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giovedì 17 settembre 2009

LA BASKETCITY SOMMERSA

Tutti si ricordano dei titoli che venivano dati alla nostra città durante gli anni '80 tra i quali quella di "Capitale del Pallacanestro Italiana" e veniva soprannominata anche la Basket City italiana perché aveva due squadre nel massimo campionato che davano spettacolo.
Domani e dopo-domani si terrà il XVI Trofeo città di Livorno, un quadrangolare che, da parecchi anni, tiene a battesimo il basket livornese. Le formazioni partecipanti saranno l'US Livorno Basket (società organizzatrice), la Libertas Liburnia Livorno, il Basket Piombino ed il Sei Rose Rosignano. Ma la notizia nella notizia è che si terrà, nella seconda semifinale che si giocherà venerdì 18 alle 21.15, il derby tra US Livorno Basket e Libertas Liburnia Livorno. Adesso vi domanderete: che c'è di così eccezionale in una stracittadina tra due squadre livornesi dei campionati minori visto che, anche in passato, ce ne sono stati un numero infinito? La novità è che questo due formazioni sono diventate la prima (Libertas Livorno) e la seconda (US Livorno Basket) formazione maschile cittadina dopo la scomparsa in estate della società del Basket Livorno. Un pò ccome rivivere i vecchi fasti quando, ad essere la prima squadra era la Libertas e la seconda la Pallacanestro Livorno (o viceversa a seconda della serie), quando ad affrontarsi erano due squadre nelle massime serie della pallacanestro italiana.
Non è la stessa cosa, nessuno lo nega, ma sognare un pò non è male visto i danni che sono stati fatti alla pallacanestro italiana in questi anni.

mercoledì 16 settembre 2009

ECCO LA LOCANDINA DEL TORNEO

Ecco la locandina del XVI Trofeo città di Livorno che si svolgerà il prossimo fine settimana, venerdì 18 e sabato 19, al palaCosmelli di via Allende.


Le squadre che parteciperanno al torneo saranno, l'US Livorno Basket (serie C regionale - società organizzatrice), il Sei Rose Rosignano (serie C regionale), la Libertas Liburnia Livorno (serie C dilettanti) e il Basket Golfo Piombino (serie C dilettanti).


Le semifinali si svolgeranno venerdì 18 e le finali sabato 19.
Il programma sarà il seguente:
venerdì alle ore 19.15 la prima semifinale:
Basket Golfo Piombino v Sei Rose Rosignano
venerdì alle ore 21.15 la seconda semifinale:
US Livorno Basket v Libertas Liburnia Livorno
Sabato, invece, le finale si svolgeranno alle ore 19.15 quella per il 3° ed il 4° posto ed alle 21.15 la finalissima per il 1° ed il 2° posto.

lunedì 14 settembre 2009

FINE SETTIMANA CON LA PASSIONE DELLA PALLACANESTRO

Sarà un fine settimana di passione per la pallacanestro quello che andrà in scena il prossimo weekend. Infatti, il 18 ed il 19 settembre, si svolgera il consueto torneo "Città di Livorno" che quest'anno è arrivato alla sedicesima edizione.
Il trofeo nasce nel lontano 1994 su idea dei dirigenti dell'US Livorno Basket, dopo gli anni della sinergia che all'epoca allontanarono il grande basket dalla nostra città. La società riusci ad organizzare grandi tornei fino al 1997 quando, vista l'assoluta mancanza di interessa sia da parte degli sponsor sia da parte del pubblico, venne deciso di modificarlo con società partecipanti ai tornei di serie C o di serie D regionale.
Quest'anno, come è già successo lo scorso anno, i dirigenti amaranto hanno deciso di far partecipare al torneo formazioni di serie C dilettanti e di serie C regionale. Oltre all'US Livorno Basket (società organizzatrice dell'evento e militante in serie C regionale), ci sarà anche la Libertas Liburnia Livorno (serie C dilettanti), il Basket Piombino (serie C dilettanti) e il Sei Rose Rosignano (serie C regionale).
Possiamo ben dire che è presente tutta la pallacanestro della costa livornese (Basket Cecina a parte che milita in serie B2) e pensiamo che queste società porteranno al torneo un livello di gioco competitivo.
Come già detto il torneo si svolgerà venerdì 18 e sabato 19 al palaCosmelli con i seguenti incontri: le semifinali saranno alle 19.15 Basket Piombino v Sei Rose Rosignano, alle 21.15 sarà la volta dell'altra semifinale, il derby tutto livornese tra US Livorno Basket e Libertas Liburnia Livorno. Le finali si svolgeranno sabato: quella per il 3° ed il 4° posto alle ore 19.15 e quella per il 1° ed il 2° posto alle 21.15.

venerdì 11 settembre 2009

WOMEN LIVORNO: SE IL BUONGIORNO DI VEDE DAL MATTINO...

Sembra ormai una frase retorica ma, per l'argomento che ci accingiamo a trattare, si collima con precisione.
Se il buongiorno si vede dal mattino...questa sarà un ottima annata per la formazione della Women Livorno.
Le ragazze guidate da coach Cinzia Piazza hanno infatti conquistato due vittorie nelle prime due amichevoli giocate contro la formazione della Virtus La Spezia.
La prima vittoria è avvenuta sabato 5 settembre con il punteggio di 93-56 nell'amichevole giocata a Livorno la palaMacchia.
La seconda vittoria è, invece, arrivata in casa della Virtus Spezia mercoledì 9 settembre con il risultato di 69-51.
Due vittorie che danno un unico risultato: che la concentrazione mentale è quella giusta per affrontare la nuova stagione anche se manca ancora una giocatrice che potrebbe portare ancora più sostanza alla squadra labronica, Crystal Kelly che sta ritardando in suo arrivo all'ombra dei quattro mori perché sta andando avanti ancora l'avventura della sua Detroit nella Wnba.

martedì 8 settembre 2009

I PERSONAGGI LIVORNESI - GINO NATALI: UN PICCOLO PASSATO ALL'OMBRA DEI QUATTRO MORI




Gino Natali ieri e Gino Natali oggi. Tutti oggi lo conoscono come dirigente sportivo ma Gino Natalia ha avuto anche un passato d cestista soprattutto a Livorno dove si è imposto come giovane promessa.


In queste foto possiamo vederlo in azione con la maglia n. 4 della Libertas Livorno nello storico primo palazzetto di via Allende (soprannominato oggi il "palazzettino"), e nei panni da dirigente nel giorno della sua presentazione nel 2002 all'Olimpia Milano.


Alla Libertas Livorno è arrivato da Montecatini (città dove tra l'altro è nato nel 1950) dove lo ha scoperto un certo Gianfranco "Cacco" Benvenuti.


Con la maglia della gloriosa formazione livornese al suo primo anno diviene subito capocannoniere con 299 punti e dando un contributo pesantissimo alla promozione della Libertas in serie A. L'anno successivo, purtroppo, la Libertas retrocede di nuovo in serie B e lascia Livorno per approdare a Genova.


Resta comunque uno dei giocatori di un certo livello passati dalla nostra città e che ha dato lustro a tutta la pallacanestro italiana prima come giocatore poi come dirigente.



lunedì 7 settembre 2009

QUALCUNO SI RICORDA DI QUEL LONTANO 27 MAGGIO 1989

Quest'anno è stato l'anno (scusate il gioco di parole) della ventesima ricorrenza della finale scudetto. Per l'esattezza il 27 maggio di quel lontano 1989 si disputò gara 5 della storica finale scudetto tra Enichem Livorno e Philips Milano.
Al di là delle differenze di fede cestistica (libertassini o piellini), 20 anni fa la pallacanestro livornese ha raggiunto il momento più alto della sua storia. Una finale scudetto per una realtà come la nostra è stato sicuramente un evento epocale.
Purtroppo non tutti sono dello stesso avviso. I media locali (i giornali e le televisioni) sembrano esserlo dimencato. Gli unici a ricordarlo sono stati due siti internet (uno il nostro http://www.ilbasketlivornese.it/, l'altro è quello che parla di sport livornese: http://www.sportamaranto.it/), un blog sul quale scrivono anche giornalisti di altissima fama coma Oscar Eleni (nuovoindiscreto.blogspot.com) e poi basta.
Fortunamente c'è stata Rai Tre che venerdì 28 agosto ha mandato in onda, all'interno della trasmissione televisa "Sfide All'ultimo Respiro", uno speciale di 10 minuti sull'evento.
Ci sono state le interviste a tutti i protagonisti: Andrea Forti, Alessandro Fantozzi, Roberto Premier e Gianni Decleva; tutte le immagini di quel caldissimo pomeriggio di primavera.
Ora mi domando: ma come mai a Livorno abbiamo la tendenza a dimenticare i grandi eventi del passato della pallacanestro livornese. Ogni volta che qualcuno lo fa viene, come si dice dalle nostre parti, "rimangiato panni e tutto" dagli esperti che seguono il settore. Ricordare gli eventi importanti per uno sport che a Livorno è più di una tradizione, non vuol dire essere retorici e non guardare mai al futuro. Vuol dire essere orgogliosi del passato, che il passato può servire per creare un futuro con basi solide (sia economiche che societarie), che per questo motivo non deve essere cancellato come un file dalla memoria del computer.

venerdì 28 agosto 2009

STASERA SU RAI 3 UNO SPECIALE SULLA FINALE SCUDETTO TRA ENICHEM LIVORNO E PHILIPS MILANO

Sono passati 20 anni da quel lontano 27 maggio 1989 quando, in un pomeriggio torrido di primavera, in un palasport che sfiorava le temperature torride del deserto, si svolgeva gara 5 della finale scudetto tra Enichem Livorno e Philips Milano.
Non avevama ricordato l'evento lo scorso 27 maggio con un video speciale. Questa sera, invece, sarà il canale televisivo di Rai 3 a ricordare lo storico evento che ha segnato il basket italiano ed in particolar modo il basket livornese.
Lo speciale sulla finale più discussa della pallacanestro italiana verrà mandato in onda alle ore 23.50 nel corso del programma "Sfide All'Ultimo Respiro" che ripercorre i momenti più salienti dello sport italiano.
Non ci resta che sintonizzare il televisore alle ore 23.50 su Rai 3 e stare svegli per ricordare momenti epici dello sport livornese.

