#ilbasketlivorneselive: TUTTE LE NOVITA' DELLA PALLACANESTRO LIVORNESE SU TWITTER IN TEMPO REALE -- WWW.ILBASKETLIVORNESE.IT -- IL NOSTRO SITO SU TWITTER; IL NOSTRO SITO SU FACEBOOK
Visualizzazione post con etichetta marmugi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marmugi. Mostra tutti i post

venerdì 27 maggio 2011

QUANDO LA STAMPA PARLA DI NOI

Venerdì 20 maggio 2011 è stata pubblicata sul quotidiano di Livorno "Il Tirreno" un articolo intervista all'ideatore del nostro sito Massimo Landi.


Oggi lo postiamo:


"La palla a spicchi corre sul web. Massimo Landi, una passione divisa in due. Era un giocatore promettente (minibasket nel Don Bosco quando era scuola Libertas, Propaganda con Ale Ramagli, una stagione nelle giovanili Baker, juniores e C1 nello Junior, poi serie D con Foto 4 Mori e anche PL juniores di coach Boccardi). Ha smesso di giocare a vent'anni, oggi ne ha 33 e fa l'assicuratore insieme al padre "malato" di pallacanestro, ma dal 2005 Landi ha cominciato a coltivare un'altra sua grande passione: aprire un sito internet. "L'idea mi venne guardando sul web che molte città avevano dei molto belli. Io mi ero messo a cercare la storia del basket livornese, Nestore Crespi e i dirigenti Libertas mi aiutarono, dandomi del materiale, io impiegai un anno per mettere in piedi la grafica del sito, scennerizzare foto e documenti, e ad agosto 2005 sono partito".

http://www.ilbasketlivornese.it/, questo il nome che Landi ha voluto dare alla sua creatura. "Avevo già costruito qualche sito internet - dice - per me è stato un lavoro lungo, due-tre ore al giorno rubate al tempo libero, ma non difficile. Molti appassionati mi hanno anche mandato spontaneamente del materiale, e oggi posso dire che il sito è diventato adulto. Per cosa l'ho fatto? Per amore del basket, perché i ricavi non compensano certo i costi. Se Livorno fosse in serie A ci sarebbero più visite, ma negli ultimi tempi c'è stato un aumento di accessi, e le soddisfazioni non sono mancate. Mi hanno cercato anche da New York e dalla Polonia...Il sogno è cominciare ad ingranare meglio con i guadagni e avere una collaborazione più intensa con le società labroniche. Al momento l'unica che mi manda da sempre tutti i risultati delle varie squadre è l'US Livorno. E poi ho anche un piccolo canale tv: riprendo spezzoni di partite e le metto su Youtube e sul mio sito".

giovedì 12 agosto 2010

L'IDEA DI CLAUDIO CRIPPA: CREARE IL MARCHIO LIVORNO

Oggi postiamo un articolo pubblicato ieri sul quotidiano "Il Tirreno" dove il giornalista Renzo Marmugi intervista l'ex general manager del Basket Livorno Claudio Crippa

"LIVORNO. Idee per il rilancio del basket. La voce è autorevole, quella di Claudio Crippa, 49 anni, uno che ha lavorato a Livorno scoprendo per la A1 fior di giocatori dal sommerso (Nicholas, Shumpert, Troutman), poi spiccando il volo per tre anni di esperienza al Cska Mosca, il club numero uno d'Europa e oggi scout europeo per una franchigia Nba, i San Antonio Spurs. Quello che ci vuole per una visione ad ampio respiro, non legata alle faide da parrocchia e a quelle gelosie tanto difficili da estirpare alle nostre latitudini. Crippa, riportare in alto la pallacanestro a Livorno è una missione impossibile? «Il rilancio passa da una sola via: la passione. Avete uno degli ultimi palasport costruiti in Italia, cominciato vent'anni fa ma di concezione moderna, con 8033 posti a sedere e quindi dell'ultima generazione, adattissimo ai grandi eventi. Oltre a un amore per la pallacanestro difficilmente riscontrabile altrove: forse solo a Bologna il cuore batte così forte per la palla a spicchi. Livorno ha storia, tradizione, cultura: in questo sport è stata una delle pioniere e quindi il rilancio - come già avvenuto per Brindisi e Caserta - verrà. Da voi come a Trieste. Si tratta solo di capire quando, perché oggi lo sport è diventato mezzo di comunicazione, una delle ultime cose che aggrega e unisce, una delle poche isole felici ancora rimaste in Italia». Le idee sono belle, sotto la crosta della depressione la passione esiste ancora, ma senza soldi non si va lontano... «C'è bisogno di un imprenditore che investa nel basket. Chi lo fa troverà una città competente, appassionata, che nell'ultimo anno di serie A portava seimila spettatori al palazzo. Seimila abbonati da 150 euro l'uno sono un traguardo possibile, non utopia. Alcune sere fa sono venuto a Tirrenia per una cena con vecchi amici della pallacanestro e ho visto grande movimento, tante vecchie colonie in ristrutturazione, una parte di costa che si vuole aprire al turismo. Le potenzialità per attirare investitori ci sono». La sua esperienza cosa le dice? «Seguo attentamente l'evoluzione delle cose nel panorama europeo, e intorno a noi stanno emergendo i brand, i marchi: Barcellona, Real Madrid, Panathinaikos, Olympiakos, Cska, Besiktas, Galatasaray. Entità riconoscibili, organizzazioni all'interno delle quali convivono calcio, basket, altri sport. Il calcio magari assorbe l'80% del budget, ma c'è posto anche per tante realtà, altri rami di impresa. Il Bayern Monaco di recente ha comprato una società di basket per fidelizzare meglio i tifosi, incrementare il merchandising, radicarsi ancora di più nell'immaginario della sua gente». Ma Livorno ha 160.000 abitanti, non è una metropoli come Barcellona, Madrid, Atene, Mosca, Istanbul. «Non vedo dove siano le controindicazioni. Faccio un esempio: Milano nel calcio ha Inter e Milan, se l'Olimpia con i suoi 25 scudetti vuole entrare in una joint venture chi sceglie? A Livorno invece non c'è il rischio di creare spaccature. La squadra di basket costerebbe meno di un buon giocatore di calcio, con 2 milioni di euro fai una discreta stagione di Legadue, e quella cifra è poco più del contratto lordo di Tavano. Se fossi Aldo Spinelli ci penserei: perché avere calcio e basket insieme permetterebbe al presidente di turno di diversificare l'offerta e di creare identificazione al brand, senso di appartenenza. In una città fortemente sportiva come Livorno sarebbe un onore, un grande vanto andare tutti alle partite con la maglia amaranto. Nell'azienda sport un anno sfortunato ci può stare: magari retrocedi col calcio, ma avresti sempre il paracadute della pallacanestro. Naturalmente la città deve supportare una cosa del genere e - come in Spagna - nel consiglio serve un rappresentante della municipalità che porta idee, spinge, partecipa alla vita del club, fa da garante. Da qui a venti anni sopravviveranno solo queste grandi associazioni in grado di tenere unita l'immagine e il sentimento comune della gente». Non è un modello difficile da importare in Italia?«Forse sono stato troppi anni lontano da qui, forse è utopia, ma in un momento storico ed economico così complicato l'unico modo per rilanciare il basket a Livorno è avere la forza, un progetto, volontà politica e imprenditoriale. Che vuol dire energie, risorse, personalità. Bisognerebbe andare due-tre anni in giro a vedere come si fanno le cose all'estero e poi metterle in pratica anche qui. Livorno ha il vantaggio di una grande cultura sportiva e numeri importanti di spettatori potenziali. Non essendoci grandi rivalità di mezzo - chi tira fuori sempre il dualismo tra Libertas e PL è fuori dal tempo - sono convinto che 7.000 spettatori al palazzo non sono un tetto impossibile. Il problema è che manca la locomotiva, e soprattutto bisogna mettere insieme le persone migliori. Se fossi Aldo Spinelli per diversificare l'offerta e conquistare nuovi tifosi questa operazione la farei». Ma intanto chi ama la pallacanestro a Livorno oggi cosa deve fare? «Andiamo a vedere quello che c'è per tenere accesa la fiammella. Io faccio il tifo perché Livorno ritorni in alto». (articolo tratto da Il Tirreno del 11/08/2010)

