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martedì 21 giugno 2011

GLI ALLENATORI LIVORNESE - 1° PARTE: SANDRO DELL'AGNELLO

Oggi iniziamo il nostro viaggio fra gli allenatori livornesi che sono stati protagonisti lontano dalla nostra città. Partiamo da Sandro Dell'Agnello.


SANDRO DELL'AGNELLO. Grande successo per un livornese di esportazione. "Sandrokan" (come viene chiamato dalle parti di via Cecconi sede PL) ha conquistato la promozione dalla Serie A Dilettanti alla LegaDue con la formazione del Brescia.


Un successo arrivato dopo aver passato 1 anno a guardare gli altri che allenavano dopo aver ricevuto l'esonero dalla Reyer Venezia.


Sandro Dell'Agnello è arrivato ad allenare la formazione della Leonessa Brescia a campionato inoltrato ma nonostante tutto è risciuto a riportare la formazione bresciana nella pallacanestro che conta.


Un successo di coppia livornese visto che come vice-allenatore c'era Massimiliano Giannoni, altro prodotto del vivaio tecnico labronico.

mercoledì 7 luglio 2010

LA PALLACANESTRO LIVORNESE RINASCERA' NELLA STAGIONE 2011/2012?

Il 2012 dovrebbe essere la fine del mondo (come dicono tutti: i Maya, Nostradamus ed i vari gufi), ma il 2012, o meglio la stagione 2011/2012, potrebbe coincidere con la rinascita della pallacanestro di vertice livornese.
Infatti l'amministrazione comunale sta lavorando per cercare di sistemare la situazione economica della vecchia società del Basket Livorno e ripartite con l'adesione al nuovo campionato di "transizione" (per ora chiamato LegaTre) organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro.
In questo campionato dovrebbero partecipare le due squadre retrocesse dalla LegaDue, 14 squadre della serie A Dilettanti e 4 "wild card". Queste 4 "wild card" saranno "regalate" alle città in base ai parametri di storia del club e della città, di impanti e di bacino d'utenza. Livorno ne ha da vendere e se tutto andrà bene con la causa con i creditori la pallacanestro livornese potrà rivedere finalmente la luce fra un anno e mezzo.
Guardiamo e speriamo tutti insieme che quest'idea possa andare in porto, magari nel nostro porto.

venerdì 4 giugno 2010

IN LEGADUE UNA FINALE TARGATA "LIVORNO"

Nonostante il declino della pallacanestro livornese, Livorno sta facendo ancora un pochino di storia nei campionati che contano come la LegaDue.
Infatti in questo fine settimana si terrà la finale dei playoff per la promozione in Lega A e ad affrontarsi saranno la formazione della Prima Veroli contro la formazione del Banco di Sardegna Sassari.
Due squadre che vedono all'interna la presenza di giocatori che hanno indossato la maglia di Livorno in questi ultimi anni.
Nella Prima Veroli gli ex amaranto sono Francesco Foiera, Stefano Simeoli e Mario Gigena, nel Banco di Sardegna Sassari invece saranno Jason Rowe e Marcelus Kemp.
Insomma una finale in cui Livorno ha qualcosa ancora da contare.

mercoledì 26 maggio 2010

LEGADUE: LA SFIDA DEGLI EX LIVORNESI

Ieri sera si è giocata gara 2 delle semifinali dei playoff per la promozione della LegaDue alla Lega A tra Banco di Sardegna Sassari e Fastweb Casale Monferrato. Era anche la sfida tra gli ex livornese: Jason Rowe e Marcelus Kemp per Sassari e Tommaso Fantoni e Simone Pierich per Monferrato. E' finita con la vittoria di Monferrato per 86-77, e quindi della coppia Fantoni-Pierich, che ha riportato così la serie in pareggio (1-1) con la possibilità di chiuderla e di conquistare l'accesso per la finale nelle prossime due partite casalinghe.

martedì 25 maggio 2010

LEGADUE: LA SFIDA DEGLI EX LIVORNESI

Continua a far parlare la pallacanestro livornese ai massimi livelli anche se non direttamente tramite una squadra di Livorno.
In LegaDue infatti si stanno affrontando, nella serie di playoff per la promozione, due ex giocatori di Livorno. Uno livornese "doc", nato all'ombra dei quattro mori, è Tommaso Fantoni (figlio d'arte), l'altro che ha Livorno ha giocato solo per una stagione ed è Jason Rowe. I due si troveranno davanti questa sera per sfidarsi in gara 2 della serie di semifinali tra Banco di Sardegna Sassari (dove gioca Rowe) e Fastweb Casale Monferrato (dove gioca Fantoni).
La serie si gioca al meglio delle 5 partite e Sassari ha il fattore campo dalla sua con gara 1 e gara 2 e l'eventuale gara 5 tra le mura amiche mentre Monferrato giocherà solo gara 3 e gara 4 in "patria".
Sassari conduce la serie visto il successo di misura, 69-68, nel primo incontro. Questa sera la partita si giocherà alle ore 20.30 i diretta tv sul canale sportivo del digitale terrestre e satellitare Rai Sport Più.

mercoledì 10 febbraio 2010

LO SAPEVATE CHE?