martedì 25 agosto 2009

SERIE C DILETTANTI: IL 26 SETTEMBRE AL VIA LA NUOVA STAGIONE

Prenderà il via il 26 settembre la nuova stagione 2009/2010 del campionato di serie C dilettanti. Un campionato che vedrà sicuramente protagonista la formazione della Libertas Livorno. Per la Libertas Livorno sarà un anno molto particolare perché, dopo il fallimento e la messa in liquidazione del Basket Livorno, è tornata a diventare la prima società di pallacanestro maschile di Livorno. Non accadeva dal lontano 1989 quando l'allora Libertas Livorno, sponsorizzata Enichem, aveva conquistato il primato cittadino ai danni degli storici rivali "piellini" visto che la Pallacanestro Livorno era appena retrocessa dalla serie A1 alla serie A2.
Ma non sarà l'unica novità in casa gialloblù di questo nuovo campionato di serie C dilettanti. Infatti le altre due "nuove" sono il cambio di campo di gioco, dal palaMacchia al PalaCosmelli, ed il cambio di sede, dalla palestra Gemini/D'Alesio di Coteto alla palestra di via Pera. Quest'ultima novità ha un grandissimo peso visto che possiamo dire che si tratta di un ritorno al passato visto che qui ha avuto sede la vecchia e gloriosa Polisportiva Libertas Livorno.
Tante novità per un campionato che vedrà partire la Libertas in trasferta sabato 26 settembre, alle ore 21.15, contro la Pallacanestro Monsummano Terme. Il primo incontro casalingo si terrà nella giornata successiva, la seconda del girone d'andata, al palaCosmelli sabato 3 ottobre alle ore 19.15 contro la Pallacanestro 2000 Prato.

giovedì 20 agosto 2009

SECONDO CAMPIONATO CONSECUTIVO PER LE WOMEN LIVORNO IN SERIE A1 FEMMINILE

Sarà il secondo campionato consecutivo di serie A1 femminile quello che appresterà a disputare la formazione della Women Livorno.
Un campionato molto importante sotto moltissimi punti di vista. Ma quello che risale più agli occhi è che la formazione femminile si troverà a dover portare l'etichetta di prima squadra cittadina. Un titolo che è sempre stato accostato alle formazioni maschili labroniche e che quest'anno vedrà, per la prima volta nella storia, una formazione femminile a vestirne i panni.
E' un onore pesantissima per una città come la nostra che vanta dei grandissimi trascorsi e che, per la seconda volta in pochi anni, si trova a non avere una prima squadra maschile nei massimi campionati professionistici nazionali.
Una situazione al quanto strana che trova invertite le tradizioni e che porterà a puntare gli occhi di moltissimi appassionati della palla a spicchi sulla formazione della Women Livorno.
Una formazione giovane che è nata solo lo scorso anno dalla fusione della vecchia squadra femminile livornese la Girls Basket Livorno (erede a sua volta della formazione dell'Acli Base) con quella di La Spezia, ma che ha alle spalle un bagaglio tecnico di non poco conto e che quest'anno punta a fare bene in un campionato per niente facile.
Noi, come moltissimi altri appassionati di questo sport, seguiremo con molta attenzione tutta la stagione nella speranza di vedere che la squadra del presidente Bottoni e di coach Cinzia Piazza onori il meglio possibile la tradizione di uno sport che a Livorno e molto più che di casa.

martedì 18 agosto 2009

CHE TRISTEZZA!!!

In questi giorni, quando mi sveglio la mattina verso le 7, mi capita spesso di accendere la televisione e di sintonizzarla su Telegranducato, una televisione locale.
A quell'ora la storica emittente televisiva livornese trasmette il "TG Runner" con notizie in continua rotazione.
Le prime notizie riguardano la politica, la cronaca, l'economia e poi man mano che la trasmissione va avanti vengono proposte news su spettacoli, cultura e chi più ne ha più ne metta.
Poi arriva l'ora dello sport. Il re delle notizie sportive è il calcio con tutte le novità sul Livorno Calcio, poi arrivano le ultime sul Pisa Calcio, e poi???... Dovrebbe esserci la pallacanestro ma, noi livornesi ci siamo abituati troppo bene molto probabilmente, lo sport che ha dato lustro alla città di Livorno, è scomparso dal palinsesto. Di certo la colpa non è dei giornalisti di Telegranducato che ogni giorno compiono egregiamente il loro lavoro, ma di tutti coloro che, dagli imprenditori agli esponenti dell'amministrazione locale, hanno fatto in modo che la palla a spicchi amaranto vennisse cancellata dalla cartina geografica della pallacanestro che conta.
Ci sono squadre nelle serie miniori, questo è vero, ma non hanno quel richiamo che poteva avere un campionato di LegaDue.
Il tutto ci mette molta tristezza ed il solo fatto di non vedere e ascoltare notizie di un certo spessore, come l'ingaggio del nuovo allenatore, l'arrivo di un nuovo sponsor, tutte le mosse di mercato sui giocatori italiano o stranieri, rende ancora più pesante la scomparsa di una squadra livornese dalle massime serie professioniste nazionali.
Ora Livorno ha la prima squadra maschile in serie C dilettanti, la vecchia serie C1, e tutta la città, dagli imprenditori ai poteri forti, deve lavorare per creare in futuro una base seria e competitiva ai massimi livelli.
Gli appassionati labronici non hanno fretta perché sono consapevoli del fatto che la crisi economica ha colpito tutti i settori e trovare le risorse finanziare è molto difficile.
Quindi non resta che rimboccarsi le maniche, piegare la testa verso il basso e lavorare duro per risanare un movimento, trovare le risorse economiche giuste e non fare il passo più lungo della gamba perché il passato, anche recente, ci ha insegnato che non si deve fare.

venerdì 14 agosto 2009

LA RINASCITA RIPARTE DAL BASSO

Bene! Bene! ed ancora bene! Finalmente arrivano buona notizie dalla pallacanestro livornese. Dopo quelle negative d'inizio estate con la scomparsa della prima società maschile livornese del Basket Livorno, con la conseguente messa in liquidazione, ora arrivano le notizie positive.
In particolar modo le buone notizie riguardano la formazione dell'US Livorno Basket. Gli amaranto infatti sono stati ripescati in serie C regionale dopo che lo scorso anno lasciarono la categoria immeritatamente dopo aver perso gli spareggi playout.
Ora l'Unione diventa la seconda squadra livornese dopo la Libertas Liburnia Livorno.
Non resta che augurare a tutti i componenti della società i migliori auguri per la prossima stagione.

lunedì 3 agosto 2009

SERIE A1 FEMMINILE: USCITO IL CALENDARIO DELLA NUOVA STAGIONE PER LE WOMEN LIVORNO

E' uscito il calendario della nuova stagione della serie A1 femminile dove milita la formazione della Women Livorno. Ecco come commenta il giornale "Il Tirreno" in questo articolo che oggi postiamo: "LIVORNO. Inizio campionato da pelle d’oca per le biancorosse delle Women Livorno. Venezia e Taranto, due delle regine del basket femminile, saranno infatti i primi due ardui ostacoli che le labroniche si troveranno sul loro cammino, nella prossima regular season di A1, al suo esordio il giorno 11 ottobre nell’opening day di Roma.Per il secondo anno consecutivo scelta come palcoscenico di questa grande manifestazione di apertura che congloberà in un unico giorno tutto il basket femminile nazionale.«In assoluto, con sole dodici squadre - commenta l’head coach Cinzia Piazza - non ci sono matricole e quindi tutte possono fare paura. Se poi escludiamo le tre o quattro super favorite (la detentrice dello scudetto Taranto, Venezia, Schio e Faenza), credo che siamo tutte allo stesso livello, anche un Napoli che, partito per fare un squadra giovane, sta invece rivedendo la sua situazione mettendo in piedi un roster di tutto rispetto».La formula è leggermente cambiata rispetto a ciò che la Federazione aveva annunciato a fine scorso campionato.«In effetti - continua Piazza - siamo tornati alle origini, con i playoff riservati alle prime otto classificate ed i playout alle restanti quattro. Si parla di una sola retrocessione e una sola promozione dalla A2, ma tutto sommato credo che per la stagione 2010-2011 si tornerà a una regular season a 14 squadre».Confermato anche l’opening day di scena a Roma il prossimo 11 ottobre, e che dunque vedrà le Women opposte al forte Venezia.«Non è certo l’esordio ottimale, ma al tempo stesso la cosa ci può dare quella carica giusta. Giocare contro una signora squadra come appunto Venezia, che tra l’altro ha deciso di concentrarsi esclusivamente al campionato rinunciando all’Eurolega (delle italiane solo Taranto e Schio saranno presenti, ndr), non potrà che essere un incentivo».Quando inizieranno le grandi manovre in casa biancorossa con il nuovo roster?«Il raduno è fissato per il pomeriggio del 25 agosto. Saranno tutte presenti (i neo arrivi Carpreaux, Buzzanca, Sarti, Vujovic e Willis, le confermate Balestra, Buccianti, Mariani e le attestate giovani Diene, Giari e Tringale) escluso la sola Kelly che si unirà al gruppo solo a settembre inoltrato. La preparazione ufficiale prenderà il via il 26 agosto con doppie sedute giornaliere, la mattina presso il centro Coni con il preparatore atletico Dino Serretti e il pomeriggio in palestra con la sottoscritta ed il mio assistente Luca Castiglione».Dunque, calendario alla mano, dopo i già citati primi due incontri proibitivi, con Venezia che si giocherà a Roma, e la domenica 18 ottobre nell’esordio casalingo al PalaMacchia le biancorosse saranno ospiti di quel Basket Napoli, sulla carta fino ad oggi, la formazione meno pericolosa di tutto il gruppo.Quindi si tornerà a giocare in casa per due turni consecutivi, con due big, le siciliane di Priolo e le venete di Schio. Sarà dunque la volta di Parma, e ancora PalaMacchia con il temibile Pozzuoli. Trasferta insidiosa in terra umbra in casa di Umbertide, squadra altamente organizzata e con tutte le più serie intenzioni di disputare un campionato da protagoniste. Si passa così al mese di dicembre. Faenza sarà ospite delle labroniche, poi ci sarà lo scontro esterno a Como e la prima parte della regular season, per le Women, si chiuderà, con il match dal sapore di scontro diretto con il Geas Sesto San Giovanni.Dopo la sosta per le vacanze natalizie, che prenderà il via il 20 dicembre, si tornerà in pista il 10 gennaio con il girone di ritorno e quindi l’incognita di dove verrà giocata la prima giornata. Incognita che si svelerà solo dopo l’opening day, visto che le squadre perdenti saranno le ospitanti del match di ritorno. Donatella Domenici".

mercoledì 29 luglio 2009

QUALCUNO SI RICORDA DI RUDY HACKETT???


