2011

DOV'E' FINITO JOE BINION?

JOE BINION IERI CON LA MAGLIA DELL'ENICHEM LIVORNO
JOE BINION OGGI DURANTE UN TORNEO DI GOLF NEGLI STATI UNITI
Dov'è finito Joe Binion? Forse i tifosi della Libertas Livorno se lo sono domandato almeno una volta. Dov'è finito quel giocatore americano che per 3 stagione consecutive ha indossato la maglia della Libertas Livorno ed è andato via solo perché c'è stata la fusione? Noi lo abbiamo scovato e possiamo mostrarvi la foto di Joe Binion oggi intento a giocare a golf.


venerdì 18 giugno 2010

FINALE SCUDETTO 1989: ECCO COME LA VEDE IL SITO INTERNET SPORTMEDIASET.IT

Ecco come vede la finale scudetto del lontano 1989 tra Enichem Livorno e Philips Milano il sito internet Sportmediaset.it.

"Il passato e' oggi: 27/05/1989
La Philips Milano vince il 24.o scudetto contro la Enichem Livorno nella decisiva gara 5
Il 27 maggio 1989, a Livorno si disputa la gara decisiva per l'assegnazione dello scudetto tra Enichem e Philips Milano. La partita si decide negli ultimi secondi quando un canestro del livornese Andrea Forti viene prima convalidato e poi annullato perche' segnato a tempo scaduto.Il titolo viene assegnato in un primo momento ai livornesi che iniziano a festeggiare invadendo il terreno di gioco. Qualche minuto dopo viene comunicato al pubblico il successo della Philips per 86-85. Si scatena cosi' una rissa tra gli spettatori e i giocatori di Milano che culmina con l'aggressione all'arbitro Zeppilli reo, secondo i tifosi di casa, di aver annullato un canestro valido.Tra calci e spintoni i giocatori della Philips riescono a tornare negli spogliatoi per festeggiare il ventiquattresimo scudetto, il piu' contestato di sempre per l'Olimpia Milano. I meneghini, giunti solo quinti nella regular season, vincono il titolo dopo aver eliminato ai play-off Irge Desio, Benetton Treviso e la Scavolini Pesaro."

martedì 15 giugno 2010

L'EX ARBITRO ZEPPILLI ED IL CANESTRO DI FORTI

Oggi postiamo un'intervista fatta dal giornalista Renzo Marmugi all'ex arbitro Zeppilli (il famoso arbitro della finale scudetto tra Enichem Livorno e Philips Milano del 25 maggio 1989) datata 14 gennaio 2010 e pubblicata sulle pagine della "Repubblica" nella cronaca di Bologna.