Nessuno se ne accorto, almeno sulla stampa locale nessuno ne ha dato notizia (se ne siete al corrente avvertiteci scrivendo alla nostra mail: bar24@ilbasketlivornese.it) ma il Comune di Livorno con l'ausilio di EDSport Mediapiù aveva fatto richiesta alla LegaDue di ospitare, al PalaLivorno, le Final Four della coppa di lega che si svolgeranno il 6 ed il 7 marzo 2010. La richiesta però è stata immediatamente bocciata e sono state accolte invece quelle di Sassari e di Brindisi.
La scelta alla fine è andata su Sassari ma quello che interessa a noi, grandissimi appassionati della pallacanestro livornese, è che il tutto è passato inosservato sua media cittadini.
Che dire, non abbiamo parole. Se fosse stato pubblicizzato di più magari, tutti insieme, avremmo potuto appoggiare questa scelta visto che Livorno si merita la pallacanestro di vertice in tutti i modi possibili. Pensate che siamo venuti a conoscenza di questa candidatura tramite il nostro sito amico Basket Ground (www.basketground.it).
Roba da matti!!!!

venerdì 5 febbraio 2010

BASKET LIVORNO: CHIESTO IL FALLIMENTO

Era già nell'aria qualche mese fa, adesso è ufficiale: è stato chiesto il fallimento della società del Basket Livorno. Ma a chiederlo non sono i giocatori o gli allenatori ma, una società di Bologna (la Best Unione) che gestiva l'emissione dei biglietti e gli steward all'interno del PalaLivorno. Su questo argomento postiamo un articolo del quotidiano "Il Tirreno".
"LIVORNO. C'è un'istanza di fallimento del Basket Livorno depositata in tribunale e per l'inizio di marzo è già stata fissata l'udienza. A chiedere i soldi alla società di basket è la Best Union company di Bologna, l'azienda che per conto della Bl ha gestito nelle ultime stagioni sportive l'emissione dei biglietti e quello che viene definito in gergo "servizio di controlleria e mascheraggio", cioè il compito di verificare la regolarità dei biglietti all'ingresso e la sistemazione di coloro che poi prendono posto sulle gradinate del palazzo dello sport. O meglio, che prendevano posto, dal momento che la società ha rinunciato a partecipare al campionato di Legadue nel giugno dello scorso anno.E' un debito di entità modesta, quello del Basket Livorno nei confronti della spa bolognese che gestisce questi servizi in gran parte degli impianti sportivi italiani: 60mila euro, una cifra di gran lunga inferiore a quella di cui si parla per il pagamento degli stipendi arretrati ai giocatori e all'allenatore. Qualche mese fa, nello scorso ottobre, fu il loro agente Dario Santrolli, procuratore legale di Vigevano, a agitare lo spettro del fallimento per circa 250mila euro da distribuire fra coach Sandro Dell'Agnello e i giocatori americani Marcelus Kemp, Troy Ostler e Jermaine Boyette. Poi, però, l'agente sembra essere addivenuto a più miti consigli, anche ascoltando le rassicurazioni di coloro che si stanno dando da fare per evitare il fallimento della società.La Best Union Company invece è passata alle vie di fatto dopo alcuni decreti ingiuntivi andati a vuoto nel 2008 e nel 2009. A quanto si è appreso, i suoi legali hanno incontrato notevoli difficoltà anche nella notifica dell'istanza di fallimento, non avendo più la società Basket Livorno neppure una sede sociale vera e propria. A quel punto, all'impresa bolognese non è rimasto che far notificare l'istanza alla liquidatrice della società Annalisa Mazzola.
C'è un mese di tempo, adesso, per capire quale sarà la strategia dei soci della Bl e quali saranno le decisioni che verranno prese per portare avanti il processo di liquidazione che, almeno nelle intenzioni del Comune (ancora socio al 5 per cento attraverso la Livorno sport), dovrebbe passare per una ristrutturazione del debito. Che non sia un compito facile nessuno lo nega, neanche da ambienti vicini a palazzo Civico. Ma rispetto a qualche mese fa vi sono spiragli che fanno pensare alla possibilità di uscire da questa situazione senza il pesantissimo fardello del fallimento, che farebbe da prologo a risvolti penali tutt'altro che piacevoli. Resta da capire quale sarà l'impatto di questa istanza della Best Union Company."

giovedì 28 gennaio 2010

RASSEGNA STAMPA: COME "LA REPUBBLICA" HA TRATTATO LA SCOMPARSA DI LIVORNO DALLA PALLACANESTRO CHE CONTA

Postiamo un articolo datato 19 luglio 2009 in cui il quotidiano "La Repubblica" parla della scomparsa di Livorno (e della Fortitudo Bologna) dalla pallacanestro che conta.