giovedì 7 gennaio 2010

I BUONI PRESUPPOSTI DELLA LIBERTAS LIVORNO

Oggi postiamo un articolo datato 30 dicembre 2009 (lo scorso anno) scritto da Renzo Marmugi e pubblicato sul quotidiano "Il Tirreno" in cui la società della Libertas Livorno, tramite il suo presidente Giovanni Pardini, chiede aiuto all'amministrazione comunale per far rinascere la pallacanestro nella nostra città.
"Noi ci siamo».Tre parole per esprimere un'intenzione forte.Vengono dal cuore della Libertas, l'unica società maschile del basket livornese rimasta nei campionati nazionali.Anche se stiamo parlando di serie C dilettanti e il pubblico non ha risposto come i dirigenti speravano.«Siamo disposti a entrare in un progetto serio che porti alla rinascita della pallacanestro cittadina a certi livelli», dice Giovanni Pardini, presidente del club di via Pera.Un concetto già espresso altre volte all'amministrazione comunale e che diventa un grido dolore vedendo quel PalaLivorno sempre desolatamente chiuso, mentre quel che resta di Basket Livorno è un corpo senza vita in attesa di una degna sepoltura.Nel senso di assunzione di responsabilità da parte di chi l'ha amministrata negli ultimi anni.A chi gioverebbe, infatti, andare al fallimento?E' la domanda che la gente comune continua a porsi vedendo quelle schermaglie infinite in corso tra i soci azionisti, mentre giocatori, staff e creditori vari aspettano di sapere che ne sarà delle loro spettanze arretrate.In attesa che il 2010 riconduca tutti alla ragione evitando quelle conseguenze civili e penali altrimenti inevitabili (l'Agenzia delle entrate non fa sconti...), la Libertas sta remando con fatica in C dilettanti.Con una squadra tutta livornese, un budget tagliato del 30 per cento rispetto all'anno precedente e l'intenzione manifesta di partecipare a una carovana che si dovesse mettere in moto per ripartire almeno da uno o due gradini sopra il livello attuale.Giovanni Pardini, il dirigente responsabile Pierluigi Sidoti e il gm Massimo Giusti snocciolano dati importanti: 250 ragazzi tra settore giovanile e minibasket, una collaborazione con la Pielle, rapporti di buon vicinato col Don Bosco, l'utilizzo di palestre proprie.«Il nostro scopo - dicono - è costruire giocatori in casa, ridare impulso alla scuola di pallacanestro livornese».I dirigenti Libertas hanno anche invitato il sindaco Cosimi ad assistere alle loro partite e sperano che l'amministrazione si ricordi di loro, quando (e se) si cercherà di ridare vita a un progetto sportivo che dia un senso all'esistenza del PalaLivorno, quel gigante addormentato.E purtroppo non siamo in una favola."

lunedì 4 gennaio 2010

L'INTERVISTA DE "IL TIRRENO" A JACOPO GIACHETTI, ULTIMO GIOCATORE USCITO DAL VIVAIO PIELLE, OGGI GIOCATORE DELLA VIRTUS ROMA