Qualcuno si ricorda del grande Rudy Hackett? I tifosi della Libertas Livorno sicuramente.
Rudy Hackett (nelle foto con la maglia della gloriosa società livornese) è stato per una stagione la spalla di quel grandissimo Abdul Jeelani nel campionato 1981/82.
Adesso il figlio di Rudy Hackett, Daniel, nato in Italia ma cresciuto cestisticamente nel campionato universitario americano (NCAA), dopo aver messo da parte per il momento le sue ambizioni di giocare tra i professionisti americani (NBA), quest'anno indosserà la maglia della Benetton Treviso disputando il suo primo campionato italiano.
La curiosità su come giocare nel massimo campionato nazionale c'è tutta e, nonostante che Livorno non sia presente più nel panorama cestistico che conta, noi cerchermo si seguirlo per vedere come si comporta il figlio di un grandissimo giocatore che ha vestito la maglia di una squadra livornese.


mercoledì 22 luglio 2009

ADESSO RIPARTIAMO DA ZERO

Appena archiviata la breve avventura del Basket Livorno nel cassetto dei ricordi, la pallacanestro livornese si interroga immediatamente su quale futuro avrà il movimento cestistico labronico. La pallacanestro femminile è ai massimi livelli dopo oltre 50 anni con una società, la Women Basketball Livorno, che ha disputato il massimo campionato rosa (la serie A1 femminile) ed ha appena rinforzato il proprio organigramma con l'ingaggio di importanti giocatorici.
Il problema è nella pallacanestro maschile che deve ripartire, per la seconda volta nella propria storia, dalle serie minori. La prima squadra che è rimasta a rappresentare gli uomini labronici è la Libertas Liburnia Livorno che quest'anno si troverà a disputare la seconda stagione consecutiva in serie C dilettanti.
Ma il movimento è in continuo fermento e può vantare oltre alla Libertas in serie C dil. anche cinque squadre nella serie D regionale e molte altre splamate nelle restanti serie minori.
La brace c'è ma manca quella fiammella per far riaccendere la passione a tutti gli sportivi livornesi. E' difficile, questo lo sappiamo, perché, visto anche le ultime esperienze con il calcio ed il basket nella massima serie è difficile che riescano a convivere per parecchio tempo. Comunque bisogna essere consapevoli del fatto che Livorno ha fatto la storia della pallacanestro italiana per moltissimo tempo, a Livorno si giocava già prima della guerra, a Livorno è nata la pallacanestro italiana con importanti personaggi che sono passati dalla nostra città per andare a fare visita ai grandi maestri della pallacanestro statunitense nella vicina base di Camp Darby, a Livorno sono nati molti di coloro che hanno fatto la storia della pallacanesro italiana, a Livorno hanno giocato molti grandi campioni, insomma Livorno è stata una delle grandi capitali della pallacanestro italiana.
Gli imprenditori locali lo hanno un pò dimenticato e hanno preferito sostituire lo sport inventanto dall'esimio prof. James Naismith al più popolare gioco del calcio. Livorno è degna di avere una squadra nelle massime serie professionistiche per questo motivo bisogna ripartire da zero, senza fare il passo più lungo della gamba, andando a vedere periodicamente quale sono le risorse economiche da poter utilizzare ogni anno stando con i piedi per terra e non credere nelle promosse che vengono fatte da qualsiasi personaggio che orbita nel mondo della palla a spicchi. L'orgoglio e la ricchezza umana ci sono, adesso mancano i fatti che speriamo con il tempo arriveranno.

martedì 21 luglio 2009

BASKET LIVORNO: ANCHE LA FIP HA CONFERMATO LA FINE DELL'AVVENTURA

Ecco il comunicato ufficiale, da parte del Consiglio della Federazione Italiana Pallacanestro, con cui viene confermato l'esclusione dai campionati professionistici della società del Basket Livorno. A fare compagnia alla tradizione livornese c'è anche quella di una metà di Bologna, la Fortitudo, che ha subito la stessa sorte della società amaranto: "20/07/2009 10:25 - Il Consiglio Federale della Fip riunito a Roma il 17 e 18 giugno 2009, ha deliberato l’ iscrizione delle squadre aventi diritto a partecipare al campionato di Legadue 2009-2010 e l’esclusione delle società Fortitudo Pallacanestro Bologna e Basket Livorno. Il Consiglio Federale, in base a questa decisione , ha deliberato la riapertura dei termini per presentare domanda di ammissione al campionato di Legadue 2009-2010. Le squadre interessate a essere ammesse al prossimo campionato, secondo l’art. 104 del Regolamento Esecutivo della Fip, e in possesso dei requisiti richiesti, dovranno presentare domanda alla Legadue, entro martedì 21 luglio 2009 alle ore 18.".

martedì 14 luglio 2009

BASKET LIVORNO: A VUOTO L'ASSEMBLEA PER LA LIQUIDAZIONE DELLA SOCIETA'

Doveva tenersi ieri sera, presso lo studio del notaio Mario Miccoli, l'assemblea che doveva decretare la messa in liquidazione della società e la definitiva chiusura della società del Basket Livorno.
Si sono presentati solo due membri del pacchetto societario che amministrava la società di via Pera. A presentarsi sono stati la Livorno Sport che detiene il 5% delle quote e l'imprenditore empolese Polini che ha in possesso il 10%.
L'ex presidente ed possessore del pacchetto di maggioranza della società, Valterio Castelli (che detiene il 60%), e colui che l'ha sostituito alla guida del Basket Livorno Partizio Tofani (che ha il 25%), infatti non si sono presentati facendo mancare così il quorum necessario perché la riunione prendesse il via.
Ora l'assemblea, secondo quanto stabilisce lo statuto che prevede un preavviso di otto giorni per la convocazione della riunione, dovrebbe tenersi verso il 23-25 luglio.
Ora dovrebbe venire fuori il buonsenso e l'orgoglio soprattutto per coloro che, come l'ex presidente Valterio Castelli, ha campionato in corso hanno mollato la barca lasciando che affondasse, un pò come fece il proprietario del Titanic che si finse passeggero e mollò la gloriosa nave salvandosi la vita.

lunedì 13 luglio 2009

ACCORDO STORICO TRA LIBERTAS E PIELLE LIVORNO

Non è accaduto nemmeno ai tempi della fusione quando le due storiche società della Polisportiva Libertas Livorno e la Pallacanestro Livorno riunirono sotto un unico nome le due prime squadre, ma è successo adesso. La Libertas Liburnia Livorno (società erede della vecchia Polisportiva Libertas) e l'A.S. Pielle Livorno (erede della vecchia e gloriosa Pallacanestro Livorno) infatti hanno deciso di creare un'unica squadra giovanile per affrontare la categoria under 19 d'Eccellenza mentre ai tempi della fusione i due settori giovanili rimasero distinti. Non si tratta di una fusione, come accadde in quella maledetta estate del 1991, ma di una collaborazione per risanare il settore giovanile livornese con l'obiettivo di cercare di ricreare quei campioncini che tanto hanno dato alla pallacanestro labronica. Ma vediamo in specifico che cosa succede in questo articolo che oggi postiamo del quotidiano "Il Tirreno" con firma di Andrea Puccini che entra in modo più significativo nell'argomento: "LIVORNO. Comporre una formazione competitiva a livello di under 19 d'Eccellenza, per tornare protagonisti. Magari sino al traguardo conclusivo della stagione costituito dalle finali nazionali di categoria. Questo l'obiettivo dell'accordo quasi storico stipulato da Libertas e Pielle.Chiamatela collaborazione, partnership, unione di forze o come volete. L'iniziativa messa in campo a sostegno dei rispettivi settori giovanili e del movimento cestistico livornese in generale è però ben lontana da quella maledetta «sinergia» dell'estate del '91. «In questo caso si tratta piuttosto di un'alleanza competitiva, grazie alla quale intendiamo lanciare un messaggio antidepressivo ai moltissimi appassionati di basket a Livorno. Questo sport è ancora vivo e vegeto: la dimostrazione è la fervida attività di due realtà, ben distinte ma unite dal minimo comune denominatore della passione messa quotidianamente in palestra da circa 500 ragazzi e dai loro istruttori».All'indomani dell'uscita di scena del Basket Livorno questo è quanto ha voluto precisare Giovanni Pardini, neo numero uno della Libertas da pochi giorni. Seduti al suo fianco, durante la conferenza stampa tenuta ieri al primo piano di quella che è stata sino a qualche giorno fa la sede della Bielle amaranto in via Pera, anche un tandem di ex giocatori. Il direttore sportivo gialloblù Massimo Giusti e l'attuale presidente factotum della Pielle Manolo Burgalassi: gente che dal vivo, seppur su sponde opposte, ha condiviso sul parquet l'esperienza indimenticabile dell'escalation del basket labronico.«Conserviamo un valore aggiunto come la sana rivalità delle prime squadre - prosegue Burgalassi - Sino a qualche anno fa, quando la concorrenza era ancora più agguerrita (alle finali tricolori accedevano solo le migliori otto, adesso sono il doppio) la pallacanestro livornese saliva ogni anno alla ribalta proprio grazie alle selezioni giovanili. Il target quindi sarà affacciarsi nuovamente a palcoscenici di tale portata. Ma non recluteremo talenti già formati da oltre confine: non abbiamo né la disponibilità ma neanche l'intenzione di operare in questo modo. Preferiamo dare possibilità e risalto a talenti nostrani, prodotti direttamente dai nostri vivai. Ad eccezione di Tommy Fantoni, è da troppo tempo ormai che un livornese puro non arriva a grandi livelli».
La collaborazione, già avviata negli anni scorsi con qualche scambio di ragazzi per colmare eventuali lacune nei vari roster (vedi i classe '93- '94), sale quindi di livello. I più maturi tra i nati nel '91 di entrambi i vivai affronteranno il torneo d'Eccellenza sotto la guida di coach Marco Pistolesi e le insegne della Triglia di via Cecconi (anche se lo scambio di nome dovrebbe procedere a rotazione), il resto assieme ai più giovani di un anno comporranno un altro gruppo Libertas, partecipante al campionato open. A conferma della bontà dell'operazione poi, c'è anche un precedente felice che zittirà i nostalgici ortodossi. «Ho vissuto in prima persona un'esperienza del genere. All'epoca dei cadetti, giocai una stagione con una squadra piellina. Assieme a me c'erano ragazzi come Bertolini e Paoli, mentre Vortici e Filoni ad esempio fecero un percorso inverso - è l'aneddoto dell'ex play Libertas Giusti, pronto a rassicurare a qualche purista che aveva già storto il naso - una tappa della mia carriera che portò fortuna: già l'anno seguente venni inserito nel team di serie B»
."