Fortitudo e Livorno, il basket cade a pezzi

Repubblica — 19 luglio 2009 pagina 43 sezione: SPORT

BOLOGNA - Cadono come mosche le società di basket, potate ogni estate dalla crisi economica, e se un anno fa la serie A dovette depennare Napoli e Capo d' Orlando, annegate in un profondo rosso, stavolta tocca a un' accoppiata di Lega Due. Gloriosissima, però, se unisce Fortitudo Bologna e Livorno, escluse ieri da una delibera del Consiglio federale, poiché salassate da conti impresentabili. La Fortitudo ha provato a salvare la pelle, quando venerdì notte il suo presidente Gilberto Sacrati, immobiliarista, ha raggiunto l' assise sventolando, in largo ritardo, una fideiussione assicurativa. Respinto con perdite, ed escluso dal campionato, gli è stato prospettato un posto in serie A Dilettanti (la vecchia B1), a patto di saldare in fretta tutti i debiti. Che un paio di milioni verso giocatori e dipendenti (e 38.000 euro pure, curiosamente, dovuti alla Fip) valgano quel ripescaggio è da discutere, lasciando perdere altri oneri più corposi, come un mutuo da 7 milioni sul palasport. S' andrebbe insomma verso il fallimento, e lo choc diverrebbe epocale, per un club di vita secolare, fiero di due scudetti, l' ultimo dei quali vinto appena 4 anni fa, agli sgoccioli dell' era imperiale di Giorgio Seragnoli, il magnate per cui l' Aquila è stata una magnifica ossessione, un Moratti del basket che fece pasteggiare la sua gente a champagne, rendendo ancor più agro l' odierno pane e cipolle. Livorno invece, che lo scudetto lo sfiorò appena, per decimi di secondo, nell' 89, è schiattata senza neppur chiedere clemenza: posto di basket per lunga tradizione, il suo declino s' era avviato quando, negli anni Novanta, di due squadre in salute se ne fuse una sola, malaticcia. Di lì i disastri, e ora la dipartita, in un quadro di crisi che infligge a questo sport vittime ormai annuali: sempre a Bologna detta Basket City, nel 2003, fu già radiata la Virtus, oggi risorta a nuova vita. Né il clima d' ostilità fra Lega e Fip aiuterà un movimento che dà l' idea di spolpare gli ultimi ossi, sempre più avari. Da ieri, intanto, le mandibole d' altri due onorati club del tempo che fu hanno tolto le dentiere e si son messe a riposo.

mercoledì 30 dicembre 2009

CHI SALE E CHI SCENDE - PARTE 3

Arriviamo alla fine di questo corto viaggio che ci ha portato a vedere chi, secondo noi, ha meritato il più e il meno in questo 2009 per quanto riguarda la pallacanestro livornese. Ecco gli ultimi due:

CHI SALE - Le formazioni della Libertas e dell'US Livorno Basket: Sono diventate rispettivamente la prima e la seconda squadra maschile della pallacanestro cittadina. La Libertas Livorno affrontava come matricola il primo campionato nazionale (la serie C dilettanti) dopo anni di militanza che campionati minori. I gialloblu sono riusciti a raggiungere la salvezza per mantenere la permanenza nella categoria per la stagione 2009/2010. L'US Livorno Basket ha invece avuto una stagione sfortunata che si è conclusa con la retrocessione dalla serie C regionale alla serie D regionale. Fortunatamente è arrivato, nel corso dell'estate, il ripescaggio nella categoria appena lasciata e gli amaranto stanno affrontando questo campionato con il massimo dell'impegno, conducendolo anche in testa alla classifica per una buona parte del girone d'andata.
CHI SCENDE - Il Sindaco Cosimi e gli Assessori dello Sport: non volevamo mischiare politica e sport ma purtroppo quest'anno si sono incrociato spesso. Il sindaco Cosimi e i due Assessori allo Sport del Comune (assessori perché ci sono state l'elezioni e in questo ruolo si sono alternati D'Alesio e Ritorni) hanno illuso tutti gli appassionati cittadini per tutta la stagione promettendo di tutto un pò ma mantenendo ben poco. Come succede spesso nella politica cittadina le promesse vengono presto abbandonate. Che ci vogliamo fare???.

giovedì 10 dicembre 2009

SIGNORE E SIGNORI: CHE SQUALLORE!!!

Chi, tra gli appassionati di pallacanestro, in queste domeniche non è passato da Porta a Terra, magari per andare al cinema, e ha visto il parcheggio del PalaLivorno (nella foto) vuoto, senza una macchina?
Il sottoscritto vi è passato e, garantisco, è stato come un colpo al cuore.
Un palazzo dello sport con 8.500 posti, inaugurato il 14 maggio 2004 (solo 5 anni fa dopo un lavoro durato oltre 10 anni), una struttura che mezza Europa ci invidia, un palazzo dello sport fiore all'occhiello di tutta la pallacanestro italiana vuoto.
Ci doveva andare a giocare la formazione femminile della Women Livorno (almeno si vociferava prima dell'inizio del campionato) che disputa il campionato di serie A1 ed è rimasta la prima squadra di pallacanestro di Livorno. Invece è stato preferito rimanere al PalaMacchia, il vecchio PalaAllende, storico "catino" dell'Ardenza che ha vissuto e ha fatto vivere la miglior pallacanestro livornese di sempre.
Al PalaLivorno (che fino a poco tempo fa si chiamava PalaAlgida e che ora non ha più nemmeno lo sponsor perché lo ha mollato anche quello) ci vengono artisti di secondo piano per i concerti (i vari Guccini e company) che possono, si attrirare il pubblico, ma non le grandi masse; ci vengono i sindacati o i partiti per farvi i congressi; ci vengono fatte le fiere dell'elettronica; ci vengono fatti vari spettacoli di vario tipo ma quello percui è stato creato, ovvero lo sport della pallacanestro, non vi è più traccia.
Già in LegaDue, come nel campionato dello scorso anno, il PalaLivorno era troppo grosso come impianto e sembrava una cattedrale nel deserto, oggi è proprio una cattedrale nel deserto.
E' vero, la pallacanestro è in crisi un pò da tutte le parti (l'unica che resiste è Siena perché ha dietro il potente Monte dei Paschi). Se per puro caso, "spippolando" sul telecomando della tv, capitiamo sui canali che trasmetto l'Eurolega (la Champions del basket) capita che, in una partita casalinga di Milano, il Forum d'Assago sia completamente vuoto. Una volta si doveva sgomitare per andare al palasport, oggi invece no! Chiudiamo questa parentesi sulla crisi del basket e torniamo a noi.
Dicevamo della cattedrale nel deserto. Signore e signori, è un vero squallore vedere un impianto di questo tipo così vuoto. L'unica volta che il parcheggio del PalaLivorno si riempe è per andare a fare la spesa alla vicina Conbipel e al vicino Declathon.
Bisogna pensare al futuro del basket a Livorno, ricreare quella cultura sulla palla a spicchi che oggi è andata un pò persa. Livorno una capitale al suo tramonto. La vecchia Salonicco del Tirreno che non ha più il potere di attirare i capitali per allestire una o più squadre per poter competere ai massimi livelli.
Che bello sarebbe sentire, un domani, la canzone dell'Eurolega risuonare al PalaLivorno, un impianto che meriterebbe questi palcoscenici. La speranza è l'ultima a morire, noi abbiamo la speranza ed anche la calma di attendere la creazione di una base da cui ripartire perché tutta la storia di cui è stata protagonista la nostra città non deve essere cestinata come una palla di carta.