Postiamo oggi un intervista rilasciata al quotidiano locale "Il Tirreno", firmata da Renzo Marmugi, da Jacopo Giachetti, ultimo giocatore di un certo livello uscito dal vivaio della Pallacanestro Livorno, oggi playmaker della Lottomatica Roma (Virtus) con un contratto in scadenza nel 2011.
"TIRRENIA. Giallo, rosso e azzurro. Tre colori, una speranza. La speranza è quella di Jacopo Giachetti, playmaker, classe 1983, uno degli ultimi talenti prodotti dalla scuola livornese. Giachetti ha appena concluso il ritiro di quattro giorni della Lottomatica Roma al centro Coni di Tirrenia, una clausura voluta dal nuovo coach Boniciolli per ritrovarsi e fare gruppo alle porte di un 2010 che vedrà il basket della Capitale impegnato in una rincorsa in apnea su tutti i fronti.I fatti. «Dopo un buon inizio di stagione - dice Giachetti - abbiamo avuto un periodo terribile, otto sconfitte consecutive fra campionato ed Eurolega. Un filotto che ci ha tagliato le gambe, portandoci in un tunnel a due punti dalla zona retrocessione. La sosta di fine anno, dunque, la usiamo per lavorare e soprattutto per rialzare la testa, il ritiro di Tirrenia è nato in questa ottica. L'esordio del nuovo coach è coinciso col blitz di Varese, ma è solo un brodino, il bilancio parziale della Lottomatica non può che essere negativo: non è possibile perdere in casa contro Avellino e Teramo, non va bene».Gli obiettivi. "Jaco" ha un'idea fissa: «Andare alle final eight di Coppa Italia, possibili soltanto vincendo tutte le ultime quattro partite del girone di andata. E poi entrare nei playoff da una griglia decorosa, cercando di arrivare il più in alto possibile».Il bilancio. Giachetti, figlio del vivaio Pallacanestro Livorno, calpesta i parquet di alto livello dal 1999: Montecatini, quattro anni a Livorno, sei stagioni a Roma e un contratto in corso fino al 2011. «Ho la fortuna di vivere e giocare in una città splendida, in una società seria, gestita da un presidente che investe, con un grande staff e ottimi compagni di squadra. Il mio bilancio di questi anni in giallorosso è positivo, peccato che non sia arrivato un trofeo. Nel 2006 ci siamo andati vicinissimi, perdendo la Coppa Italia ai supplementari contro Napoli. Oggi il basket italiano sta vivendo sotto l'egemonia di Siena, ma è fisiologico che il periodo d'oro del Montepaschi prima o poi finirà. E noi dovremo farci trovare pronti».
Il cambio di timone. «Boniciolli ha trovato una squadra che aveva perso un po' di brillantezza fisica: campionato ed Eurolega ci avevano tolto il tempo per allenarci bene. Il ritiro di Tirrenia serve anche per riprendere una condizione atletica ottimale, oltre che a conoscere le idee tattiche del nuovo coach».Giachetti story. 11 minuti e 3.8 punti di media. Cifre un po' avare per un play del giro azzurro. «La Lottomatica - dice - è una squadra lunghissima, con dodici giocatori intercambiabili e ognuno deve portare il suo mattone. All'inizio avevo più spazio, poi sono un po' calato e ora sto lavorando duramente per riconquistare la fiducia del coach e dei compagni».La Nazionale. «Il disastro estivo e la mancata presenza agli Europei in Polonia hanno portato a un cambio di ct, Pianigiani al posto di Recalcati. Ora tocca ai giocatori italiani dare un segnale forte: il materiale umano esiste, non possiamo permetterci di non andare agli Europei e di non imporci nei propri club. Roma ad esempio ha investito su gran parte della Nazionale, ha sei italiani veri (io, Crosariol, Datome, Gigli, Tonolli, Vitali), il nostro presidente Claudio Toti crede in questa politica. Sta a noi ripagarlo».Il 2010. «Sul piano personale - dice Giachetti - voglio trovare un po' di soddisfazioni professionali per dare un senso al lavoro che faccio. E più in generale chiedo che la gente ritrovi un po' di fiducia e di soldi. Noi siamo dei privilegiati, ci pagano bene per fare una cosa che ci diverte, ma in Italia le fabbriche chiudono, tanti operai perdono il posto di lavoro, le famiglie vanno in crisi. Ogni mattina che ci alziamo dal letto noi giocatori dobbiamo sentirci fortunati».La Toscana. «Siena è un'isola felice - chiosa Giachetti - Pistoia naviga in Legadue, mentre Montecatini fatica in A dilettanti e soprattutto la mia Livorno è sparita dall'atlante dei canestri. Un dispiacere enorme, perché stiamo parlando di una piazza storica, dove c'erano un grande pubblico, un'atmosfera speciale, tutti ci ricordano con piacere e nostalgia. Il rilancio? Partire da una società pulita, senza debiti, facendo il campionato che ti puoi permettere. Senza pazzie, perché poi la resa dei conti arriva e finisci di nuovo nel burrone. Servono un programma serio e qualche appassionato disposto a investire soldi in un progetto. Spero di non sognare»".

lunedì 6 luglio 2009

BASKET LIVORNESE: ORA SI IPOTIZZA LA PARTECIPAZIONE ALLA SERIE B DILETTANTI

Adesso voci in città parlano di una partecipazione di una squadra livornese al campionato di serie B dilettanti (ex B2). Vediamo come tratta questo argomento in questo articolo del quotidiano "Il Tirreno" firmato da Renzo Marmugi: "Io sono soltanto un traghettatore. L’amministrazione comunale mi ha chiesto un aiuto in questo particolare momento e io lo faccio volentieri. Il 7 luglio è vicino, ma penso che al massimo lunedì dovrebbero esserci delle novità». Parole e musica di Piero Bottoni, in attesa come l’assessore allo sport Ritorni che da una società fuori regione di serie B dilettanti arrivi l’okay per la richiesta del cambio di sede da presentare agli organi competenti. «Abbiamo due opzioni - prosegue Bottoni - e qualora saltasse la prima ci metteremmo al lavoro per l’altra». «L’amministrazione comunale pensa di poter aiutare il basket a ripartire cercando un imprenditore in grado di fare da punto di riferimento, oltre che una società di appoggio a Livorno. Il mio compito - è ancora la voce del patron delle Women - è soltanto quello del garante. Per accogliere la nuova società e consegnarla a qualcuno in grado di poterla gestire». Nelle prossime ore, dunque, potrebbero esserci novità importanti, anche se poi si dovranno cercare le energie e le persone in grado di costituire una società, imprenditori disposti a versare una piccola cifra per arrivare a quel budget di 300-350 mila euro necessario per una B dilettanti di buon livello. Piero Bottoni in questi giorni dovrebbe anche incontrare i dirigenti della Libertas per capire se ci sono dei margini per una collaborazione, mentre da Bologna, sponda Virtus, Massimo Faraoni conferma la sua intenzione di dare una mano al basket della sua città. «Sono vicepresidente del Comitato regionale della Fip e dirigente di una società di vertice - dice - penso di avere nella pallacanestro un potere contrattuale e un nome da spendere. Non ho interessi personali, né figli da far giocare, ma so che per Livorno è importante rimanere in un campionato nazionale e da amico del basket cercherò di prestare la mia opera. L’importante, secondo me, è tenere viva la pallacanestro e anche la passione, abituandosi comunque a fare il passo secondo la gamba e valutando ogni anno le forze economiche a disposizione. Senza voler rincorrere per forza le promozioni, ma pensando piuttosto a costruire una struttura sana». Il 10 luglio. Mentre Livorno dopo il disastro della rinuncia alla Legadue sta cercando di piantare dei nuovi semi, il 10 luglio è in agenda l’assemblea dei soci di Basket Livorno, che dovrà decidere la messa in liquidazione. Un passo doloroso ma inevitabile, viste le passività accumulate negli ultimi anni. I giocatori attraverso il portavoce Charlie Foiera restano in contatto con il sindaco Cosimi, il quale ha preso l’impegno di onorare le spettanze arretrate, però servirà anche una presa di responsabilità di tutti i soci. Quello di maggioranza, Valterio Castelli, deteneva il 60% del pacchetto azionario, e insieme a lui ci sono Patrizio Tofani, l’empolese Polini e il Comune al 5%. L’osso più duro in questo momento sembra il “signor TDshop”, sceso dalla nave a campionato in corso e fin qui insensibile a ogni tipo di richiamo. Ognuno, però, a questo punto dovrà fare la sua parte, e il discorso vale anche per l’ex presidente. Da quando decise di dimettersi la gestione ordinaria è passata ai superstiti e chi ha portato avanti Basket Livorno l’ha fatto seguendo alla lettera il percorso tracciato in precedenza da chi aveva firmato i contratti. Senza spendere un euro oltre il preventivato e rinunciando anche a prendere un rinforzo (Mauricio Aguiar) quando s’era infortunato Rossetti e i playoff sembravano ancora un traguardo realistico. Insomma, il 10 luglio nessuno potrà nascondersi. Anche perché davanti a un fallimento potrebbero esserci dei risvolti poco piacevoli per tutti. (re.mar.)".