"«Il canestro di Forti non era buono»
Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni poi la vita ti risponde, dice Alessandro Baricco. E dopo oltre vent'anni da quel 27 maggio 1989 viene la voglia di riascoltare la voce di Pasquale Zeppilli, insieme a Francesco Grotti arbitro di quell'incredibile gara-5 della finale scudetto tra Enichem e Philips.
Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni poi la vita ti risponde, dice Alessandro Baricco. E dopo oltre vent'anni da quel 27 maggio 1989 viene la voglia di riascoltare la voce di Pasquale Zeppilli, insieme a Francesco Grotti arbitro di quell'incredibile gara-5 della finale scudetto tra Enichem e Philips. Fu lui, il fischietto di Roseto degli Abruzzi, ad annullare il canestro di Forti a fil di sirena assegnando il 24º scudetto a Milano anziché il primo a Livorno.
Signor Zeppilli, come sta?
«Tutto bene, grazie. Ho 63 anni, sono un bancario in pensione e da inizio anni Novanta il mio cognome è stato corretto in Zeppillo».
Decisione volontaria?
«No, è stato l'ufficio anagrafe del Comune. Mio fratello è andato a ricercare un estratto di nascita, documento che serviva ai suoi figli, e così ha scoperto che sul foglio originale c'era stato un errore di trascrizione. Gli scrivani di allora usavano pennino e calamaio, quello di Roseto fece una 'i' arrotata al punto da sembrare una 'o' e così il cognome di tutta la famiglia è stato corretto. Pensi che mio padre aveva un negozio: ho ancora la targa "Barberia Vincenzo Zeppilli" e tante medaglie di concorsi che aveva vinto. Nemmeno lui ha saputo di chiamarsi Zeppillo».
Ha mai ripensato a quel sabato 27 maggio 1989?
«Un milione di volte, e oggi più che mai cresce dentro di me il rammarico di non aver avuto l'aiuto di un supporto tecnologico come l'instant replay, oggi comunissimo sui campi di basket durante le finali. Quando vedo i coach chiedere il ricorso alle immagini tv per una semplice rimessa laterale mi viene una rabbia...Se quel giorno noi arbitri avessimo potuto usare la moviola non sarebbe nato tutto quell'astio fra la sponda Libertas e Pasquale Zeppilli».
In che senso?
«Io adoro Livorno, è una città dove ho arbitrato insieme al compianto Domenico Belisari anche tanti derby, quelli del +36 per la PL in serie B e del +26 per la Libertas in A1, per esempio. E sempre senza problemi. In quel palasport ci entravo volentieri. Ancora oggi mi dispiace non aver potuto dimostrare con l'ausilio della tecnologia che quella decisione presa era valida. L'unico disguido fu il fatto che King, americano della Philips, aveva commesso il quinto fallo a 3' dal termine, ma per gli addetti al tavolo invece erano quattro. Capisco i tifosi Libertas, però anche vent'anni dopo ho la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta. Anche la "Domenica Sportiva" dimostrò che per qualche "frame" il canestro di Forti era arrivato dopo la sirena...».
Provi a rivedere l'azione incriminata.
«Alexis prende il rimbalzo su tiro di Premier e serve Fantozzi a metà campo. Il play deve fare un palleggio, poi passa a Forti sotto canestro. L'azione di Andrea è stata molto rapida, ma io ero a metà campo a due metri dal tavolo. Ho alzato gli occhi e sul display c'era già scritto zero zero. Contemporaneamente è partita la sirena, e io l'ho sentita benissimo. Grotti, l'arbitro di testa, aveva dato canestro più fallo di Meneghin, ma non toccava a lui guardare il cronometro. Spettava a me, l'arbitro di coda. E con le braccia ho fatto subito il gesto "non buono". Il pubblico in quel frastuono infernale avverte la sirena dopo qualche frazione di secondo, invece io a metà campo il suono l'ho udito benissimo. Sono stati l'invasione dei tifosi e, più tardi, la correzione del punteggio sul tabellone del palasport a far scatenare il casino. Io ero scappato nello spogliatoio già convinto dell'accaduto. Infatti sul referto di gara non c'è traccia dell'ultimo canestro di Forti».
E' vero che la cronometrista, moglie dell'ex arbitro Pironi di Ravenna, disse che secondo lei il canestro era arrivato in tempo valido?
«Assolutamente no. E poi l'arbitro deve chiedere ausilio agli addetti al tavolo soltanto se è nel dubbio. Io ero sicuro di aver deciso bene».
Come fa ad esserne così certo?
«Arrivammo a Livorno alla vigilia di gara-5, ero alla mia prima finale scudetto e così io e Grotti fummo accompagnati da Luigi Giordano, presidente degli arbitri. Lui rimase con noi due giorni, per farci stare più tranquilli e per evitarci contatti col mondo esterno. Dopo la partita, in macchina mentre tornavamo a casa, mi disse: "Pasquale, ho rivisto alcune volte l'ultima azione alla moviola e probabilmente hai ragione". Io avevo deciso in buonafede, quelle parole mi confortarono ancora di più».
Ne ha mai riparlato con qualche livornese?
«Alcuni anni dopo rividi Alberto Bucci a Rimini, a pranzo da un comune amico. Lui mi disse "l'unico rimorso è che non sono riuscito a metterti nel dubbio. Dopo la sirena mi hanno travolto le persone che avevo intorno, purtroppo non ce l'ho fatta a raggiungerti prima della tua fuga nello spogliatoio...". Dove fra l'altro io arrivai accompagnato da due colossi del servizio d'ordine. Uno aveva un orologio da sub, e per proteggermi mi fece anche una ferita al polso. Grotti invece arrivò dopo tre-quattro minuti».
Ha ripreso i rapporti con Livorno?
«Sì, tornai ad arbitrare la Libertas un anno e mezzo dopo (il 23 dicembre 1990), grazie all'interessamento del compianto Piero Costa, all'epoca general manager della società. Vinse la Libertas 101-100 con canestro di Forti a 5" dalla sirena. E menomale che un tiro del napoletano Woods allo scadere girò sul ferro e uscì, altrimenti sarebbe ripartito il tormentone Zeppilli...».
Cosa fa oggi Pasquale Zeppilli, anzi Zeppillo?
«Dopo alcuni anni da commissario degli arbitri in serie A sono stato capo designatore della B1 (oggi A dilettanti), quindi team manager al Basket Roseto per alcuni mesi e di nuovo dirigente responsabile quando la squadra della mia città era in B2. Nel frattempo l'amico ed ex arbitro Guglielmo Petrosino mi aveva contattato per diventare ispettore antidoping della Federcalcio, e da nove anni svolgo questo compito. Negli stadi dalla serie A alla Prima Divisione. Invecchiato, ma in pace con la coscienza»." (tratto dalla "Repubblica" di Bologna)