lunedì 7 dicembre 2009

LEGADUE: UN LIVORNESE IN TESTA ALLA CLASSIFICA

Andando, come sempre, a curiosare nel web possiamo ben notare che la pallacanestro livornese conta ancora.
In particolar modo nel campionato di LegaDue (la vecchia serie A2) dove in vetta alla classifica, a quota 16 punti, si trova la Trenkwalder Reggio Emilia (Pallacanestro Reggiana) in compagnia del Banco di Sardegna Sassari.
Ad allenare proprio Reggio Emilia troviamo Alessandro Ramagli, livornese "doc", di scuola Libertas (ha allenato praticamente tutte le squadre giovanili), che è uno dei tanti ex livornesi che stanno mantenendo alto il nome di Livorno nella pallacanestro che conta.
E' bellissimo vedere che, nonostante manchi una squadra livornese maschile ai vertici (ricordiamo sempre che Livorno sta disputando il campionato di serie A1 femminile), Livorno ha sempre un suo peso nella pallacanestro di oggi con allenatori, vice-allenatori, dirigenti e giocatori che hanno indossato la maglia di una squadra livornese.
CHE BELLO ESSERE LIVORNESE!!!

mercoledì 7 ottobre 2009

BASKET LIVORNO: IL CRAC DELLA SOCIETA' E' DIETRO L'ANGOLO

E' stata di moda nell'ultimo anno con la crisi finanziara la parola "crac" che ha accompagnato il fallimento di banche ed aziende in giro per il mondo. Ora questa grossa parola viene usata per descrivere un evento che riguarda da vicino noi tutti appassionati di pallacanestro nella nostra città: il fallimento della società del Basket Livorno.
Giocatori come Boyette, Kemp ed Ostler e l'allenatore Sandro Dell'Agnello vantano crediti nei confronti della società per quasi 250mila euro. La società quasi non esiste più ed entro questa settimana verrà depositata, presso il Tribunale di Livorno, l'istanza di fallimento della società che ha rinunciato, quest'estate, a partecipare al campionato di LegaDue.
Sull'istanza di fallimento c'è la firma del procuratore legale di Vigevano Dario Santrolli che rappresenta gli interessi sia di Sandro Dell'Agnello che dei tre giocatori americani: Boyette, Kemp ed Ostler.
A quanto si capisce dalle parole scritte sul quotidiano locale "Il Tirreno", la presentazione dell'istanza non è solo una minaccia campata in aria ma una decisione definitiva ed irreversibile.
Gli ultimi stipendi sono stati versati ad inizio aprile e dopo la mancata qualificazione ai play-off i vertici societari sono spariti insieme agli ultimi stipendi.
Che bella gara....