mercoledì 1 luglio 2009

BASKET LIVORNO: E' FINITA

Forse è meglio così! E' finita l'avventura della società del Basket Livorno. Un'avventura che non è mai stata sorretta da un progetto pluriennale serio. Ieri il termine ultimo per l'iscrizione al campionato era fissato per le ore 18.00 e la società con sede in via Pera non è riuscita ad inviare la documentazione necessaria per terminare le pratiche. Adesso l'attesa è per l'11 luglio, giorno fissato per l'assemblea dei soci che dichiarerà la messa in liquidazione della società. In merito all'argomento postiamo l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" firmato da Renzo Marmugi: "LIVORNO. Fine dell’agonia, muore Basket Livorno ma non muore il basket a Livorno. Un gioco di parole che in questo momento non ci starebbe proprio, perché il giorno del funerale è l’occasione meno indicata per fare dell’umorismo. Addio Legadue, la “deadline” di ieri alle 18 è stata superata senza che il club di via Pera presentasse i documenti per garantirsi almeno altri dieci giorni di consultazioni febbrili per non scomparire dalla geografia dei canestri. Alla fine di un ping pong frenetico, iniziato alle 8,30 di mattina (quando Antonio Tamalio ha telefonato a Fabrizio Masini per dirgli di preparare in extremis i documenti da inviare alla Legadue), il malato Basket Livorno è morto. Morto per la consunzione dei soci, morto per l’indifferenza della città, morto perché non poteva essere il Comune a iscrivere la squadra e ad occuparsi di gestirla in prima persona. Il sindaco ci ha provato, è stato l’ultimo ad arrendersi all’evidenza dei fatti, poi ha dato ascolto ai suoi consiglieri e stilato il referto finale. Nel pomeriggio è stato fatto anche un tentativo col presidente di Legadue, Marco Bonamico, perché concedesse a Basket Livorno una proroga di 24 ore, ma il ruolo istituzionale del “marine” gliel’ha impedito. Anche perché la Virtus Imola, in qualità di prima avente diritto al ripescaggio in Legadue, non l’avrebbe permesso. È una fine ingloriosa, un terremoto sportivo che fa male, ma forse da questo presente fatto di melma potrebbe sbocciare un fior di loto. Cioè una nuova società, capace di ripartire dalle serie inferiori, con un programma puntato sui giovani e in grado di dare di nuovo la scalata alla pallacanestro che conta. Resta da capire cosa ne sarà del PalaLivorno, ma potrebbe aprire le porte per le partite casalinghe della A1 femminile e - forse - anche alla “cosa” che potrebbe nascere dopo la scomparsa dell’attuale Legadue. Una società a questo punto avviata verso la procedura fallimentare (l’assemblea dei soci di Basket Livorno a suo tempo era già stata convocata per l’11 luglio), anche se ieri il sindaco Cosimi ha parlato col capitano Charlie Foiera fissando un nuovo colloquio per i prossimi giorni, visto che gli stipendi di chi si è sbattuto sul parquet con la canottiera amaranto sono sacri. Al momento attuale Livorno ha la Libertas in C dilettanti e altre squadre minori. Uno scenario davvero triste se non si troveranno le risorse per ripartire con qualcosa di nuovo. (re.mar.)".

lunedì 29 giugno 2009

BASKET LIVORNO: SIAMO AGLI SGOCCIOLI

Domani sarà il 30 giugno, giorno ultimo per iscriversi definitivamente al prossimo campionato di LegaDue. Manca poco quindi alla fine, di nuovo, della pallacanestro di vertice a Livorno. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "Il Tirreno" nell'articolo di Renzo Marmugi: "L’orologio avanza inesorabile. Oggi è il 28 giugno, martedì alle 18 sarà l’ultima scadenza utile per iscriversi al campionato di Legadue, inviando tutti i documenti necessari per non morire. E quei documenti sono una fidejussione bancaria da 100mila euro, il versamento della quota associativa alla Legadue (20mila euro), più tutta una serie di incartamenti, tra i quali la disponibilità del palasport. Ma la Comtec, la commissione federale che controlla lo stato di salute dei club professionistici di basket, sempre martedì comunicherà i nomi delle società non in regola con i documenti presentati il 1º giugno scorso alla Fip, dando a ognuno tempo fino all’11 luglio per rientrare nei parametri richiesti. E lì saranno dolori, perché tra i requisiti obbligatori per partecipare alla Legadue ci sono gli stipendi ai dipendenti pagati fino al 30 aprile, il rapporto ricavi/indebitamento come minimo uguale a 2, e poi Irpef, Iva, Enpals tutti regolarmente versati. E qui non si potrà bluffare perché l’Agenzia delle Entrate dopo un controllo si preoccuperà di informare direttamente la Federazione sulla trasparenza delle operazioni effettuate da ciascuna società. La situazione di Basket Livorno, inutile ricordarlo, è disperata. Le possibilità di non morire una su un milione. Ma il sindaco Cosimi alcuni giorni fa disse esplicitamente: «Voglio fare un ultimissimo tentativo», e su questa linea intende muoversi, adoperando anche lo strumento PalaLivorno, dove ForumNet è in uscita e si sta cercando un nuovo gestore che garantisca più aperture e un utilizzo maggiore dell’impianto per la città. La fidejussione da 100mila euro secondo il “mayor” non è un problema. Ma un problemone è il passivo che Basket Livorno ha accumulato nel 2008-’09 al quale si aggiunge il monte ereditato dalle gestioni precedenti. Siamo nell’ordine di 1,4 milioni di euro. Una cifra pesante, che dovrebbe far riflettere anche Valterio Castelli, presidente e azionista di maggioranza in estate al momento di firmare contratti onerosi e anche pluriennali. Il signor TDshop poi è sceso dal treno in corsa, ma a questo punto gli viene richiesta un’assunzione di responsabilità, perché un eventuale fallimento di Basket Livorno si porterebbe dietro conseguenze spiacevoli per tutti. (r.m.)".