martedì 5 gennaio 2010

ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA" DEL LONTANO 1989

Ecco come veniva trattata la pallacanestro livornese in un articolo del quotidiano "La Repubblica" con data 26 marzo 1989 che commenta i derby labronici.
"
BANDIERA ALLIBERT SUL DERBY

Repubblica — 26 marzo 1989 pagina 40 sezione: SPORT
LIVORNO Quaranta minuti di rabbia, di intelligenza, di cinismo anche. Quaranta minuti per convincersi che il derby può valere un play-off sfuggito di mano in poche giornate. L' Allibert bella, quella con il cuore delle grandi occasioni, ha battuto l' Enichem (93-85) nel derby di Livorno, l' ottavo in serie A, il trentottesimo nella storia del basket amaranto. Il primo tempo si era chiuso sul 55-47 per l' Allibert, con due tiri dalla lunga distanza arrivati rocamboleschi negli ultimi secondi a sbloccare una situazione quasi sempre equilibrata. La vittoria dell' Allibert è in parte frutto delle buone percentuali al tiro, del lavoro in difesa del collettivo e, in parte, di una giornata nera dell' Enichem, con la sua panchina proverbialmente corta troncata da una serie di disgrazie. Gli uomini di Alberto Bucci non ce l' hanno fatta a parare i corpi di un' Allibert determinatissima e fortunata: nel primo tempo un Alexis immarcabile è riuscito a segnare 20 punti senza neanche finire la frazione di gioco, visto che al terzo fischio dell' arbitro il coach ha deciso di richiamarlo in panchina. Ma non è bastato. Nelle fila dell' Enichem non poteva emergere David Wood, il nuovo americano che sostituisce l' infortunato Binion e che pivot non è. Cosa ancora più grave, non funzionava il collaudatissimo pacchetto italiano: Fantozzi stentava in cabina di regia, e Forti, anche lui acciaccato, firmava una prova decisamente opaca. Le cose andavano un po' meglio in difesa, ma neanche questo serviva a fermare la squadra di Sacco. Donadoni ha fatto capire subito di essere in giornata, Wright ha difeso come un leone, Picozzi ha braccato Alexis e Addison ha giocato l' ennesima grande partita: 26 punti per lui alla fine del primo tempo e una serie di passaggi deliziosi per i compagni d' avventura. Nel secondo tempo, l' Allibert ha preso pian piano il largo: al 22' era sopra di dieci punti (61-51), sette minuti dopo raggiungeva il distacco massimo di 14 punti. Intanto Alexis, egregio nel primo tempo, calava di tono e Addison vinceva il duello nero. Carera perdeva rapidamente la pazienza e riusciva a beccarsi un fallo intenzionale e uno tecnico nel giro di pochi minuti. Con tre uomini (Alexis, Wood e Carera) fuori per cinque falli Bucci provava la zona 2-3, che pareva mettere in difficoltà l' Allibert. Ma la panchina gialloblù si confermava davvero troppo corta: con tre giovani rincalzi in campo non era difficile per Addison e compagni controllare la partita. Il turno di oggi del campionato è di una normalità perfino eccessiva, visto che tutto è deciso per i play off, cioè le prime dieci piazze, e quel poco o tanto che rimane è per non scamparire fin da ora nelle pieghe dell' A2: un tema che interessa ancora Venezia, oggi sul campo di Napoli, l' Ipifim Torino (deve sfruttare il turno casalingo con la Snaidero) e le Riunite, che di fronte avranno i campioni d' Italia di Pesaro. Roma non è ancora fuori, ma dalla zona A2 è lontana quattro lunghezze anche se oggi a Milano uscire con i due punti non è proprio un compito elementare. Stasera insomma potrebbe essere ammucchiata ancor più minacciosa. LA SCAVOLINI GIOCA A REGGIO EMILIA SERIE A1 (ore 18.30): Arimo Bologna-Vismara Cantù; Benetton Treviso-Knorr Bologna; Divarese-Alno Fabriano; Ipifim Torino-Snaidero Caserta; Paini Napoli-Hitachi Venezia; Philips Milano-Phonola Roma; Riunite Reggio Emilia-Scavolini Pesaro; Allibert Livorno-Enichem Livorno 93-85 (ieri) CLASSIFICA: Scavolini 34; Enichem, Philips, Benetton, Snaidero 30; Vismara 29; Paini, Knorr, Divarese 28; Arimo 26; Allibert 24; Phonola 20; Riunite e Ipifim 18; Hitachi 16; Alno 12. SERIE A2 (ore 18.30): Annabella Pavia-Glaxo Verona; Braga Cremona-San Benedetto Gorizia; Caripe Pescara-Marr Rimini; Fantoni Udine-Kleenex Pistoia; Jollycolombani Forlì-Sangiorgese P.S.Giorgio; Neutroroberts Firenze-Irge Desio; Standa Reggio Calabria-Sharp Montecatini; Teorema Arese-Filodoro Brescia. CLASSIFICA: Standa 40; Irge 36; Neutroroberts 32; Braga e Glaxo 28; Marr, Sharp, Kleenex, Jollycolombani e Filodoro 26; Fantoni, San Benedetto, Annabella 22; Teorema 16; Sangiorgese 14; Caripe 10. - a b".