mercoledì 1 luglio 2009

BASKET LIVORNO: E' FINITA

Forse è meglio così! E' finita l'avventura della società del Basket Livorno. Un'avventura che non è mai stata sorretta da un progetto pluriennale serio. Ieri il termine ultimo per l'iscrizione al campionato era fissato per le ore 18.00 e la società con sede in via Pera non è riuscita ad inviare la documentazione necessaria per terminare le pratiche. Adesso l'attesa è per l'11 luglio, giorno fissato per l'assemblea dei soci che dichiarerà la messa in liquidazione della società. In merito all'argomento postiamo l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" firmato da Renzo Marmugi: "LIVORNO. Fine dell’agonia, muore Basket Livorno ma non muore il basket a Livorno. Un gioco di parole che in questo momento non ci starebbe proprio, perché il giorno del funerale è l’occasione meno indicata per fare dell’umorismo. Addio Legadue, la “deadline” di ieri alle 18 è stata superata senza che il club di via Pera presentasse i documenti per garantirsi almeno altri dieci giorni di consultazioni febbrili per non scomparire dalla geografia dei canestri. Alla fine di un ping pong frenetico, iniziato alle 8,30 di mattina (quando Antonio Tamalio ha telefonato a Fabrizio Masini per dirgli di preparare in extremis i documenti da inviare alla Legadue), il malato Basket Livorno è morto. Morto per la consunzione dei soci, morto per l’indifferenza della città, morto perché non poteva essere il Comune a iscrivere la squadra e ad occuparsi di gestirla in prima persona. Il sindaco ci ha provato, è stato l’ultimo ad arrendersi all’evidenza dei fatti, poi ha dato ascolto ai suoi consiglieri e stilato il referto finale. Nel pomeriggio è stato fatto anche un tentativo col presidente di Legadue, Marco Bonamico, perché concedesse a Basket Livorno una proroga di 24 ore, ma il ruolo istituzionale del “marine” gliel’ha impedito. Anche perché la Virtus Imola, in qualità di prima avente diritto al ripescaggio in Legadue, non l’avrebbe permesso. È una fine ingloriosa, un terremoto sportivo che fa male, ma forse da questo presente fatto di melma potrebbe sbocciare un fior di loto. Cioè una nuova società, capace di ripartire dalle serie inferiori, con un programma puntato sui giovani e in grado di dare di nuovo la scalata alla pallacanestro che conta. Resta da capire cosa ne sarà del PalaLivorno, ma potrebbe aprire le porte per le partite casalinghe della A1 femminile e - forse - anche alla “cosa” che potrebbe nascere dopo la scomparsa dell’attuale Legadue. Una società a questo punto avviata verso la procedura fallimentare (l’assemblea dei soci di Basket Livorno a suo tempo era già stata convocata per l’11 luglio), anche se ieri il sindaco Cosimi ha parlato col capitano Charlie Foiera fissando un nuovo colloquio per i prossimi giorni, visto che gli stipendi di chi si è sbattuto sul parquet con la canottiera amaranto sono sacri. Al momento attuale Livorno ha la Libertas in C dilettanti e altre squadre minori. Uno scenario davvero triste se non si troveranno le risorse per ripartire con qualcosa di nuovo. (re.mar.)".

lunedì 29 giugno 2009

BASKET LIVORNO: SIAMO AGLI SGOCCIOLI

Domani sarà il 30 giugno, giorno ultimo per iscriversi definitivamente al prossimo campionato di LegaDue. Manca poco quindi alla fine, di nuovo, della pallacanestro di vertice a Livorno. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "Il Tirreno" nell'articolo di Renzo Marmugi: "L’orologio avanza inesorabile. Oggi è il 28 giugno, martedì alle 18 sarà l’ultima scadenza utile per iscriversi al campionato di Legadue, inviando tutti i documenti necessari per non morire. E quei documenti sono una fidejussione bancaria da 100mila euro, il versamento della quota associativa alla Legadue (20mila euro), più tutta una serie di incartamenti, tra i quali la disponibilità del palasport. Ma la Comtec, la commissione federale che controlla lo stato di salute dei club professionistici di basket, sempre martedì comunicherà i nomi delle società non in regola con i documenti presentati il 1º giugno scorso alla Fip, dando a ognuno tempo fino all’11 luglio per rientrare nei parametri richiesti. E lì saranno dolori, perché tra i requisiti obbligatori per partecipare alla Legadue ci sono gli stipendi ai dipendenti pagati fino al 30 aprile, il rapporto ricavi/indebitamento come minimo uguale a 2, e poi Irpef, Iva, Enpals tutti regolarmente versati. E qui non si potrà bluffare perché l’Agenzia delle Entrate dopo un controllo si preoccuperà di informare direttamente la Federazione sulla trasparenza delle operazioni effettuate da ciascuna società. La situazione di Basket Livorno, inutile ricordarlo, è disperata. Le possibilità di non morire una su un milione. Ma il sindaco Cosimi alcuni giorni fa disse esplicitamente: «Voglio fare un ultimissimo tentativo», e su questa linea intende muoversi, adoperando anche lo strumento PalaLivorno, dove ForumNet è in uscita e si sta cercando un nuovo gestore che garantisca più aperture e un utilizzo maggiore dell’impianto per la città. La fidejussione da 100mila euro secondo il “mayor” non è un problema. Ma un problemone è il passivo che Basket Livorno ha accumulato nel 2008-’09 al quale si aggiunge il monte ereditato dalle gestioni precedenti. Siamo nell’ordine di 1,4 milioni di euro. Una cifra pesante, che dovrebbe far riflettere anche Valterio Castelli, presidente e azionista di maggioranza in estate al momento di firmare contratti onerosi e anche pluriennali. Il signor TDshop poi è sceso dal treno in corsa, ma a questo punto gli viene richiesta un’assunzione di responsabilità, perché un eventuale fallimento di Basket Livorno si porterebbe dietro conseguenze spiacevoli per tutti. (r.m.)".

martedì 23 giugno 2009

INTANTO A SASSARI IL PUBBLICO CERCA DI SALVARE LA SQUADRA

Una curiosità interessante. A Sassari, che come situazione ne aveva una simile a quella di Livorno, i tifosi si sono mossi ed hanno iniziato una raccolta per aiutare la società. Una decisione simile a quelle azioni di partecipazione popolare che tanto hanno aiutato in Spagna società come il Barcellona in cui i tifosi sono azionisti della società. Perché una cosa di questo tipo non è mai partita a Livorno? Potrebbe essere una soluzione ideale per risvegliare un pò gli animi.

venerdì 19 giugno 2009

MANCANO POCHI GIORNI ALLA FINE!!!