giovedì 9 luglio 2009

ECCO COSA DICE SUPERBASKET SULLA SCOMPARSA DELLA PALLACANESTRO LIVORNESE

Questa settimana è uscito il nuovo numero di SuperBasket, periodo specializzato che gli appassionati di questo sport conoscono benissimo. SuperBasket ha riservato una pagina intera sulla scomparsa della pallacanestro livornese dal palcoscenico nazionale dove meriterebbe di stare con un articolo firmato da Francesco Parducci, storico giornalista livornese di pallacanestro, che noi oggi postiamo: "Martedì 30 giugno, ore 18,35. Mentre ancora ai balconi di tante case sventolano ancora le bandiere biancoamaranto (stessi colori, ironia della sorte) celebrative del ritorno in serie A del Livorno calcio avvenuto una decina di giorni prima, Legadue emette il comunicato con l’indicazione delle società che hanno chiesto l’iscrizione al prossimo campionato. Basket Livorno non c’è. La città che vent’anni fa aveva due squadre in serie A1, una delle quali arrivava a un “frame” di distanza dalla vittoria dello scudetto, non ha più neanche una squadra in Legadue.Surreale. Ma tristemente vero. Durata come un sogno di una notte di inizio estate l’illusione che Sabatini volesse trasferirsi qua armi e bagagli attratto dalla gestione del Palasport o convinto da Faraoni, l’ultima frenetica e convulsa giornata non riesce a cambiare la sorte del malato terminale, i miracoli, per chi ci crede, avvenivano duemila anni fa in Palestina, qua si parla il linguaggio dei soldi e a Livorno evidentemente ne girano pochi. Anche se poi vai a fare un giro allo Yacht Club, dentro al vecchio porto mediceo, e ti scopri a contare almeno cinquanta barche che costano dal milione di euro in su.Il tentativo dell’ultimo giorno è surreale anche quello: impossibile in dieci ore reperire una fideiussione da 100.000 euro e 20.000 per la quota di iscrizione, ma quand’anche qualcuno avesse messo mano al portafoglio non sarebbe bastato. Livorno muore strangolata dai debiti, accumulati in questa ma anche in precedenti gestioni. Il sindaco Cosimi, appena rieletto, si sbatte come può: durante il campionato un paio di volte i suoi interventi sono stati decisivi per far recedere la squadra dallo sciopero proclamato per mancata corresponsione degli stipendi, ma la settimana in più che gli è stata necessaria, dopo le elezioni rivinte, per formare la nuova giunta ha tolto ulteriori speranze. Quando ha potuto rimettere pensiero al basket mancava ormai solo un giorno alla dead-line.Finiti, morti, sportivamente parlando s’intende. Ma senza neppure troppi clamori, senza tifosi per strada a manifestare, senza tentativi di sottoscrizioni popolari o di azionariato diffuso come è accaduto in altre città. Livorno scompare dalla geografia del basket professionistico quasi in silenzio ed è, come avrebbe detto Guccini negli in cui questa città era la capitale del basket “la morte un po’ peggiore”.I giornali locali si preoccupano assai più della riconferma di Gennaro Ruotolo alla guida del Livorno Calcio o dell’eventuale permanenza in amaranto di Diamanti (e, con tutto il rispetto, non si sta parlando né di Mourinho né di Kakà), la televisione di casa, un tempo baskettara per eccellenza, la prima sera non dà addirittura la notizia della mancata iscrizione.Segnali bui di un malessere profondo, del quale, allora, diventa esercizio inutile l’andare a cercare il colpevole o i colpevoli.Certo il Castelli che a novembre, dopo aver autorizzato la firma di contratti pluriennali lascia tutti in braghe di tela e se ne va può esser messo in testa all’eventuale hit parade ma anche lui, a guardar bene, potrebbe portare davanti alla giuria le sue brave prove a discolpa: in estate aveva chiesto alla città, lui che livornese non è, uno sponsor, tanti abbonati e una cordata di imprenditori a sostenerlo, ottenendo di risposta zero alla prima voce, pochissimo alle seconda e ancora zero o poco più alla terza, quest’ultima anche a causa della goffaggine con la quale la cosiddetta operazione “Amici del basket” era stata portata avanti. Alla Camera di Commercio di Livorno sono iscritte 24.000 imprese. Sarebbe bastato che una su mille, una su mille si badi bene, non una su dieci o una su cento, contribuisse alla causa in cambio di cartellonistica, annunci, pubblicità varia, perché tutto potesse continuare.Falliti, anche, i tentativi più o meno convinti di trovare un acquirente per il titolo: chi si avvicinava (Verona, Capo d’Orlando) e prendeva contezza della situazione debitoria (chi le pagherà, tutte queste pendenze, come e quando resta avvolto nei fumi dell’incertezza, il fallimento è l’ipotesi più probabile) un attimo dopo aveva già fatto più miglia che quaglie ed erano altri giorni che passavano e possibilità che sfumavano e corvi che volteggiavano.Livorno se ne va, non è la prima e non sarà l’ultima ma fa male al cuore di chi di basket vive in una città che anche in quest’annus horribilis bene o male ha mandato due squadre alla finali giovanili, fornisce un giocatore alla Nazionale (Fantoni) e ben quattro allenatori (Bechi, De Raffaele, Dell’Agnello e Ramagli) ai campionati professionistici, segnale di un movimento che ancora potrebbe dire e dare tanto.Resta il PalaLivorno, il terzo d’Italia per capienza, forse il migliore per estetica e visibilità interna. Una cattedrale nel deserto, ora, checchè ne abbia detto il neo assessore allo sport Ritorni (tra l’altro ex presidente di Basket Livorno fino a un paio di anni fa). Il Palazzo (chi lo gestirà ora che l’accordo con Forumnet è stato disdettato dalla controparte è un’altra delle grane entranti della riconfermata Amministrazione) invece, “è” una cattedrale nel deserto perché non è pensabile portarvi il femminile che in partite di play-out a ingresso libero ha raccolto poche centinaia di spettatori e in precedenza poche decine o l’erede della vecchia Libertas che, nella sua C dilettanti, alle centinaia non ci è mai arrivata.Intanto, comunque, la megastruttura starà chiusa e vuota fino al 21 settembre e quel giorno il rumore che vi si sentirà non sarà quello di una palla che rimbalza sul parquet, come in ogni palasport dovrebbe accadere, ma la musica dei Pooh. Bravi, bravi tutti. (anche i Pooh, sia chiaro….)".

mercoledì 8 luglio 2009

BASKET LIVORNESE: SALTA L'IPOTESE DELLA SERIE B DILETTANTI

Era spuntata in questi giorni anche la possibilità, tecnicamente sbagliata, di iscrivere una squadra livornese al campionato di serie B dilettanti (ex serie B2). E' notizia di ora che anche questa ipotesi è saltata. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "La Nazione" nell'articolo che oggi postiamo firmato da Lorenzo Gremigni: " Con la fine del basket di vertice resta da capire come verranno utilizzati il PalaAlgida e gli altri impianti in città. Il mega impianto dovrà essere sfruttato per attività alternative: dalla musica allo sport. I Palasport sono tre: il PalaLivorno, ribattezzato appunto PalaAlgida; il PalaMacchia di via Allende e il Palazzetto, noto come PalaCosmelli.
Livorno, 8 luglio 2009 - L’ultima chance, quella della B dilettanti che sarebbe stata comunque un palliativo e, probabilmente, solo il seguito di una strategia sbagliata che ha portato alla situazione attuale perché non si è mai pensato di costruire dalle basi, ma si è sempre vissuto alla giornata, è sfumata e Livorno sparisce dalla geografia nazionale del basket d’èlite. Sparisce lo sport d’elite, ma resta il titolo di città con gli impianti più numerosi, belli e capienti. Che diventano cattedrali nel deserto, specialmente il Pala Livorno, ultimo creato, che forte dei suoi oltre 8000 spettatori di capienza sarà frequentato solo da manifestazioni canore, spettacoli d’arte varia e congressi sindacali o di partito.
Perché è vero che il movimento cestistico amaranto è ben vivo e vegeto con le tante società minori che fanno attività giovanile ed hanno magari la prima squadra in categorie lontane dal vertice, ma la punta massima del basket maschile è la vecchia gloriosa Libertas che milita oggi in C dilettanti. Come a dire la quinta serie nazionale e quindi per questo tipo di attività bastano e avanzano le numerose palestre, pubbliche e private, sparse nella città. Certo, c’è il basket femminile che rimane al vertice con la squadra in A1, ma per ora almeno gli spettatori presenti alle partite del’Acp Women sono davvero pochi.
Si spera che aumentino, e la passione di Piero Bottoni e dei suoi collaboratori e le capacità del tecnico Cinzia Piazza e della squadra lo meriterebbero, ma siamo sempre alla voce speranza. E non certo quella di riempire nemmeno per un terzo il Pala Livorno. Il prototipo della cattedrale nel deserto diviene allora proprio quello che fino ad ieri era denominato Pala Algida perché gestito dalla Forum Net ed oggi torna in carico al Comune: 8030 spettatori di capienza, attrezzature all’avanguardia, un vero gioiello considerato forse il più bello d’Italia. Fu progettato nel 1988 all’epoca del boom del basket livornese, quando la città aveva due squadre in serie A e il Pala Macchia non era più sufficiente a contenere tutti gli appassionati della palla a spicchi, restò per lungo tempo allo stato… scheletrico e fu terminato ed inaugurato solo il 14 marzo 2004.
Dopo sedici anni insomma e dopo che vi avevano lavorato due progettisti, prima l’ingegner Legnani e quindi l’ingegner Valenti. Il secondo impianto, che fu poi ritenuto insufficiente ed oggi rischia anche quello di divenire un qualcosa di non riempibile, è il Pala Macchia capace di 4200 posti ed inaugurato l’11 giugno 1976 con un quadrangolare con Italia, Russia e Canada e l’università statunitense di San Francisco. Li aveva preceduti, tempio di tante sfide memorabili con le più forti squadre nazionali come Ignis Varese, Simmethal Milano o Virtus Bologna il PalaCosmelli, conosciuto anche come Palazzetto, costruito nel 1961 con i soldi stanziati dal Coni per le Olimpiadi romane del 1960 e che allora poteva contenere quasi 1000 spettatori tra quelli seduti e quelli in piedi e che oggi ne contiene poco più o poco meno di 300. Qui almeno vi giocherà la Libertas di serie C dilettanti mentre al Pala Macchia si esibirà l’Acp Women. Al Pala Livorno niente di niente. Lorenzo Gremigni"
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martedì 7 luglio 2009