mercoledì 30 dicembre 2009

giovedì 17 dicembre 2009

SERIE C DILETTANTI: LA SCONFITTA DELLA LIBERTAS LIVORNO VISTA DAI GIORNALI

Postiamo il commento del quotidiano "Corriere di Livorno" sulla sconfitta subita dai gialloblu sul campo di Certaldo nella scorsa giornata di campionato.
"Un passo falso maturato periodo dopo periodo, senza che nessuna delle due formazioni abbia tentato affondi o strappi improvvisi come dimostrano i parziali (22-18, 15-13, 15-13, 13-11).Purtroppo, però, la Starweb Libertas è stata sempre costretta a rincorrere, dettaglio che in trasferta assume toni di fondamentale importanza, soprattutto se all'appello non figura Maurizio Giusti, uno dei cardini del roster a disposizione di Riccardo Tedeschi e capace di produrre solo 4 punti, frutto di percentuali disastrose (0/8 da 3), copione seguito pure dall'altra bocca da fuoco gialloblu, Jacopo Stolfi (13 punti, ma con 4/12 dal campo).E il manuale del basket insegna che a tali condizioni, prendere due punti lontano casa diviene impresa pressoché impossibile.Un vero peccato, perché dopo il successo ottenuto sette giorni da contro l'Mps Colle Val d'Elsa, il trend avrebbe potuto proseguire.Invece l'Usic ha condotto sin dalla palla a due, trovando soluzioni semplici ed efficaci, nonostante una serata da 65 punti.Tuttavia vietato abbassare la guardia, la zona playoff è ancora a portata di mano, anche se molto dipenderà dalla prossimasfida contro la Fides Montevarchi, finalmente sul parquet amico del PalaMacchia.(da Il Corriere di Livorno)."