Mancano pochi giorni alla messa in liquidazione della società del Basket Livorno e, di conseguenza, la non iscrizione al prossimo campionato di LegaDue. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "Il Tirreno" nell'articolo che postiamo oggi: "LIVORNO. Contatto mancato. Almeno sino al tardo pomeriggio di ieri, in rappresentanza del gruppo di giocatori che hanno composto il collettivo del Basket Livorno nella stagione appena passata, Charlie Foiera non aveva ancora ricevuto la telefonata tanto attesa dal sindaco rieletto Alessandro Cosimi. Quello che sarà con tutta probabilità l’ultimo capitano della storia della compagine amaranto resta quindi in standby e aspetta di parlare direttamente con il primo cittadino per ottenere delucidazioni sul prossimo futuro della società di via Pera, nonostante l’amministrazione comunale detenga ormai solo il 5% delle quote azionarie attraverso la propria srl Livorno Sport. Proprio ieri Cosimi si è riunito in summit con il presidente della provincia Giorgio Kutufà, l’ex presidente Bielle Claudio Ritorni e Fabio Del Nista: purtroppo, si è preso atto della gravità della situazione e dell’assoluta mancanza di risorse appropriate per prendere parte alla prossima stagione agonistica, quindi apparentemente il verdetto resta quello del certificato di morte già stilato all’indomani dell’assemblea dei soci di martedì scorso. Questo il quadro a tinte fosche, almeno sino alla scomparsa ufficiale della società che dovrebbe avvenire il prossimo 11 luglio, data in cui la Bielle intenderebbe comunicare la propria rinuncia alla partecipazione al torneo di Legadue. Una scadenza che però sarebbe legata solo a un controllo finanziario operato dalla commissione che vigila sui bilanci delle società professionistiche sportive. La ‘deadline’ reale in materia di iscrizione ai tornei resta invece quella del 30 giugno (c’è tempo sino alle ore 18), con annesso il pagamento della fidejussione bancaria di 100 mila euro e della quota associativa annua di 20 mila euro, la produzione dei documenti che attestano la disponibilità a norma dell’impianto di gioco casalingo e molte altre pratiche burocratiche da sbrigare. (ap)".

martedì 16 giugno 2009

BASKETLIVORNO: OGGI LA FINE DI UN LUNGO CALVARIO

Alle ore 18 di oggi si terrà la riunione del consiglio d'amministrazione del Basket Livorno. Verrà deciso cosa fare e, escluso miracoli dell'ultim'ora, la decisione sarà quella di chiudere la saracinesca e concludere un lungo calvario. In merito alla questione postiamo un articolo del quotidiano "Il Tirreno": "LIVORNO. L’inizio della fine. La giornata di oggi potrebbe rivelarsi una di quelle date da ricordare per gli appassionati del basket livornese. Purtroppo, con tutta probabilità il 16 giugno 2009 non sarà inserito tra i souvenir felici. Anzi, potrebbe spiccare sul calendario come listato a lutto. Chi ama la palla a spicchi ad alto livello infatti dovrebbe riporre definitivamente ogni speranza di salvare il titolo di Legadue, attualmente detenuto dal Basket Livorno. L’assemblea dei soci in agenda per questo pomeriggio intorno alle 18 si profila come l’ultima tappa di un calvario durato ormai troppi anni. Dopo aver faticato per l’ennesima volta già solo per trovare le risorse necessarie all’iscrizione in extremis, conservando teoricamente la possibilità di partecipare al campionato di Legadue 2009-2010, la via crucis economica del sodalizio di via Pera sta per giungere tristemente al capolinea. La riunione odierna dovrebbe infatti ratificare ufficialmente la messa in vendita del titolo sportivo. Usare il condizionale è d’obbligo, anche se la speranza di un colpo di teatro in stile last minute è ridotto al lumicino. All’orizzonte invece salgono le quotazioni di una decisione sofferta, dolorosa ma apparentemente inevitabile. «Ad oggi, non ci sono novità di rilievo» preannunciava tristemente ieri Fabio Del Nista, numero uno dell’Asa, storico amico del basket e da anni prezioso supporto in materia di reperimento risorse per aiutare il club amaranto dei canestri. «Se le cose dovessero restare così, nonostante la riluttanza dello stesso sindaco Cosimi alla vendita del titolo, mi vedrò costretto a suggerire questa opzione ai soci - rivela con estrema sincerità Del Nista -. Purtroppo non possiamo più permetterci di seguire il cuore. Occorre una mentalità ragionieristica che ci permetta di salvaguardare la società dal fallimento. Coloro che si sono adoperati per il bene del club hanno fatto più del possibile, rimettendoci spesso anche di tasca propria. Non può essere rimproverato niente a nessuno: l’unica cosa necessaria era salvaguardare il titolo sportivo. Fatto questo, anche l’ipotesi dello scambio del titolo con una partecipazione futura alla A dilettanti resta utopistica: è vero che servirebbe la metà del budget attualmente necessario ma la cosa triste e che adesso a disposizione non ne abbiamo neanche un quarto». Se davvero non passasse la linea dello scambio (il canale di comunicazione privilegiato era quello con Verona, accompagnato potenzialmente da una sponsorizzazione di spessore nazionale), la messa in liquidazione della società diverrebbe quindi un passaggio scontato. «I club interessati all’acquisto restano sostanzialmente quelli noti» aggiunge Del Nista. Capo d’Orlando, già sulle tracce di Lumezzane e priva di di un titolo da scambiare, è una piazza tra le più gettonate. Andrea Puccini".