venerdì 26 giugno 2009

BASKET LIVORNO: ENTRO IL 30 GIUGNO O DENTRO O FUORI

Le voci erano quelle della messa in liquidazione della società del Basket Livorno. Ora esce un piccolo spiraglio sulla possibilità che qualche benefattore possa rilevare la quota di maggioranza della società di via Pera. Entro il 30 giugno, infatti, sapremo quello che accadrà. Ora postiamo l'articolo firmato da Renzo Marmugi con cui "Il Tirreno" tratta l'argomento: "LIVORNO. 30 giugno ore 18. Se esiste ancora un filo sottilissimo di speranza che Basket Livorno eviti la condanna a morte ormai siamo in pieno conto alla rovescia, il tempo a disposizione è veramente poco. Alessandro Cosimi non si arrende, ma se qualcuno l’ha erroneamente informato che i suoi margini di intervento si potevano protrarre fino al 10 luglio ha sbagliato di grosso. Fabrizio Masini, il general manager di quel che resta della società di via Pera, è stato fin troppo chiaro: «Entro il 30 giugno alle ore 18 ogni società dovrà far pervenire in Legadue l’iscrizione al campionato 2009-2010 corredato da una fidejussione di 100.000 euro, quota associativa (20.000 euro) e altri incartamenti burocratici, tra i quali la disponibilità dell’impianto di gioco. Nel frattempo la Comtec, l’organismo di controllo sulle società professionistiche di basket, avrà già preso in esame i documenti inviati il 1º giugno alla Fip, dando tempo alle società non in regola con stipendi, contributi, Iva, rapporto ricavi/indebitamento di mettere a posto i conti entro l’11 luglio». Il 30 giugno, dunque, sarà una vera “deadline”. Il sindaco Cosimi ha detto che sta amplificando gli sforzi per salvare la pallacanestro di vertice. Più che una soluzione a questo punto servirebbe un miracolo. (r.m.)".

venerdì 12 giugno 2009

BASKET LIVORNO: IL SINDACO ALLUNGA L'AGONIA

Ieri tutti davano per ceduto il titolo sportivo del Basket Livorno. Tutti i quotidiani locali riportavano le trascrizioni delle dichiarazioni del delegato del Sindaco di Livorno per la questione basket in cui si dava per finita, di nuovo, l'avventura della pallacanestro di vertice nella nostra. A sorpresa stamani, rileggendo le pagine dei quotidiani locali, il primo cittadino dichiara di non volere rinunciare alla permanenza del titolo sportivo a Livorno e allunga l'agonia di una società che, si voglia o no, è arrivata al capolinea sovrastata dai debiti e dalla cattiva gestione. In merito postiamo oggi l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" con firma di Renzo Marmugi: "LIVORNO. La situazione è drammatica, ma Basket Livorno ha ancora una minima chance di sopravvivere. «Il malato è nel polmone d’acciaio - dice il sindaco Cosimi con una metafora presa in prestito dalla sua professione - entro tre-quattro giorni sapremo come andrà a finire questa vicenda. Devo incontrare delle persone, prima di decretare la morte della società di Legadue vogliamo ancora giocarsi un’ultima possibilità». Le parole di Alessandro Cosimi arrivano nell’intervallo di Livorno-Grosseto, dopo l’ennesimo incontro con Fabio Del Nista, il suo uomo di fiducia nella vicenda palla a spicchi. La giornata. Si erano già parlati al mattino per uno scambio di opinioni, si sono rivisti nel pomeriggio dopo aver riflettuto sulle ultime cartucce da sparare prima di andare al funerale della società di Legadue. Alessandro Cosimi aveva preso alcune informazioni e in lui si è rafforzata l’idea che autoretrocedersi nel campionato di A dilettanti non avrebbe molto senso, anche perché per competere nella ex B1 a un livello decoroso servono almeno 7-800mila euro di budget, e allora tanto vale alzare l’asticella della sfida provando (ma l’impresa appare disperata) a riallacciare i contatti con quel gruppo imprenditoriale che sembrava interessato a mettersi al timone della società anche in Legadue. Così mercoledì 17 giugno Fabio Del Nista andrà in missione per un incontro fondamentale, in un senso o nell’altro. Niente A dilettanti. Il paziente lavoro di Antonio Tamalio aveva portato Livorno nel mirino di alcuni club interessati ad acquisire i diritti di Legadue, con Verona in pole position (ma ci sono anche Capo d’Orlando, Sant’Antimo, Lumezzane) e la possibilità di portare qui un “pass” per partecipare alla ex serie B d’Eccellenza, ridenominata A dilettanti. Per regolamento le fusioni sportive sono possibili solo tra regioni confinanti (le cosiddette macro-regioni), ma il consiglio federale ha recentemente approvato una postilla che prevede una deroga del governo della stessa Fip allo scopo di salvaguardare piazze storiche. Il divieto, dunque, si potrebbe aggirare chiedendo al consiglio federale di dare una mano alla tradizione di Livorno, però chi si assumerebbe l’onere di gestire la nuova società e di farla camminare con le proprie gambe? I vari club cittadini esistenti non sembrano avere l’interesse, né le spalle larghe per poterlo fare, allora in Cosimi e Del Nista è maturata un’idea precisa: Legadue o morte. Il CdA. Dopo l’incontro in Comune il presidente di Asa è andato in via Pera per il consiglio di amministrazione di Basket Livorno, un passo formale necessario per convocare (martedì prossimo) l’assemblea dei soci del club, chiamata a deliberare la messa in vendita del titolo e la liquidazione della società stessa. Valterio Castelli difficilmente ci sarà (ha ceduto la sua fetta di azioni, il 60%, a una società del suo gruppo), ma anche se si è chiamato fuori a dicembre 2008 ognuno risponde per gli atti firmati personalmente - specialmente quando si tratta del presidente - quindi potrebbe nascere un braccio di ferro anche su questo punto, con ripercussioni tutte da valutare. Il passivo del bilancio non è uno scherzo, anche perché si porta dietro la palla al piede delle gestioni precedenti e i 6-700mila euro ricavati dalla cessione dei diritti di Legadue (il termine scade il 22 giugno) sarebbero una goccia nel mare dei debiti. Brutta storia, speriamo solo che mercoledì Del Nista riesca a fare il miracolo. (re.mar.)".