BAR24@ILBASKETLIVORNESE.IT WWW.ILBASKETLIVORNESE.IT


giovedì 29 ottobre 2009

SERIE C DILETTANTI: LA VITTORIA DELLA LIBERTAS VISTA DALLE PAGINE DEL CORRIERE DI LIVORNO

Oggi postiamo un articolo del quotidiano "Corriere di Livorno" in cui si descrivere la vittoria della Starweb Libertas Livorno contro la squadra dello Zetagas Pontedera.
"La Starweb Livorno supera la Zetagas Pontedera al termine di un match costellato di insidie.Partita brutta dal punto di vista tecnico, ma davvero molto intensa nella quale i gialloblu hanno quasi sempre condotto nel punteggio, per poi allungare con autorità nel convulso finale.Sulla sirena la Libertas fa festa godendosi un successo molto sofferto che la proietta a quota 6 punti e che le regala una buona posizione di classifica.A guastare la bella serata dei livornesi è, però, il serio infortunio al ginocchio capitato a Pippo Fava, caduto rovinosamente a terra nel primo quarto di gara e subito trasportato in ospedale.L'inizio della Starweb è promettente: Stofli e Sidoti aprono le ostilità con due entrate vincenti, poi Maurizio Giusti diviene il grimaldello che scardina la difesa biancoblu.E’ proprio il numero 10 livornese a lanciare in fuga la Libertas (22-12) grazie a un immacolato 4 su 4 nel tiro pesante e il vantaggio di Diana e compagni si mantiene importante anche sulla prima sirena (25-16).La sensazione che per la truppa di Tedeschi possa trattarsi di un incontro abbastanza abbordabile svanisce a inizio secondo quarto quando la difesa della Zetagas si fa più intensa, annebbiando le idee dei gialloblu.L'infortunio del play Fava costringe il giovanissimo Tommaso Giusti a rimanere per lunghi tratti sul parquet e la crescente aggressività degli ospiti cambia il canovaccio della sfida.Le palle perse da entrambe le parti non si contano più mentre il punteggio si muove molto lentamente, tutti segnali preoccupanti per la Starweb.Gli arbitri caricano presto di falli l'ispirato Maurizio Giusti e l'attacco livornese ne risente in modo pesante.Pontedera inizia a incanalare la partita sui ritmi a lei congeniali fatti di tanto gioco sporco e il risultato all'intervallo lungo è lo specchio di un match completamente riaperto (38-33).Il terzo periodo non è certamente per palati fini (7-9 il parziale), la Starweb con Stolfi segna dalla lunetta il primo punto dopo oltre 5' di gioco, mentre la Zetagas per l'unica volta mette il muso davanti (38-40).Nel momento più difficile i livornesi hanno la forza di riprendere le redini della gara e nel sofferto ultimo quarto la Libertas trova con Sidoti e Stolfi gli acuti fondamentali, mentre è il sottomano del guerriero Bernini a far scorrere i titoli di coda di una partita vinta con tanto cuore."

mercoledì 27 maggio 2009

27 MAGGIO 1989 - 27 MAGGIO 2009: VENTI ANNI LA FINALE SCUDETTO

Scordiamoci per un giorno del presente della pallacanestro livornese e dei guai economici che sta attraversando.

Oggi, 27 maggio 2009, ricorre una data che per la pallacanestro labronica rappresenta il culmine di un movimento che negli anni ottanta regnava a livello nazionale.

Esattamente 20 anni fa si svolgeva gara 5 della finale scudetto tra Enichem Livorno (LL) e Philips Milano (Olimpia).

Una partita che è entrata nella storia non solo perché è stata la prima serie delle finali play-off che arrivava alla "bella" da quando esisteva il meglio dei cinque incontri, ma per tutto quello che è successo dopo con l'ultimo tiro di Andrea Forti, il tuffo storico da metà campo di Bob Mc Adoo per recuperare la palla ad Alberto Tonut, l'invasione di campo festosa del popolo giallo-blu, Roberto Premier che scambio una partita di pallacanestro per un incontro di pugilato picchiando, fino a fare uscire il sangue, un tifoso "libertassino", i cinque falli fischiati ma non segnati a referto dall'altro americano milanese Young e la mezz'ora di tempo d'attesa in cui Livorno si è sentita campione d'Italia (anche la RAI mostrava in grafica la dicitura "ENICHEM LIVORNO CAMPIONE D'ITALIA") e poi deufradata.

Insomma una data storica che i media locali, televisione e giornali, non ricordano (sembra essere stata cancellata) e che noi abbiamo il dovere di ricordare, non per demagogia verso il passato ma per ricordare un passato glorioso che deve essere rispettato, onorato e proseguito.

Questo sarà uno dei tanti anniversari che da oggi abbiamo deciso di festeggiare ogni anno in ricordo di tutti quei grandi giocatori che hanno indossato con onore la maglia delle società livornesi.

BAR24@ILBASKETLIVORNESE.IT - WWW.ILBASKETLIVORNESE.IT

martedì 31 marzo 2009

POLITICA: L'EX GIOCATORE ALESSANDRO FANTOZZI SI CANDIDA PER LE AMMINISTRATIVE

Alla fine riscende in campo. Alessandro Fantozzi, ex storica bandiera della pallacanestro livornese sponda Libertas, ha deciso di candidarsi per le prossime elezioni amministrative di giugno 2009. L'ex play e capitano gialloblu si presenterà nelle fila della lista civica guidata dell'ex sindaco di Livorno Gianfranco Lamberti.