sabato 13 giugno 2009

BASKET LIVORNO: ADESSO LA SOCIETA' POTREBBE SPARIRE DEFINITIVAMENTE

E' ancora un pò caotica la situazione sul futuro della pallacanestro livornese. Fino a due giorni fa sembrava essere scontato lo scambio di titolo sportivi tra Livorno e due piazze interessate a rilevare il titolo di Legadue (Verona e Capo d'Orlando), poi il Sindaco di Livorno ha dichiarato di non voler mollare e cercare di provare di salvare la società andando alla ricerca di importanti interlocutori per reperire le forze economiche essenziali per andare avanti, ora si dice che nessuno può salvare la società e la società del Basket Livorno è destinata a sparire senza che avvenga lo scambio di titolo con un altrà piazza. In merito a questo argomento postiamo l'articolo del quotidiano "La Nazione" con firma di Lorenzo Gremigni: "Livorno. IL FILM del basket amaranto non è ancora finito. Il giallo però è vicino alla soluzione e non è difficile indovinarne l’esito. Titolo venduto, società chiusa a doppia mandata e come rappresentante del movimento al massimo una serie C. Certo, ci potrebbero essere ancora margini di manovra. Si dice che i dirigenti si stanno dando da fare per vedere di salvare il salvabile, ma che la soluzione del giallo possa essere positiva e diversa da quella descritta sopra è abbastanza utopistico. Intanto dopo la riunione a tre tra il presidente Tofani, Tamalio e il rappresentante del sindaco Cosimi, Fabio Del Nista, almeno un dubbio l’ha sciolto. Non ci sarà scambio di titoli con Verona per mandare la società scaligera in Legadue e recuperare Livorno alla serie A dilettanti, la vecchia B di Eccellenza. Ed è una soluzione preventivabile e logica perché il campionato di A dilettanti dove tutti i giocatori devono essere italiani costa più o meno quanto la Legadue perché i cestisti indigeni costano molto di più di quelli stranieri. Che sono tanti in cerca di ingaggio e spesso si accontentano al contrario di quelli nostrani. Insomma, se si dovesse trovare i soldi per fare la vecchia B di Eccellenza tanto vale fare un piccolo sforzo in più e giocare al piano di sopra. ED ALLORA? Allora non ci sono soluzioni, a meno di un miracolo dell’ultima ora che a questo punto, come ha detto a chiare note lo stesso Del Nista, e la società Basket Livorno è destinata a sparire. I debiti sono sempre rilevanti. Non solo ci sono da pagare ancora i dipendenti (tecnici, giocatori e staff dirigenziale), ma ci sono da ripianare anche i debiti con i fornitori. E probabilmente i 600 o 700.000 euro che si potranno acquisire con la vendita del titolo basteranno appena, se basteranno, a riportare in pari il bilancio e chiudere senza strascichi. C’è tempo fino al 22 giugno prossimo per cercare di salvare la società, ma il tempo è talmente scarso che non si capisce come ciò che non si è riusciti a fare in un anno intero possa essere fatto in meno di dieci giorni. A meno di quel miracolo di cui si parlava sopra. Insomma, Pala Algida chiuso per mancanza di protagonisti e dedicato interamente allo spettacolo e magari ai congressi o cose simili. E Livorno da capitale del basket che era negli anni ’80 con due squadre in serie A, tanti play-off disputati, un quasi scudetto e tre partecipazioni (due della Libertas e una della Pallacanestro) alle Coppe Europee relegata al ruolo di comparsa. E’ VERO CHE il basket è in crisi profonda in Italia, che anche il campionato di serie A interessa ormai poche piazze dato anche lo strapotere di Siena che ha un budget doppio se non triplo di ogni altra concorrente, che altre piazze storiche sono sparite dalla geografia della pallacanestro italica, ma la cosa lascia davvero una amarezza infinita e conferma che a Livorno imprenditori ce ne sono pochi e a quei pochi lo sport in generale e il basket in particolare non interessano se anche il calcio si è dovuto affidare ad un presidente di foravia per sopravvivere prima e ottenere grandi risultati poi. Diciamo allora che altre piazze che sono sparite a lungo dal basket d’elite hanno poi trovato la forza di riemergere. E’ accaduto a Caserta e Pesaro, a Venezia e Brindisi, sta accadendo a Verona. La speranza è che possa succedere anche a Livorno di non finire troppo a lungo nell’anonimato. La storia e la tradizione dello sport della palla a spicchi lo pretenderebbero. Intanto attendiamo la conclusione del film di cui l’esito, come detto, appare scontato. A meno del miracolo di cui si diceva. Che sarebbe accolto come una manna dal cielo.".