SERIE C DILETTANTI: IN CASA DELLA LIBERTAS LIBURNIA LIVORNO CI SONO DUE NOVITA'

Arrivano due novità in casa della Libertas Liburnia Livorno (nella foto i dirigenti). La prima è quello del cambiamento del campo di gioco delle partite casalinghe del campionato di serie C dilettanti che viene trasfertio dal PalaMacchia (vecchio palaAllende) al PalaCosmelli, la seconda è quella del trasferimenti della sede sociale che viene insediata in via Pera. Vediamo, in questo articolo che postiamo noi oggi, come viene trattato l'argomento dal quotidiano locale "Corriere di Livorno" firmato da Luca Merani: " LIVORNO - La Libertas Livorno inizia a disegnare il proprio futuro che la proietta come squadra di riferimento dell'intero movimento cestistico cittadino. La chiusura dei battenti in casa Basket Livorno ha lasciato un grande vuoto nel mondo della pallacanestro labronica, ma in perfetto spirito livornese proprio in questo difficile momento il desiderio di rinascita è immenso. Da quel lontano novembre del 1947 la Libertas continua a rappresentare una pietra miliare della nostra pallacanestro e dopo alcuni anni difficili l'attuale dirigenza è riuscita a rilanciarla in grande stile. Proprio nel glorioso sodalizio gialloblu, quindi, i molti appassionati individuano le possibilità più concrete di rilancio del nostro basket e poco importa se la categoria dalla quale ripartire debba essere la C Dilettanti perché l'entusiasmo e il senso di appartenenza a una fede sportiva spesso e a Livorno più che da qualsiasi altra parte, possono diventare il vero motore per una rapida risalita che possa accomunare tutte le diverse anime del variegato universo cestistico cittadino. Puntare su quelle realtà cha hanno fatto la storia del basket amaranto, quindi, come Libertas, Pallacanestro e US. Livorno può essere la giusta medicina per mettere di nuovo le ali al movimento nella sua globalità, evitando di forgiare creature nuove che poco hanno a che fare col tessuto di una città legatissima alle sue tradizioni. Se per il momento il basket d'élite si allontana da Livorno, qui la passione e l’interesse per la palla a spicchi non vengono meno come dimostra l'immenso stuolo di ragazzi che praticano questo sport e la Libertas in questo senso può vantare cifre d’eccellenza grazie al grande numero di iscritti nelle proprie squadre. Il primo atto ufficiale della nuova stagione gialloblu avviene nella sala riunioni al primo paiano della palestra di Via Pera dove i vertici societari al gran completo fanno il punto della situazione riguardo a un avvenire ambizioso, anche se da affrontare con piedi ben saldi per terra. Assieme all'ex presidente Fabio Giannetti, rimasto nel Consiglio con importanti funzioni di collante tra la società e l'universo istituzionale e imprenditoriale livornese e al suo nuovo successore Giovanni Pardini, siedono il vicepresidente Claudio Stolfi e il dirigente responsabile Luigi Sidoti."

lunedì 6 luglio 2009

BASKET LIVORNESE: ORA SI IPOTIZZA LA PARTECIPAZIONE ALLA SERIE B DILETTANTI

Adesso voci in città parlano di una partecipazione di una squadra livornese al campionato di serie B dilettanti (ex B2). Vediamo come tratta questo argomento in questo articolo del quotidiano "Il Tirreno" firmato da Renzo Marmugi: "Io sono soltanto un traghettatore. L’amministrazione comunale mi ha chiesto un aiuto in questo particolare momento e io lo faccio volentieri. Il 7 luglio è vicino, ma penso che al massimo lunedì dovrebbero esserci delle novità». Parole e musica di Piero Bottoni, in attesa come l’assessore allo sport Ritorni che da una società fuori regione di serie B dilettanti arrivi l’okay per la richiesta del cambio di sede da presentare agli organi competenti. «Abbiamo due opzioni - prosegue Bottoni - e qualora saltasse la prima ci metteremmo al lavoro per l’altra». «L’amministrazione comunale pensa di poter aiutare il basket a ripartire cercando un imprenditore in grado di fare da punto di riferimento, oltre che una società di appoggio a Livorno. Il mio compito - è ancora la voce del patron delle Women - è soltanto quello del garante. Per accogliere la nuova società e consegnarla a qualcuno in grado di poterla gestire». Nelle prossime ore, dunque, potrebbero esserci novità importanti, anche se poi si dovranno cercare le energie e le persone in grado di costituire una società, imprenditori disposti a versare una piccola cifra per arrivare a quel budget di 300-350 mila euro necessario per una B dilettanti di buon livello. Piero Bottoni in questi giorni dovrebbe anche incontrare i dirigenti della Libertas per capire se ci sono dei margini per una collaborazione, mentre da Bologna, sponda Virtus, Massimo Faraoni conferma la sua intenzione di dare una mano al basket della sua città. «Sono vicepresidente del Comitato regionale della Fip e dirigente di una società di vertice - dice - penso di avere nella pallacanestro un potere contrattuale e un nome da spendere. Non ho interessi personali, né figli da far giocare, ma so che per Livorno è importante rimanere in un campionato nazionale e da amico del basket cercherò di prestare la mia opera. L’importante, secondo me, è tenere viva la pallacanestro e anche la passione, abituandosi comunque a fare il passo secondo la gamba e valutando ogni anno le forze economiche a disposizione. Senza voler rincorrere per forza le promozioni, ma pensando piuttosto a costruire una struttura sana». Il 10 luglio. Mentre Livorno dopo il disastro della rinuncia alla Legadue sta cercando di piantare dei nuovi semi, il 10 luglio è in agenda l’assemblea dei soci di Basket Livorno, che dovrà decidere la messa in liquidazione. Un passo doloroso ma inevitabile, viste le passività accumulate negli ultimi anni. I giocatori attraverso il portavoce Charlie Foiera restano in contatto con il sindaco Cosimi, il quale ha preso l’impegno di onorare le spettanze arretrate, però servirà anche una presa di responsabilità di tutti i soci. Quello di maggioranza, Valterio Castelli, deteneva il 60% del pacchetto azionario, e insieme a lui ci sono Patrizio Tofani, l’empolese Polini e il Comune al 5%. L’osso più duro in questo momento sembra il “signor TDshop”, sceso dalla nave a campionato in corso e fin qui insensibile a ogni tipo di richiamo. Ognuno, però, a questo punto dovrà fare la sua parte, e il discorso vale anche per l’ex presidente. Da quando decise di dimettersi la gestione ordinaria è passata ai superstiti e chi ha portato avanti Basket Livorno l’ha fatto seguendo alla lettera il percorso tracciato in precedenza da chi aveva firmato i contratti. Senza spendere un euro oltre il preventivato e rinunciando anche a prendere un rinforzo (Mauricio Aguiar) quando s’era infortunato Rossetti e i playoff sembravano ancora un traguardo realistico. Insomma, il 10 luglio nessuno potrà nascondersi. Anche perché davanti a un fallimento potrebbero esserci dei risvolti poco piacevoli per tutti. (re.mar.)".

mercoledì 1 luglio 2009

BASKET LIVORNO: E' FINITA

Forse è meglio così! E' finita l'avventura della società del Basket Livorno. Un'avventura che non è mai stata sorretta da un progetto pluriennale serio. Ieri il termine ultimo per l'iscrizione al campionato era fissato per le ore 18.00 e la società con sede in via Pera non è riuscita ad inviare la documentazione necessaria per terminare le pratiche. Adesso l'attesa è per l'11 luglio, giorno fissato per l'assemblea dei soci che dichiarerà la messa in liquidazione della società. In merito all'argomento postiamo l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" firmato da Renzo Marmugi: "LIVORNO. Fine dell’agonia, muore Basket Livorno ma non muore il basket a Livorno. Un gioco di parole che in questo momento non ci starebbe proprio, perché il giorno del funerale è l’occasione meno indicata per fare dell’umorismo. Addio Legadue, la “deadline” di ieri alle 18 è stata superata senza che il club di via Pera presentasse i documenti per garantirsi almeno altri dieci giorni di consultazioni febbrili per non scomparire dalla geografia dei canestri. Alla fine di un ping pong frenetico, iniziato alle 8,30 di mattina (quando Antonio Tamalio ha telefonato a Fabrizio Masini per dirgli di preparare in extremis i documenti da inviare alla Legadue), il malato Basket Livorno è morto. Morto per la consunzione dei soci, morto per l’indifferenza della città, morto perché non poteva essere il Comune a iscrivere la squadra e ad occuparsi di gestirla in prima persona. Il sindaco ci ha provato, è stato l’ultimo ad arrendersi all’evidenza dei fatti, poi ha dato ascolto ai suoi consiglieri e stilato il referto finale. Nel pomeriggio è stato fatto anche un tentativo col presidente di Legadue, Marco Bonamico, perché concedesse a Basket Livorno una proroga di 24 ore, ma il ruolo istituzionale del “marine” gliel’ha impedito. Anche perché la Virtus Imola, in qualità di prima avente diritto al ripescaggio in Legadue, non l’avrebbe permesso. È una fine ingloriosa, un terremoto sportivo che fa male, ma forse da questo presente fatto di melma potrebbe sbocciare un fior di loto. Cioè una nuova società, capace di ripartire dalle serie inferiori, con un programma puntato sui giovani e in grado di dare di nuovo la scalata alla pallacanestro che conta. Resta da capire cosa ne sarà del PalaLivorno, ma potrebbe aprire le porte per le partite casalinghe della A1 femminile e - forse - anche alla “cosa” che potrebbe nascere dopo la scomparsa dell’attuale Legadue. Una società a questo punto avviata verso la procedura fallimentare (l’assemblea dei soci di Basket Livorno a suo tempo era già stata convocata per l’11 luglio), anche se ieri il sindaco Cosimi ha parlato col capitano Charlie Foiera fissando un nuovo colloquio per i prossimi giorni, visto che gli stipendi di chi si è sbattuto sul parquet con la canottiera amaranto sono sacri. Al momento attuale Livorno ha la Libertas in C dilettanti e altre squadre minori. Uno scenario davvero triste se non si troveranno le risorse per ripartire con qualcosa di nuovo. (re.mar.)".