mercoledì 10 giugno 2009

BASKET LIVORNO: LA CESSIONE DEL TITOLO E' SEMPRE PIU' VICINA

La cessione del titolo sembrerebbe sempre più vicina. Secondo un articolo del quotidiano "Il Tirreno", che oggi postiamo, i dirigenti di via Pera sembrebbero sempre di più vagliare la cessione del titolo sportivo ad un'altra città. Ecco i dettagli dell'articolo: "LIVORNO. Il bivio è vicino, Basket Livorno deve decidere la strada da imboccare. Legadue o serie A dilettanti, questo è il dilemma. Per restare nella pallacanestro che conta e dare un senso compiuto anche all’utilizzo del PalaLivorno è evidente che sarebbe un delitto rinunciare al campionato di Legadue, un target che il sindaco Cosimi ha più volte difeso e sostenuto anche negli ultimi travagliati mesi di vita della società. Per questo obiettivo diventa fondamentale stringere i contatti con quel gruppo disposto a entrare nel pacchetto azionario del club e a gestirlo con una quota di maggioranza. È l’unica strada percorribile, anche se l’incontro previsto per stamani tra Fabio Del Nista (l’uomo di riferimento di Alessandro Cosimi nella “triade”) e i vertici dell’impresa interessata a Basket Livorno sembrerebbe congelato, o forse annullato. Una notizia non buona, visto che il tempo stringe e che il 22 giugno scadono i termini per le fusioni, quindi per la cessione dei diritti della Legadue a qualche piazza interessata a piombare come un avvoltoio sulle disgrazie altrui. In pole position c’è Verona, appena promossa in A dilettanti, che potrebbe scambiare la sua ex B1 con il titolo di Legadue. Ma nei regolamenti federali c’è una clausola secondo la quale le fusioni tra società si possono fare solo con determinati criteri geografici (le macro-regioni) e siccome il Veneto non confina con la Toscana servirebbe una deroga speciale. Capo d’Orlando invece metterebbe sul piatto solo 5-600mila euro, senza dare niente in cambio. Livorno in questo modo sparirebbe dall’atlante dei canestri, e tanti saluti. Basket Livorno sta cercando di tenersi entrambe le porte aperte, ma l’azione del sindaco Cosimi diventa fondamentale se davvero si vuole salvare la Legadue. Domani in via Pera ci sarà un CdA per preparare il campo a un’eventuale fusione, martedì 16 giugno l’assemblea dei soci dovrà approvarla. Non c’è da stare allegri. (re.mar.)".

martedì 9 giugno 2009

BASKET LIVORNO: FORSE QUALCOSA SI MUOVE

In questi giorni ci saranno delle novità. Un rappresentante del sindaco avrà degli appuntamenti con una cordata di imprenditori toscani interessati ad acquistare il pacchetto di maggioranza del Basket Livorno. In merito a questo argomento postiamo un articolo del quotidiano "Il Tirreno", firmato da Renzo Marmugi: "Qualcosa si muove. Domani Fabio Del Nista, uomo di punta della “triade” designata dal sindaco Cosimi per occuparsi del futuro di Basket Livorno, incontrerà i rappresentanti di un gruppo toscano interessato a rilevare il pacchetto di maggioranza della società amaranto e quella potrebbe anche diventare l’occasione per stipulare un pre-contratto di acquisto garantendo alla pallacanestro livornese di vertice ancora un futuro in Legadue e un programma almeno triennale. È un raggio di luce, un piccolo segnale di ottimismo in uno scenario che comunque resta ancora tutto da definire. L’iscrizione è stata formalizzata entro il 1º giugno, però a stretto giro di posta si dovranno pagare gli stipendi ai dipendenti e le altre scadenze tecniche in modo da arrivare a una chiusura del bilancio 2008-2009 senza sorprese. A questo proposito non sarebbe male se gli uomini della “triade” andassero a bussare anche alla porta di Valterio Castelli, uscito di scena a inizio campionato ma anche la persona fisica che, da presidente, aveva firmato i contratti a giocatori e staff. Il sindaco Cosimi durante l’ultima stagione nel corso di numerosi colloqui avuti con la squadra aveva ribadito un principio: «Nessuno andrà via da Livorno con un euro non riscosso». Foiera, Bagnoli e compagni aspettano che quell’impegno venga mentenuto, anche per evitare lodi e contenziosi legali che potrebbero inficiare l’iscrizione al campionato di Legadue. La prossima tappa, comunque, è l’incontro che Fabio Del Nista avrà domani. Un giorno da segnare sul calendario della speranza. (r.m.)".

sabato 30 maggio 2009

BASKETLIVORNO: EFFETTUATA L'ISCRIZIONE, MA ORA RESTA IL DUBBIO SUL TITOLO SPORTIVO

E' stata effettuata l'iscrizione al prossimo campionato di LegaDue da parte della società del Basket Livorno, ma adesso resta il dubbio sul futuro della permanenza del titolo sportivo nella nostra città. Il nodo verrà sciolto entro il prossimo 20 giugno ed in merito a questa questione postiamo un articolo del quotidiano "Il Tirreno" con firma di Renzo Marmugi: "LIVORNO. Basket Livorno si iscrive al campionato di Legadue. “Ogni lunga marcia comincia con un piccolo passo”, diceva Mao Tse Tung. Un aforisma che la pallacanestro amaranto prova a imparare a memoria per farsi coraggio, tanto coraggio. Perché entro il 1º giugno la società di via Pera presenterà alla Federazione tutti i documenti necessari all’iscrizione, ma per conoscere il futuro si dovrà aspettare ancora. Almeno fino al 20 giugno. Nel senso che i trecentomila euro necessari per mettersi in regola al 30 aprile (stipendi ai dipendenti, Irpef, Enpals, Iva ecc.) sono arrivati, e questo è il primo, piccolo passo. «Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo - dice Fabio Del Nista, supertifoso di basket sempre in prima linea negli ultimi anni tormentati della palla a spicchi cittadina - decidendo di iscrivere la squadra al campionato. Poi, come dicevano i latini, fortuna iuvat audaces. Speriamo di avere ragione. Intanto Livorno ha fatto vedere che è viva, siamo a ballare e balliamo. Ci sono tre fronti di trattative, ma ci siamo dati un tempo limite per non andare troppo in là. Nella nostra agenda quella data è il 20 giugno». Non dice altro Fabio Del Nista, ex assessore al bilancio e ora presidente Asa. Ma, ricostruendo le puntate precedenti, la situazione dovrebbe essere più o meno questa: un gruppo toscano è interessato a entrare nel pacchetto azionario di Basket Livorno, continuando a giocare qui, ma la trattativa appare abbastanza articolata, quindi il discorso supererà sicuramente il 7 giugno, data delle elezioni comunali. Quel gruppo, in caso di acquisizione della società, ovviamente rimborserebbe i trecentomila euro anticipati per l’iscrizione a puro titolo di amicizia da un pool di persone che preferiscono rimanere in incognito. Le altre due ipotesi, invece, sono da campane a morto per il basket amaranto di vertice. Al pressing di Capo d’Orlando - smaniosa di tornare in vetrina dopo la cancellazione dalla serie A nell’estate 2008 per irregolarità amministrative - si è aggiunta un’altra piazza e tutti gli indizi sembrano portare verso Verona. Una squadra che ha vinto 3-1 il playoff-derby di serie B dilettanti contro Albignasego e quindi in grado di girare a Livorno la sua promozione in A dilettanti (ex B1) in cambio dei diritti di Legadue e staccando anche un assegno importante (si parla di 700mila euro). «È un sacrilegio pensare che una città con la tradizione di Livorno non possa sostenere una squadra nella pallacanestro di vertice...», diceva ieri sera Vasco Suggi a una cena amarcord al circolo Libertas con tanti compagni d’avventura di quei tempi eroici. Eppure la realtà è proprio questa: gli avvoltoi sono pronti, il PalaLivorno potrebbe riempirsi di ragnatele. (renzo marmugi)".