venerdì 12 giugno 2009

BASKET LIVORNO: IL SINDACO ALLUNGA L'AGONIA

Ieri tutti davano per ceduto il titolo sportivo del Basket Livorno. Tutti i quotidiani locali riportavano le trascrizioni delle dichiarazioni del delegato del Sindaco di Livorno per la questione basket in cui si dava per finita, di nuovo, l'avventura della pallacanestro di vertice nella nostra. A sorpresa stamani, rileggendo le pagine dei quotidiani locali, il primo cittadino dichiara di non volere rinunciare alla permanenza del titolo sportivo a Livorno e allunga l'agonia di una società che, si voglia o no, è arrivata al capolinea sovrastata dai debiti e dalla cattiva gestione. In merito postiamo oggi l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" con firma di Renzo Marmugi: "LIVORNO. La situazione è drammatica, ma Basket Livorno ha ancora una minima chance di sopravvivere. «Il malato è nel polmone d’acciaio - dice il sindaco Cosimi con una metafora presa in prestito dalla sua professione - entro tre-quattro giorni sapremo come andrà a finire questa vicenda. Devo incontrare delle persone, prima di decretare la morte della società di Legadue vogliamo ancora giocarsi un’ultima possibilità». Le parole di Alessandro Cosimi arrivano nell’intervallo di Livorno-Grosseto, dopo l’ennesimo incontro con Fabio Del Nista, il suo uomo di fiducia nella vicenda palla a spicchi. La giornata. Si erano già parlati al mattino per uno scambio di opinioni, si sono rivisti nel pomeriggio dopo aver riflettuto sulle ultime cartucce da sparare prima di andare al funerale della società di Legadue. Alessandro Cosimi aveva preso alcune informazioni e in lui si è rafforzata l’idea che autoretrocedersi nel campionato di A dilettanti non avrebbe molto senso, anche perché per competere nella ex B1 a un livello decoroso servono almeno 7-800mila euro di budget, e allora tanto vale alzare l’asticella della sfida provando (ma l’impresa appare disperata) a riallacciare i contatti con quel gruppo imprenditoriale che sembrava interessato a mettersi al timone della società anche in Legadue. Così mercoledì 17 giugno Fabio Del Nista andrà in missione per un incontro fondamentale, in un senso o nell’altro. Niente A dilettanti. Il paziente lavoro di Antonio Tamalio aveva portato Livorno nel mirino di alcuni club interessati ad acquisire i diritti di Legadue, con Verona in pole position (ma ci sono anche Capo d’Orlando, Sant’Antimo, Lumezzane) e la possibilità di portare qui un “pass” per partecipare alla ex serie B d’Eccellenza, ridenominata A dilettanti. Per regolamento le fusioni sportive sono possibili solo tra regioni confinanti (le cosiddette macro-regioni), ma il consiglio federale ha recentemente approvato una postilla che prevede una deroga del governo della stessa Fip allo scopo di salvaguardare piazze storiche. Il divieto, dunque, si potrebbe aggirare chiedendo al consiglio federale di dare una mano alla tradizione di Livorno, però chi si assumerebbe l’onere di gestire la nuova società e di farla camminare con le proprie gambe? I vari club cittadini esistenti non sembrano avere l’interesse, né le spalle larghe per poterlo fare, allora in Cosimi e Del Nista è maturata un’idea precisa: Legadue o morte. Il CdA. Dopo l’incontro in Comune il presidente di Asa è andato in via Pera per il consiglio di amministrazione di Basket Livorno, un passo formale necessario per convocare (martedì prossimo) l’assemblea dei soci del club, chiamata a deliberare la messa in vendita del titolo e la liquidazione della società stessa. Valterio Castelli difficilmente ci sarà (ha ceduto la sua fetta di azioni, il 60%, a una società del suo gruppo), ma anche se si è chiamato fuori a dicembre 2008 ognuno risponde per gli atti firmati personalmente - specialmente quando si tratta del presidente - quindi potrebbe nascere un braccio di ferro anche su questo punto, con ripercussioni tutte da valutare. Il passivo del bilancio non è uno scherzo, anche perché si porta dietro la palla al piede delle gestioni precedenti e i 6-700mila euro ricavati dalla cessione dei diritti di Legadue (il termine scade il 22 giugno) sarebbero una goccia nel mare dei debiti. Brutta storia, speriamo solo che mercoledì Del Nista riesca a fare il miracolo. (re.mar.)".

giovedì 11 giugno 2009

LIVORNO: ADDIO AL BASKET, AL PALALIVORNO CI ANDREMO A VEDERE LE PARTITE DI "PINGOZZO"

Non è ufficiale ma poco ci manca. Gli appassionati della pallacanestro a Livorno dovranno dire addio di nuovo al basket di vertice dopo quel lontano 1994 quando l'allora società nata dalla fusione tra Libertas e Pallacanestro Livorno venne radiata dal panorama cestistico nazionale.
Oggi si riunirà il consiglio d'amministrazione del Basket Livorno che dovrà decidere solo a chi cedere il titolo sportivo. Dovrà essere solo vagliata l'offerta più alta in modo tale da ripianare tutti i debiti, pagare gli stipendi arretrati a giocatori, e chiudere bottega.
Ci eravamo illusi, anche con gli articoli "postati" qui dei quotidiani locali, visto che era stata chiamata in causa un fantomatica cordata toscana pronta ad entrare in società.
Questa mattina invece, andando in scooter per la città, ci siamo imbattutti su una locandina in partitacolare, quella del "Corriere di Livorno". La locandina riportava la notizia della cessione del titolo sportivo e quindi la fine, di nuovo, della pallacanestro di vertice.
Rimaniamo senza parole, delusi da tutti coloro che si sono mossi visto che ci avevano illusi, delusi da tutti quegli imprenditori labronci che si sono dimostrati di nuovo avari, tirchi e senza cuore nei confronti di una tradizione cestistica che ha portato a chiamare la "Capitale del Basket" la nostra città negli anni'80.
Una tradizione che viene nuovamente stracciata e gettata in un cestino in una delle stanze della sede di via Pera. Una sede che era nata per dare lustro ad una parte della città, la sponda Libertas, e che invece ha visto già un fallimento e che, quasi sicuramente, ne vedrà un altro.
Ora non resta che aspettare oggi per sapere la verità sul futuro: cessione del titolo a Verona o a Capo d'Orlando.