lunedì 29 giugno 2009

BASKET LIVORNO: SIAMO AGLI SGOCCIOLI

Domani sarà il 30 giugno, giorno ultimo per iscriversi definitivamente al prossimo campionato di LegaDue. Manca poco quindi alla fine, di nuovo, della pallacanestro di vertice a Livorno. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "Il Tirreno" nell'articolo di Renzo Marmugi: "L’orologio avanza inesorabile. Oggi è il 28 giugno, martedì alle 18 sarà l’ultima scadenza utile per iscriversi al campionato di Legadue, inviando tutti i documenti necessari per non morire. E quei documenti sono una fidejussione bancaria da 100mila euro, il versamento della quota associativa alla Legadue (20mila euro), più tutta una serie di incartamenti, tra i quali la disponibilità del palasport. Ma la Comtec, la commissione federale che controlla lo stato di salute dei club professionistici di basket, sempre martedì comunicherà i nomi delle società non in regola con i documenti presentati il 1º giugno scorso alla Fip, dando a ognuno tempo fino all’11 luglio per rientrare nei parametri richiesti. E lì saranno dolori, perché tra i requisiti obbligatori per partecipare alla Legadue ci sono gli stipendi ai dipendenti pagati fino al 30 aprile, il rapporto ricavi/indebitamento come minimo uguale a 2, e poi Irpef, Iva, Enpals tutti regolarmente versati. E qui non si potrà bluffare perché l’Agenzia delle Entrate dopo un controllo si preoccuperà di informare direttamente la Federazione sulla trasparenza delle operazioni effettuate da ciascuna società. La situazione di Basket Livorno, inutile ricordarlo, è disperata. Le possibilità di non morire una su un milione. Ma il sindaco Cosimi alcuni giorni fa disse esplicitamente: «Voglio fare un ultimissimo tentativo», e su questa linea intende muoversi, adoperando anche lo strumento PalaLivorno, dove ForumNet è in uscita e si sta cercando un nuovo gestore che garantisca più aperture e un utilizzo maggiore dell’impianto per la città. La fidejussione da 100mila euro secondo il “mayor” non è un problema. Ma un problemone è il passivo che Basket Livorno ha accumulato nel 2008-’09 al quale si aggiunge il monte ereditato dalle gestioni precedenti. Siamo nell’ordine di 1,4 milioni di euro. Una cifra pesante, che dovrebbe far riflettere anche Valterio Castelli, presidente e azionista di maggioranza in estate al momento di firmare contratti onerosi e anche pluriennali. Il signor TDshop poi è sceso dal treno in corsa, ma a questo punto gli viene richiesta un’assunzione di responsabilità, perché un eventuale fallimento di Basket Livorno si porterebbe dietro conseguenze spiacevoli per tutti. (r.m.)".

venerdì 26 giugno 2009

BASKET LIVORNO: ENTRO IL 30 GIUGNO O DENTRO O FUORI

Le voci erano quelle della messa in liquidazione della società del Basket Livorno. Ora esce un piccolo spiraglio sulla possibilità che qualche benefattore possa rilevare la quota di maggioranza della società di via Pera. Entro il 30 giugno, infatti, sapremo quello che accadrà. Ora postiamo l'articolo firmato da Renzo Marmugi con cui "Il Tirreno" tratta l'argomento: "LIVORNO. 30 giugno ore 18. Se esiste ancora un filo sottilissimo di speranza che Basket Livorno eviti la condanna a morte ormai siamo in pieno conto alla rovescia, il tempo a disposizione è veramente poco. Alessandro Cosimi non si arrende, ma se qualcuno l’ha erroneamente informato che i suoi margini di intervento si potevano protrarre fino al 10 luglio ha sbagliato di grosso. Fabrizio Masini, il general manager di quel che resta della società di via Pera, è stato fin troppo chiaro: «Entro il 30 giugno alle ore 18 ogni società dovrà far pervenire in Legadue l’iscrizione al campionato 2009-2010 corredato da una fidejussione di 100.000 euro, quota associativa (20.000 euro) e altri incartamenti burocratici, tra i quali la disponibilità dell’impianto di gioco. Nel frattempo la Comtec, l’organismo di controllo sulle società professionistiche di basket, avrà già preso in esame i documenti inviati il 1º giugno alla Fip, dando tempo alle società non in regola con stipendi, contributi, Iva, rapporto ricavi/indebitamento di mettere a posto i conti entro l’11 luglio». Il 30 giugno, dunque, sarà una vera “deadline”. Il sindaco Cosimi ha detto che sta amplificando gli sforzi per salvare la pallacanestro di vertice. Più che una soluzione a questo punto servirebbe un miracolo. (r.m.)".

mercoledì 24 giugno 2009

ALTRO EX LIVORNESE PROTAGONISTA

Un altro ex livornese è stato protagonista della pallacanestro giocata. Dopo Drew Nicholas che ha vinto l'Eurolega, è stato il turno di Luca Banchi (nella foto tratta dal sito del MenSana).
L'ex coach del Don Bosco Livorno ha conquistato il terzo scudetto consecutivo da vice allenatore del Monte dei Paschi Siena.
Luca Banchi ha legato il suo a Livorno per moltissimo tempo. E' stato protagonista del settore giovanile del Don Bosco Livorno per dieci anni, dal 1988 al 1998, diventando anche responsabile del settore giovanili della società che allora aveva sede sul viale Risorgimento presso la palestra dei Salesiani. E' stato anche, oltre che allenatore del Don Bosco sponsorizzato Bini Viaggi nei primi anni di serie A2, allenatore della formazione Juniores del Don Bosco con cui ha conquistato tre scudetti di categoria, anche primo allenatore del Basket Livorno in Lega A per tre stagioni consecutive, dal 2001/02 al 2003/04.
A Luca vanno tutti i complimenti del nostro sito anche per il futuro con la speranza di poter conquistare la competizione più importante per club in Europa, l'Eurolega.
Dopo 3 scudetti di fila si merita sicuramente anche questo successo!!!

martedì 23 giugno 2009

INTANTO A SASSARI IL PUBBLICO CERCA DI SALVARE LA SQUADRA

Una curiosità interessante. A Sassari, che come situazione ne aveva una simile a quella di Livorno, i tifosi si sono mossi ed hanno iniziato una raccolta per aiutare la società. Una decisione simile a quelle azioni di partecipazione popolare che tanto hanno aiutato in Spagna società come il Barcellona in cui i tifosi sono azionisti della società. Perché una cosa di questo tipo non è mai partita a Livorno? Potrebbe essere una soluzione ideale per risvegliare un pò gli animi.

venerdì 19 giugno 2009

MANCANO POCHI GIORNI ALLA FINE!!!

Mancano pochi giorni alla messa in liquidazione della società del Basket Livorno e, di conseguenza, la non iscrizione al prossimo campionato di LegaDue. Ecco come tratta l'argomento il quotidiano "Il Tirreno" nell'articolo che postiamo oggi: "LIVORNO. Contatto mancato. Almeno sino al tardo pomeriggio di ieri, in rappresentanza del gruppo di giocatori che hanno composto il collettivo del Basket Livorno nella stagione appena passata, Charlie Foiera non aveva ancora ricevuto la telefonata tanto attesa dal sindaco rieletto Alessandro Cosimi. Quello che sarà con tutta probabilità l’ultimo capitano della storia della compagine amaranto resta quindi in standby e aspetta di parlare direttamente con il primo cittadino per ottenere delucidazioni sul prossimo futuro della società di via Pera, nonostante l’amministrazione comunale detenga ormai solo il 5% delle quote azionarie attraverso la propria srl Livorno Sport. Proprio ieri Cosimi si è riunito in summit con il presidente della provincia Giorgio Kutufà, l’ex presidente Bielle Claudio Ritorni e Fabio Del Nista: purtroppo, si è preso atto della gravità della situazione e dell’assoluta mancanza di risorse appropriate per prendere parte alla prossima stagione agonistica, quindi apparentemente il verdetto resta quello del certificato di morte già stilato all’indomani dell’assemblea dei soci di martedì scorso. Questo il quadro a tinte fosche, almeno sino alla scomparsa ufficiale della società che dovrebbe avvenire il prossimo 11 luglio, data in cui la Bielle intenderebbe comunicare la propria rinuncia alla partecipazione al torneo di Legadue. Una scadenza che però sarebbe legata solo a un controllo finanziario operato dalla commissione che vigila sui bilanci delle società professionistiche sportive. La ‘deadline’ reale in materia di iscrizione ai tornei resta invece quella del 30 giugno (c’è tempo sino alle ore 18), con annesso il pagamento della fidejussione bancaria di 100 mila euro e della quota associativa annua di 20 mila euro, la produzione dei documenti che attestano la disponibilità a norma dell’impianto di gioco casalingo e molte altre pratiche burocratiche da sbrigare. (ap)".