mercoledì 20 maggio 2009

BASKET LIVORNO: SEMPRE PIU' VICINO IL MOMENTO DELLA VERITA'

Si avvicina sempre di più il momento della verità per l'iscrizione al campionato del Basket Livorno (a tal proposito potete seguire sul nostro sito il conto alla rovescia) ed oggi postiamo un altro articolo del quotidiano "Il Tirreno" sulle tappe di avvicinamento al momento clou: "LIVORNO. Cambio di data perché il tempo stringe. Fabio Del Nista, Patrizio Tofani e Antonio Tamalio - la “triade” chiamata ad occuparsi del destino di Basket Livorno - invece di domani si sono incontrati già ieri sera per buttare giù un po’ di numeri e di cifre necessari per iscrivere la società amaranto al prossimo campionato di Legadue. La “deadline” imposta dalla Federazione è il 1º giugno, dunque bisogna fare in fretta. Da un primo esame della situazione per mettersi in regola al 30 aprile con tutti gli obblighi richiesti dai regolamenti sportivi servirebbero almeno 300mila euro. «La decisione - dice Fabio Del Nista, l’uomo di fiducia del sindaco nelle questioni della palla a spicchi - è quella di provare a iscriverci al campionato a tutti i costi, perché senza iscrizione svanirebbe anche la possibilità di vendere il titolo sportivo, un’operazione che potrebbe rendere 500mila euro...». Parole pesanti come il piombo, anche se poi lo stesso presidente Asa, appena uscito dalla riunione con i dirigenti di BL Tofani e Tamalio, ritrova un briciolo di ottimismo. «Le speranze non sono molte - prosegue Fabio Del Nista - ma qualche chance potrebbe esserci dopo le elezioni comunali. Da domani (oggi, ndr) cominciamo a prendere una serie di contatti per vedere la disponibilità a reperire la somma richiesta e anche per lavorare su una pista che potrebbe concretizzarsi verso metà giugno. Lunedì prossimo ci incontreremo con Alessandro Cosimi, perché il sindaco anche in questo periodo strapieno di impegni non perde di vista l’obiettivo basket. Ha sempre detto di voler portare avanti il discorso Basket Livorno, per questo lo terremo informato sulla situazione aspettando anche da lui un’idea su come poter proseguire l’attività». R.M.".

martedì 19 maggio 2009

BASKET LIVORNO: CHE FINE FARA' IL TUTTO?

Che fine farà la pallacanestro livornese? Una risposta c'è la può dare l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" che aggiorna noi tutti appassionati sulla situazione del Basket Livorno e che noi oggi postiamo: "Prosegue il conto alla rovescia di Basket Livorno, chiamato a vivere i giorni più lunghi della sua tormentata storia. Domani Fabio Del Nista, Patrizio Tofani e Antonio Tamalio si riuniranno per quantificare la somma necessaria a iscrivere entro il 1º giugno la società al prossimo campionato di Legadue, un passo obbligato anche in caso di cessione del titolo sportivo. Per riuscirci c’è da mettere in regola i conti fino al 30 aprile. Pagando gli stipendi a squadra e staff, i contributi previdenziali e anche le questioni fiscali, Iva e Irpef incluse. Una scadenza tecnica che impone un consistente esborso economico e che la gente del basket spera non diventi il pretesto per impacchettare verso un’altra città il diritto a disputare la Legadue tirando giù la saracinesca e cantando “signori, la musica è finita”. Dopo tutte le prese di posizione del sindaco Alessandro Cosimi in merito al proseguimento dell’attività sarebbe un pugno allo stomaco, un colpo durissimo all’immagine e alla storia sportiva di Livorno. In attesa degli sviluppi societari rischia di aprirsi un altro fronte di contenziosi. I giocatori, attraverso i rispettivi agenti, cominciano a chiedersi se e quando i contratti in scadenza 30 giugno 2009 potranno essere pagati. Durante questo sofferto campionato Cosimi ha incontrato più volte la squadra amaranto garantendo che «nessuno sarebbe andato via da Livorno con un euro non riscosso». Parole scolpite nella pietra se a pronunciarle è il primo cittadino, ma ora che i giocatori sono in vacanza e dopo tutti i rinvii e le dilazioni già vissuti nella riscossione degli emolumenti, fra di loro comincia a serpeggiare qualche dubbio.L’agente Dario Santrolli, ad esempio, oltre ad assistere Sandro Dell’Agnello è il referente italiano di John Greg, della cui scuderia fanno parte Boyette, Kemp e Ostler. Al telefono è educato, usa toni garbati, ma esterna anche preoccupazione. «Accanto agli stipendi già maturati e da maturare Boyette ha due scadenze importanti in sospeso e Marcelus Kemp una. Per tutto l’anno - dice Santrolli - abbiamo cercato di essere concilianti, di indurre alla ragione i giocatori anche quando qualcuno di loro voleva scegliere la linea dura. Il sindaco di Livorno si era esposto in prima persona con impegni precisi e per noi la cosa - visto il suo ruolo istituzionale - valeva come un contratto scritto, però i segnali rassicuranti non hanno trovato riscontro nei fatti. E questo desta gravi preoccupazioni, soprattutto negli americani che hanno un certo tipo di mentalità. Io sono disposto a pazientare ancora, però devo anche salvaguardare l’interesse dei miei associati. Qui ci sono crediti arretrati, commissioni ai procuratori non pagate, insomma per chi ha messo la faccia e dato garanzie c’è il rischio che si inneschi una spirale pericolosa». Traduzione: “spirale pericolosa” significa ritrovarsi con un lodo davanti al Collegio Arbitrale della Fiba (il FAT), la Federazione internazionale, organo istituito per dirimere le controversie tra i professionisti stranieri e i club di appartenenza. Un tribunale sportivo velocissimo nell’esaminare le questioni (20-30 giorni) e nel pronunciare le sentenze. Naturalmente, trattandosi di un organo sovranazionale, le sue decisioni diventano esecutive anche per le singole federazioni. Per i club morosi che a quel punto non saldano i conti con i giocatori che hanno presentato il lodo scattano punizioni severe, tra cui anche l’esclusione dal campionato di appartenenza. Un elemento di riflessione in più sul caso Basket Livorno. “Sandrokan”. La telefonata con Dario Santrolli è anche l’occasione per parlare del futuro di coach Dell’Agnello. «Abbiamo quattro richieste, e Caserta è quella più vicina a concretizzarsi se la prima opzione Lino Lardo non andrà a buon fine. Gli altri club che inseguono Sandro sono Cantù, Biella (se Bechi andrà via) e Venezia, ma Caserta è decisamente in pole. Lui per quella città rappresenta molto, ci ha vinto uno scudetto, la piazza lo accoglierebbe a braccia aperte». Renzo Marmugi".