giovedì 18 giugno 2009

GLI ULTIMI MOMENTI DI VITA DEL BASKET LIVORNO

Dopo la notizia della liquidazione della società del Basket Livorno, oggi si terranno gli ultimi momenti della travagliata essitenza della società. Ecco come descrive questa giornata il quotidiano "Il Tirreno" in questo articolo che oggi postiamo: "LIVORNO. The day after. Il giorno dopo l’annuncio scontato ma non per questo meno scioccante sul mesto futuro che attende da qui ad un mese il Basket Livorno, destinato alla sparizione definitiva dalla cartina geografica della pallacanestro italiana, resta lo sgomento tra i tifosi della palla a spicchi cittadina. Ma soprattutto, l’ansia è salita vertiginosamente tra i giocatori amaranto. La notizia della più che probabile serrata della saracinesca di via Pera fissata per il prossimo 12 luglio è saltata di bocca in bocca tra il gruppo di atleti che ha composto il roster della Bielle in questa stagione agonistica, tanto travagliata ed appena messa in archivio. Non bastava la sequela di infortuni, ritardi nei pagamenti e scioperi annessi: per Charlie Foiera e compagni è piovuta l’ennesima mazzata che rischia di minare la serenità di questo scampolo di vacanze estive. L’ex bandiera di Ferrara nonché ultimo capitano amaranto resta infatti ancora il portavoce dei giocatori dentro e fuori il parquet. E come tale è stato anche moralmente incaricato dai colleghi (compresi Simone Bagnoli, Marco Giuri e Marco Rossetti, gli unici tre ancora tecnicamente sotto contratto per la prossima stagione) di trattare con la proprietà labronica. Alla luce delle recenti cattive novità, le ultime tre mensilità che ancora spettano a lui e al resto della squadra, staff tecnico e dirigenziale compresi, si trasformano perciò in un quesito ancor più angosciante. Nel tentativo di ottenere chiarimenti sul futuro, Foiera quindi ha contattato direttamente Fabio del Nista: al telefono, il numero uno dell’Asa incaricato di dirimere la matassa della questione basket per conto dell’Amministrazione Comunale, ha rassicurato l’atleta. Come da promessa quindi, già questa mattina il sindaco Alessandro Cosimi dovrebbe alzare la cornetta e chiamare lo stesso Foiera, assicurandogli che anche nell’ormai più che probabile eventualità della messa in liquidazione del club (a meno di colpi di scena clamorosi, comunque tecnicamente ancora possibili vista la rinuncia alla vendita del titolo sportivo stabilita dall’assemblea dei soci) il pagamento degli ultimi stipendi resta la priorità. Si proverà quindi a mantenere almeno questa promessa, visto che l’altra espressa in parallelo sulla continuità futura del basket livornese in Legadue (forse più simile ad un auspicio) somiglia ogni giorno di più ad una missione impossibile. Alla Bielle resta il dovere morale di tentare sino all’ultimo incontro d’affari in agenda (proprio ieri Del Nista ne ha consumato uno) ma la bandiera bianca si sta già issando su via Pera. Un parquet storico dove torneranno solo ad allenarsi i ragazzi delle giovanili di altre società cittadine, la Libertas in primis. Poco male, visto che il vivaio Bielle delle ultime stagioni è stato solo ‘fittizio’, costruito con gruppi formati dai ragazzi prestati dai club cugini e necessari solo a termini di regolamento. L’ennesimo indizio che la ricostruzione reale di fondamenta societarie solide non è mai partita. Andrea Puccini".

mercoledì 17 giugno 2009

DOPO 70 ANNI DI STORIA SPARISCE TUTTO!!!

E' finita!!! E' finita una lunga agonia in cui si trovava la pallacanestro livornese. Nel consiglio d'amministrazione di ieri è stata decretata la messa in liquidazione della società del Basket Livorno. Così, dopo che nel lontano 1994 venne radiata la società nata dalla fusione tra Libertas e Pallacanestro Livorno, la sede di via Pera vede avverarsi la seconda scomparsa della pallacanestro livornese dal basket di vertice. Ecco in merito un articolo del quotidiano "Il Tirreno": "LIVORNO. Una morte onorevole, quasi un’eutanasia. Il Basket Livorno ha scelto la terza via, probabilmente quella più dignitosa. Il finale con tutta probabilità sarà ugualmente tristissimo, ma almeno la città potrà assistere senza troppa vergogna (ma con ben più indifferenza, purtroppo) alla seconda ed altrettanto storica scomparsa del suo club principe dalla geografia della pallacanestro che conta in Italia. Quello che si prospetta all’orizzonte infatti è un epilogo amaro, simile nella sostanza ma non certo nella forma, a quello che condannò l’“ibrido” post fusione tra Libertas e Pallacanestro Livorno - storiche e acerrime nemiche costrette all’unione - nella lontana estate del 1994, quando il club fu reo non solo di non aver attecchito nei cuori dei tifosi ma soprattutto di aver depositato una fidejussione bancaria fasulla. Quindici anni più tardi, gli amaranto hanno invece deciso di percorrere il viale del tramonto a testa alta. Durata quasi due ore ieri nel tardo pomeriggio, l’assemblea dei soci ha deciso di non procedere né ad uno scambio del titolo sportivo con un’altra società richiedente (la trattativa già nota ed intavolata a suo tempo con Verona era comunque già saltata, complice un ripensamento della proprietà scaligera) ma neanche alla vendita che sembrava al contrario un’opzione tanto scontata quanto naturale (in pole position restava sempre Capo d’Orlando). Una decisione sofferta ma presa con coscienza, dettata non soltanto da un orgoglio comunque legittimo per una piazza che in passato ha scritto pagine e pagine di storia di questo sport a livello nazionale. Le motivazioni principali alla base della scelta di conservare il titolo sono al contrario ben più concrete. In primis, resta la speranza (a questo punto quasi utopica) di riuscire a reperire le risorse necessarie per ripartire verso la stagione 2010, magari riuscendo a convincere un imprenditore di sostanza. Malgrado restino in calendario alcuni incontri a questo scopo (l’incaricato sarà ancora il deus ex machina Fabio Del Nista, numero uno Asa e presente alla riunione di ieri in rappresentanza della Livorno Sport che detiene il 5%), questa prospettiva resta un sogno. Decisivo si è rivelato poi il fatto che, calcolatrice alla mano, neanche l’introito ricavato con la vendita del titolo sarebbe stato sufficiente a ripianare in maniera accettabile la situazione debitoria nella quale versano le casse del club di via Pera. Basket Livorno resta quindi un paziente dichiarato in coma irreversibile: solo un miracolo potrebbe salvarlo da qui al prossimo 12 luglio, data ultima nella quale verrà dichiarata la messa in liquidazione della società se tutto resterà così com’è. Tant’è che, infatti, già qualche giorno prima dell’exit, intorno al 10, i soci torneranno a confrontarsi intorno al tavolo per ufficializzare l’ultimo referto. Andrea Puccini".

ADDIO AL BASKET DI VERTICE!!!

La società del Basket Livorno è stata messa in liquidazione. La decisione è stata presa ieri sera dal consiglio d'amministrazione che si è tenuto in via Pera alle ore 18.00. Sarà un definitivo addio alla pallacanestro di vertice nella nostra città? Stando al momento sembrerebbe proprio di sì. Non è possibile reperire le risorse economiche necessarie per mandare avanti una società, ne in città ne da fuori, quindi non sarà più possibile vedere una partita di vertice in un futuro prossimo al palaLivorno.
Veramente un peccato lasciare un gioiello di palasport, che in Italia ed in Europa ci invidiamo, vuoto la domenica per le partite di pallacanestro. Verrà usato solo per i congressi, i concerti, i circhi, gli spettacoli. Insomma tutto quello che non è basket!
Veramente una delusione!

martedì 16 giugno 2009

BASKETLIVORNO: OGGI LA FINE DI UN LUNGO CALVARIO

Alle ore 18 di oggi si terrà la riunione del consiglio d'amministrazione del Basket Livorno. Verrà deciso cosa fare e, escluso miracoli dell'ultim'ora, la decisione sarà quella di chiudere la saracinesca e concludere un lungo calvario. In merito alla questione postiamo un articolo del quotidiano "Il Tirreno": "LIVORNO. L’inizio della fine. La giornata di oggi potrebbe rivelarsi una di quelle date da ricordare per gli appassionati del basket livornese. Purtroppo, con tutta probabilità il 16 giugno 2009 non sarà inserito tra i souvenir felici. Anzi, potrebbe spiccare sul calendario come listato a lutto. Chi ama la palla a spicchi ad alto livello infatti dovrebbe riporre definitivamente ogni speranza di salvare il titolo di Legadue, attualmente detenuto dal Basket Livorno. L’assemblea dei soci in agenda per questo pomeriggio intorno alle 18 si profila come l’ultima tappa di un calvario durato ormai troppi anni. Dopo aver faticato per l’ennesima volta già solo per trovare le risorse necessarie all’iscrizione in extremis, conservando teoricamente la possibilità di partecipare al campionato di Legadue 2009-2010, la via crucis economica del sodalizio di via Pera sta per giungere tristemente al capolinea. La riunione odierna dovrebbe infatti ratificare ufficialmente la messa in vendita del titolo sportivo. Usare il condizionale è d’obbligo, anche se la speranza di un colpo di teatro in stile last minute è ridotto al lumicino. All’orizzonte invece salgono le quotazioni di una decisione sofferta, dolorosa ma apparentemente inevitabile. «Ad oggi, non ci sono novità di rilievo» preannunciava tristemente ieri Fabio Del Nista, numero uno dell’Asa, storico amico del basket e da anni prezioso supporto in materia di reperimento risorse per aiutare il club amaranto dei canestri. «Se le cose dovessero restare così, nonostante la riluttanza dello stesso sindaco Cosimi alla vendita del titolo, mi vedrò costretto a suggerire questa opzione ai soci - rivela con estrema sincerità Del Nista -. Purtroppo non possiamo più permetterci di seguire il cuore. Occorre una mentalità ragionieristica che ci permetta di salvaguardare la società dal fallimento. Coloro che si sono adoperati per il bene del club hanno fatto più del possibile, rimettendoci spesso anche di tasca propria. Non può essere rimproverato niente a nessuno: l’unica cosa necessaria era salvaguardare il titolo sportivo. Fatto questo, anche l’ipotesi dello scambio del titolo con una partecipazione futura alla A dilettanti resta utopistica: è vero che servirebbe la metà del budget attualmente necessario ma la cosa triste e che adesso a disposizione non ne abbiamo neanche un quarto». Se davvero non passasse la linea dello scambio (il canale di comunicazione privilegiato era quello con Verona, accompagnato potenzialmente da una sponsorizzazione di spessore nazionale), la messa in liquidazione della società diverrebbe quindi un passaggio scontato. «I club interessati all’acquisto restano sostanzialmente quelli noti» aggiunge Del Nista. Capo d’Orlando, già sulle tracce di Lumezzane e priva di di un titolo da scambiare, è una piazza tra le più gettonate. Andrea Puccini".

sabato 13 giugno 2009

BASKET LIVORNO: ADESSO LA SOCIETA' POTREBBE SPARIRE DEFINITIVAMENTE

E' ancora un pò caotica la situazione sul futuro della pallacanestro livornese. Fino a due giorni fa sembrava essere scontato lo scambio di titolo sportivi tra Livorno e due piazze interessate a rilevare il titolo di Legadue (Verona e Capo d'Orlando), poi il Sindaco di Livorno ha dichiarato di non voler mollare e cercare di provare di salvare la società andando alla ricerca di importanti interlocutori per reperire le forze economiche essenziali per andare avanti, ora si dice che nessuno può salvare la società e la società del Basket Livorno è destinata a sparire senza che avvenga lo scambio di titolo con un altrà piazza. In merito a questo argomento postiamo l'articolo del quotidiano "La Nazione" con firma di Lorenzo Gremigni: "Livorno. IL FILM del basket amaranto non è ancora finito. Il giallo però è vicino alla soluzione e non è difficile indovinarne l’esito. Titolo venduto, società chiusa a doppia mandata e come rappresentante del movimento al massimo una serie C. Certo, ci potrebbero essere ancora margini di manovra. Si dice che i dirigenti si stanno dando da fare per vedere di salvare il salvabile, ma che la soluzione del giallo possa essere positiva e diversa da quella descritta sopra è abbastanza utopistico. Intanto dopo la riunione a tre tra il presidente Tofani, Tamalio e il rappresentante del sindaco Cosimi, Fabio Del Nista, almeno un dubbio l’ha sciolto. Non ci sarà scambio di titoli con Verona per mandare la società scaligera in Legadue e recuperare Livorno alla serie A dilettanti, la vecchia B di Eccellenza. Ed è una soluzione preventivabile e logica perché il campionato di A dilettanti dove tutti i giocatori devono essere italiani costa più o meno quanto la Legadue perché i cestisti indigeni costano molto di più di quelli stranieri. Che sono tanti in cerca di ingaggio e spesso si accontentano al contrario di quelli nostrani. Insomma, se si dovesse trovare i soldi per fare la vecchia B di Eccellenza tanto vale fare un piccolo sforzo in più e giocare al piano di sopra. ED ALLORA? Allora non ci sono soluzioni, a meno di un miracolo dell’ultima ora che a questo punto, come ha detto a chiare note lo stesso Del Nista, e la società Basket Livorno è destinata a sparire. I debiti sono sempre rilevanti. Non solo ci sono da pagare ancora i dipendenti (tecnici, giocatori e staff dirigenziale), ma ci sono da ripianare anche i debiti con i fornitori. E probabilmente i 600 o 700.000 euro che si potranno acquisire con la vendita del titolo basteranno appena, se basteranno, a riportare in pari il bilancio e chiudere senza strascichi. C’è tempo fino al 22 giugno prossimo per cercare di salvare la società, ma il tempo è talmente scarso che non si capisce come ciò che non si è riusciti a fare in un anno intero possa essere fatto in meno di dieci giorni. A meno di quel miracolo di cui si parlava sopra. Insomma, Pala Algida chiuso per mancanza di protagonisti e dedicato interamente allo spettacolo e magari ai congressi o cose simili. E Livorno da capitale del basket che era negli anni ’80 con due squadre in serie A, tanti play-off disputati, un quasi scudetto e tre partecipazioni (due della Libertas e una della Pallacanestro) alle Coppe Europee relegata al ruolo di comparsa. E’ VERO CHE il basket è in crisi profonda in Italia, che anche il campionato di serie A interessa ormai poche piazze dato anche lo strapotere di Siena che ha un budget doppio se non triplo di ogni altra concorrente, che altre piazze storiche sono sparite dalla geografia della pallacanestro italica, ma la cosa lascia davvero una amarezza infinita e conferma che a Livorno imprenditori ce ne sono pochi e a quei pochi lo sport in generale e il basket in particolare non interessano se anche il calcio si è dovuto affidare ad un presidente di foravia per sopravvivere prima e ottenere grandi risultati poi. Diciamo allora che altre piazze che sono sparite a lungo dal basket d’elite hanno poi trovato la forza di riemergere. E’ accaduto a Caserta e Pesaro, a Venezia e Brindisi, sta accadendo a Verona. La speranza è che possa succedere anche a Livorno di non finire troppo a lungo nell’anonimato. La storia e la tradizione dello sport della palla a spicchi lo pretenderebbero. Intanto attendiamo la conclusione del film di cui l’esito, come detto, appare scontato. A meno del miracolo di cui si diceva. Che sarebbe accolto come una manna dal cielo.".

venerdì 12 giugno 2009

BASKET LIVORNO: IL SINDACO ALLUNGA L'AGONIA

Ieri tutti davano per ceduto il titolo sportivo del Basket Livorno. Tutti i quotidiani locali riportavano le trascrizioni delle dichiarazioni del delegato del Sindaco di Livorno per la questione basket in cui si dava per finita, di nuovo, l'avventura della pallacanestro di vertice nella nostra. A sorpresa stamani, rileggendo le pagine dei quotidiani locali, il primo cittadino dichiara di non volere rinunciare alla permanenza del titolo sportivo a Livorno e allunga l'agonia di una società che, si voglia o no, è arrivata al capolinea sovrastata dai debiti e dalla cattiva gestione. In merito postiamo oggi l'articolo del quotidiano "Il Tirreno" con firma di Renzo Marmugi: "LIVORNO. La situazione è drammatica, ma Basket Livorno ha ancora una minima chance di sopravvivere. «Il malato è nel polmone d’acciaio - dice il sindaco Cosimi con una metafora presa in prestito dalla sua professione - entro tre-quattro giorni sapremo come andrà a finire questa vicenda. Devo incontrare delle persone, prima di decretare la morte della società di Legadue vogliamo ancora giocarsi un’ultima possibilità». Le parole di Alessandro Cosimi arrivano nell’intervallo di Livorno-Grosseto, dopo l’ennesimo incontro con Fabio Del Nista, il suo uomo di fiducia nella vicenda palla a spicchi. La giornata. Si erano già parlati al mattino per uno scambio di opinioni, si sono rivisti nel pomeriggio dopo aver riflettuto sulle ultime cartucce da sparare prima di andare al funerale della società di Legadue. Alessandro Cosimi aveva preso alcune informazioni e in lui si è rafforzata l’idea che autoretrocedersi nel campionato di A dilettanti non avrebbe molto senso, anche perché per competere nella ex B1 a un livello decoroso servono almeno 7-800mila euro di budget, e allora tanto vale alzare l’asticella della sfida provando (ma l’impresa appare disperata) a riallacciare i contatti con quel gruppo imprenditoriale che sembrava interessato a mettersi al timone della società anche in Legadue. Così mercoledì 17 giugno Fabio Del Nista andrà in missione per un incontro fondamentale, in un senso o nell’altro. Niente A dilettanti. Il paziente lavoro di Antonio Tamalio aveva portato Livorno nel mirino di alcuni club interessati ad acquisire i diritti di Legadue, con Verona in pole position (ma ci sono anche Capo d’Orlando, Sant’Antimo, Lumezzane) e la possibilità di portare qui un “pass” per partecipare alla ex serie B d’Eccellenza, ridenominata A dilettanti. Per regolamento le fusioni sportive sono possibili solo tra regioni confinanti (le cosiddette macro-regioni), ma il consiglio federale ha recentemente approvato una postilla che prevede una deroga del governo della stessa Fip allo scopo di salvaguardare piazze storiche. Il divieto, dunque, si potrebbe aggirare chiedendo al consiglio federale di dare una mano alla tradizione di Livorno, però chi si assumerebbe l’onere di gestire la nuova società e di farla camminare con le proprie gambe? I vari club cittadini esistenti non sembrano avere l’interesse, né le spalle larghe per poterlo fare, allora in Cosimi e Del Nista è maturata un’idea precisa: Legadue o morte. Il CdA. Dopo l’incontro in Comune il presidente di Asa è andato in via Pera per il consiglio di amministrazione di Basket Livorno, un passo formale necessario per convocare (martedì prossimo) l’assemblea dei soci del club, chiamata a deliberare la messa in vendita del titolo e la liquidazione della società stessa. Valterio Castelli difficilmente ci sarà (ha ceduto la sua fetta di azioni, il 60%, a una società del suo gruppo), ma anche se si è chiamato fuori a dicembre 2008 ognuno risponde per gli atti firmati personalmente - specialmente quando si tratta del presidente - quindi potrebbe nascere un braccio di ferro anche su questo punto, con ripercussioni tutte da valutare. Il passivo del bilancio non è uno scherzo, anche perché si porta dietro la palla al piede delle gestioni precedenti e i 6-700mila euro ricavati dalla cessione dei diritti di Legadue (il termine scade il 22 giugno) sarebbero una goccia nel mare dei debiti. Brutta storia, speriamo solo che mercoledì Del Nista riesca a fare il miracolo. (re.mar.)".

giovedì 11 giugno 2009

LIVORNO: ADDIO AL BASKET, AL PALALIVORNO CI ANDREMO A VEDERE LE PARTITE DI "PINGOZZO"

Non è ufficiale ma poco ci manca. Gli appassionati della pallacanestro a Livorno dovranno dire addio di nuovo al basket di vertice dopo quel lontano 1994 quando l'allora società nata dalla fusione tra Libertas e Pallacanestro Livorno venne radiata dal panorama cestistico nazionale.
Oggi si riunirà il consiglio d'amministrazione del Basket Livorno che dovrà decidere solo a chi cedere il titolo sportivo. Dovrà essere solo vagliata l'offerta più alta in modo tale da ripianare tutti i debiti, pagare gli stipendi arretrati a giocatori, e chiudere bottega.
Ci eravamo illusi, anche con gli articoli "postati" qui dei quotidiani locali, visto che era stata chiamata in causa un fantomatica cordata toscana pronta ad entrare in società.
Questa mattina invece, andando in scooter per la città, ci siamo imbattutti su una locandina in partitacolare, quella del "Corriere di Livorno". La locandina riportava la notizia della cessione del titolo sportivo e quindi la fine, di nuovo, della pallacanestro di vertice.
Rimaniamo senza parole, delusi da tutti coloro che si sono mossi visto che ci avevano illusi, delusi da tutti quegli imprenditori labronci che si sono dimostrati di nuovo avari, tirchi e senza cuore nei confronti di una tradizione cestistica che ha portato a chiamare la "Capitale del Basket" la nostra città negli anni'80.
Una tradizione che viene nuovamente stracciata e gettata in un cestino in una delle stanze della sede di via Pera. Una sede che era nata per dare lustro ad una parte della città, la sponda Libertas, e che invece ha visto già un fallimento e che, quasi sicuramente, ne vedrà un altro.
Ora non resta che aspettare oggi per sapere la verità sul futuro: cessione del titolo a Verona o a Capo d'Orlando.