lunedì 18 maggio 2009

BASKET LIVORNO: TRA DUE O TRE GIORNI SAPREMO IL DESTINO DEL BASKET LIVORNO

Postiamo un articolo de "Il Tirreno" sulla crisi della pallacanestro livorno, in particolar modo della società del Basket Livorno: "LIVORNO. Tre giorni, 72 ore per sciogliere la prognosi o per stilare il certificato di morte sportiva. Basket Livorno, ormai abituata da anni a vivere estati di passione, questa volta sembra veramente arrivata a un punto definitivo. Basta con le navigazioni a vista, se ci saranno margini per ripartire grazie a un programma serio e di prospettiva, bene, altrimenti si deciderà di tirare giù la saracinesca e di spegnere le luci. «Abbiamo ricevuto alcune offerte per la cessione dei diritti di Legadue, ma io voglio continuare», dice Alessandro Cosimi in uno dei rarissimi momenti liberi di queste frenetiche giornate di campagna elettorale. Il sindaco uscente non vuole arrendersi, anzi sta cercando di trovare una soluzione che esca dai recinti della precarietà, però non è semplice. Il tempo è tiranno, un nodo scorsoio che stringe alla gola club e istituzioni. Entro il 1º giugno infatti si dovranno presentare i documenti in Federazione per iscriversi al campionato 2009-2010, corredati da una serie di pagamenti e scadenze molto severi, che saranno passati al setaccio dell’Agenzia delle entrate: stipendi in regola ai dipendenti entro il 30 aprile, più Irpef, Inps, Enpals. Tutte cose che richiedono un esborso finanziario importante. «In questo periodo io non ho tempo da dedicare al basket - continua Alessandro Cosimi - però ho delegato il compito di quantificare la cifra necessaria per mettersi in regola con l’iscrizione alla Legadue a Fabio Del Nista, Patrizio Tofani e Antonio Tamalio. Entro mercoledì-giovedì i tre tecnici si riuniranno per fare un po’ di conti e buttare giù cifre precise in merito alle necessità più impellenti della società di pallacanestro. La situazione è delicata, però dei contatti con gruppi imprenditoriali disposti a rilevare il pacchetto azionario esistono e bisognerà impegnarsi al massimo per svilupparli. Anche se i tempi sono veramente stretti...». Il destino di Basket Livorno sembra appeso a un filo. Alcune piazze premono per comprare il titolo sportivo, ma cedere la Legadue in cambio di un assegno a cinque zeri sarebbe una pugnalata mortale nella schiena, anche sul piano dell’immagine e della credibilità. Non tanto per il mondo economico - ormai abituato alla sordità e all’indifferenza, salvo poche eccezioni - quanto per la passione della gente comune e per la storia della palla a spicchi in città. Dei contatti per rilanciare la sfida, come ha ammesso il sindaco senza sbottonarsi più di tanto, esistono. E dovrebbero riguardare il settore dell’energia. Poi ci sono i possibili scenari legati alla nuova gestione del PalaLivorno, per il quale si sta pensando a una sinergia tra pubblico e privato, con il coinvolgimento di ForumNet per quanto riguarda il cartellone degli eventi. Il PalaLivorno con i suoi 8033 posti può far gola e aprire prospettive inedite anche per eventuali sponsor collaterali, nome dell’impianto e altro. È una strada da battere senza tregua. (re.mar.)".

martedì 5 maggio 2009

BASKET LIVORNO: L'ENNESIMO DEJAVU'

Postiamo un articolo del quotidiano "Il Tirreno" con firma di Renzo Marmugi: "Il campionato di Legadue è finito il 26 aprile e la sede di via Pera è piombata nel silenzio e nell’incertezza. La scorsa settimana doveva esserci una cena di commiato fra la squadra e lo staff tecnico amaranto, invece l’appuntamento è saltato. Niente saluti, niente ritrovo attorno a un tavolo per scrivere la parola fine all’avventura di Basket Livorno in questo 2008-2009. Jermaine Boyette e Marcelus Kemp sono già volati negli Stati Uniti, Troy Ostler partirà giovedì, baby Saccaggi è tornato a Carrara in attesa di ricevere comunicazioni dalla Benetton Treviso, la sua società di appartenenza, Rossetti è a Reggio Emilia dalla fidanzata. Bagnoli viene segnalato nel Valdarno, dove abita la sua famiglia di origine, mentre Charlie Foiera resterà almeno fino a tutto maggio a Livorno. Prima di andare ognuno per la propria strada, comunque, i giocatori sono passati in sede per chiedere notizie degli stipendi già maturati e di quelli che dovrebbero arrivare entro il 30 giugno. La società è in stand-by, il presidente Patrizio Tofani e i membri del consiglio di amministrazione Antonio Tamalio e Vasco Suggi, a loro volta attendono notizie dal sindaco Cosimi e dalla sua squadra per capire se e come gli aiuti esterni promessi più volte durante la stagione affluiranno nelle casse del club amaranto. Poi c’è da capire il futuro: Alessandro Cosimi ha garantito più volte che il basket di vertice a Livorno non scomparirà. Un’intenzione lodevole, ma per metterla in pratica servono iniziative concrete, ricerca di imprenditori, un lavoro di contatti che contrasta con gli impegni della campagna elettorale. Entro il 1º giugno la Federbasket dovrà ricevere dalle società di Legadue che vogliono iscriversi al prossimo campionato alcuni documenti importanti (bilancio in regola al 30 aprile, versamenti Irpef ed Enpals ai dipendenti), poi il tutto andrà formalizzato entro il 30 giugno con l’aggiunta - rispetto agli anni passati - di un ulteriore controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Non manca molto, se Livorno vuole continuare a esistere sull’atlante dei canestri. (re.mar.)".